Audizione alla 7^ Commissione Senato

Giovedì 2 luglio 2020 il Forum Arte e Spettacolo è stato audito dalla 7ª Commissione del Senato in merito all’impatto dell’emergenza Covid-19 nel settore della cultura. Di seguito le dichiarazioni e a questo link i documenti che sono stati inviati.

L’Onorevole Francesco Verducci che ha presieduto l’audizione

Forum Arte e Spettacolo

Intervento alla 7^ Commissione Senato di Simone Graziano

Buongiorno, sono Simone Graziano e sono qui con Federico Toso e Alberto Butturini a nome del Forum Arte e Spettacolo.

Negli ultimi 7 anni il mondo del Jazz ha visto la nascita di un forte movimento associazionistico che ha portato nel 2018 alla costituzione della Federazione Nazionale il Jazz italiano presieduta da Paolo Fresu e che ingloba al suo interno 6 associazioni di categoria in rappresentanza di musicisti, promoters, jazz Club, formazione e scuola, etichette discografiche e fotografi.

Il Forum Arte e Spettacolo nasce il 27 marzo di questo anno a seguito della petizione #velesuoniamo voluta da Paolo Fresu (Presidente della Federazione Nazionale il Jazz Italiano) Ada Montellanico (Presidente Il jazz va a scuola) e Simone Graziano (Presidente della associazione nazionale musicisti di jazz).

La petizione, nata al fine di mostrare l’assoluta mancanza di tutele e l’assenza di un riconoscimento del variegato mondo dei lavoratori dello spettacolo dal vivo e che ha raccolto circa 65.000 firme, è stata lanciata sia a nome personale che a nome delle realtà che afferiscono alla Federazione Nazionale il Jazz Italiano. 

Simone Graziano

Sulla base del successo ottenuto si è provato a condividere le nostre istanze con il maggior numero possibile di rappresentanti dei lavoratori dello spettacolo affinché aumentassero le voci plurali delle nostre richieste.

Ecco la successiva convocazione della Cooperativa Doc Servizi, Fondazione Centro Studi Doc, associazione Note Legali, Slc-Cgil, oltre all’avvocato Gianni Taglialatela, alla quale è seguita la creazione del CAM (coordinamento delle associazioni dei musicisti) che include circa 20 associazioni italiane di artisti afferenti ai vari mondi musicali, dal jazz, alla classica, alla musica di strada, al liscio, ai cantanti lirici, al pop e tanti altri. 

Il Forum Arte e Spettacolo accoglie oggi al suo interno oltre 60 soggetti in rappresentanza di tutti i comparti e i linguaggi artistici dello spettacolo tra associazioni, privati e assessori delle 12 città metropolitane tra cui Roma, Milano, Bologna e Firenze. FAS dà vita ad un manifesto che racchiude il senso profondo di questa realtà, ovvero il cercare di rispettare e conoscere la pluralità delle voci che compongono lo sfaccettato mondo dello spettacolo cercando di dare unitarietà e forza alle differenti richieste.

Siamo ben consci della difficoltà del compito che ci siamo dati ma anche consapevoli che, se vogliamo davvero il rispetto dell #nessunescluso, il lavoro da fare è e sarà tantissimo e potrà essere realizzato solo tramite un dialogo forte e continuativo con le istituzioni.

Vi ringrazio per il tempo dedicatoci e passo la parola a Federico Toso.

Intervento alla 7^ Commissione Senato di Federico Toso

Sono Federico Toso, direttore della Federazione Nazionale delle Arti in Strada e uno dei promotori del coordinamento nazionale Spazio Pubblico dal Vivo. Entrambe le realtà aderiscono al FAS. La scelta dei tre relatori che sono qui a dare voce al Forum Arte e Spettacolo è il punto di partenza: ossia il suo carattere plurale, inclusivo e intersettoriale.

Dentro al Forum non ci sono poi solo i lavoratori, ma ci sono anche le imprese. Non solo gli artisti, ma anche i tecnici. E questo è un altro elemento fondante. Non possiamo più prescindere dal superamento di una mera logica contrappositiva. L’obiettivo condiviso deve essere il rispetto e la dignità del lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori, che solo una tenuta del sistema nel suo complesso può garantire.

La crisi sanitaria ha mostrato l’inadeguatezza del modello di welfare per il settore dovuta anche da una conoscenza non sufficientemente dettagliata di quello a cui corrispondono oggi le arti e lo spettacolo dal vivo. Serve una nuova mappatura i cui parametri vanno scritti insieme ai portatori di esperienza. Ma occorre anche il coraggio di riscrivere un nuovo alfabeto, perché il linguaggio normativo che abbiamo conosciuto fino ad oggi non è più in grado di raccontare quel che siamo. 

Parliamo di economie, ma anche di etica e di responsabilità condivisa per il benessere della società. Arte, cultura e spettacolo, anche nelle loro declinazioni “leggere”, “popolari” o di “intrattenimento”, sono e restano un pilastro fondamentale per il benessere della società: come la salute o l’istruzione.

Federico Toso

Stiamo lavorando e producendo documenti e proposte per aiutarvi nel vostro compito di decisori politici.

Due sono gli assi principali. Uno è legato alle proposte per la ripartenza, perché ci sono ancora problematiche che stanno mettendo in ginocchio il sistema e per cui c’è bisogno di muoversi in fretta e bene, per non piangere dopo. L’altro è legato alla riforma del settore, perché va superata la logica che racconta il nostro lavoro come discontinuo, mentre va valorizzato anche normativamente che intermittente è solo quel che si vede da fuori, non quel che succede dietro le quinte. 

Chiudo infine con un riferimento al mio ambito professionale specifico. Nello spazio pubblico non esiste il pubblico, esistono le persone. Come Forum non ci stiamo dimenticando di loro. Se vogliamo pensare politiche per lo spettacolo non dimentichiamo che le persone che chiamiamo pubblico sono parte del comparto. Quelle persone, che in questi mesi non ci hanno mai abbandonato, non ci chiedono di resistere, ma di immaginare. Questo è anche quello che noi chiediamo alla politica. Di immaginare insieme questo percorso. Facciamolo con gli stati generali della musica, del teatro, del circo, della danza. Facciamolo con gli stati generali dello spettacolo e della cultura. Noi stiamo già immaginando il futuro. Prepariamo i pass e vi convochiamo dal vivo. Passo la parola alla componente dei tecnici. Per il Forum Alberto Butturini.

Intervento alla 7^ Commissione Senato di Alberto Butturini

Buongiorno a tutti. Sono Alberto Butturini, tecnico del suono live da 35 anni. Ringrazio il FAS e 360 Live Crew network per l’aiuto nella stesura di questo documento.

L’impatto più devastante di questa emergenza sanitaria è stato, per noi tecnici dello spettacolo, la presa di coscienza dell’inadeguatezza, e, a volte, inesistenza, di ammortizzatori sociali e tutele in genere, come se noi lavoratori fossimo invisibili.

Questo riguarda, con sfumature diverse, tutti gli inquadramenti dei tecnici dello spettacolo. In particolare i subordinati tipici, i subordinati intermittenti e gli autonomi.

E’ d’obbligo ricordare che migliaia di lavoratori da Febbraio 2020 ad oggi, hanno visto letteralmente azzerato il loro fatturato senza nessuna prospettiva di cambiamento entro la fine dell’anno, nonostante si parli di una ripartenza di fatto inesistente e impraticabile.

Alberto Butturini

La ritardata e tutt’ora non avvenuta erogazione dell’indennità straordinaria messa in atto da questo governo per le migliaia di intermittenti è inaccettabile, ed è motivo di imbarazzo soprattutto se valutato in una visione di welfare futuro, moderno, realmente etico ed efficiente.

Abbiamo iniziato un percorso utilizzando la legge 4/2013 per riconoscere le professioni dello spettacolo.

Occorre completare il lavoro di descrizione dei processi lavorativi all’interno del repertorio nazionale affinché le qualifiche dello spettacolo, rilasciate dalle regioni possano essere riconosciute a livello nazionale.

Queste qualifiche sono le nostre professioni e sono una ricchezza per il tessuto economico, culturale e sociale di tutto il Paese.

È necessario puntare l’attenzione alla qualità del lavoro declinata in orari, sicurezza, pagamenti e certezza che lo Stato riconosca il lavoratore dello spettacolo come professionista in continua formazione, anche nei periodi che intercorrono tra una prestazione e l’altra, fornendo tutele adeguate atte a scongiurare l’accettazione forzata, per necessità, di compensi al ribasso o condizioni lavorative inadeguate.

Noi tecnici dello spettacolo abbiamo idee molto chiare e disponibilità ad organizzare tavoli di lavoro con le istituzioni per fornire una fotografia precisa del settore Cultura e Spettacolo. Per fare questo necessitiamo di tutto il sostegno che le Istituzioni stesse saranno in grado di fornirci per ripartire con leggi e regole nuove.