Audizione dei tecnici dello spettacolo alla Camera dei Deputati

Martedì 3 novembre la Camera dei Deputati ha invitato il Forum Arte e Spettacolo. Alberto Butturini ha raccontato le richieste dei tecnici dello spettacolo e degli altri lavoratori del settore.

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Martedì 3 novembre le Commissioni riunite VII (Cultura, Scienza e Istruzione) e XI (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati hanno continuato le audizioni in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo. L’audizione si è svolta a Montecitorio nell’Aula della Commissione Giustizia.

Solo qualche settimana fa, il 21 ottobre, si è svolta la terza indagine, alla quale ha partecipato Chiara Chiappa come referente del Forum Arte e Spettacolo. Il Forum Arte e Spettacolo è stato infatti inserito nelle indagini già in programma alla Camera a seguito della conferenza stampa del pacchetto di riforme avvenuta lo scorso 28 settembre a Bologna.

In occasione della quarta indagine conoscitiva è invece intervenuto Alberto Butturini, fonico da oltre 35 anni, chiamato a rappresentare il mondo dei tecnici dello spettacolo alla Camera.

A questo link si trova il video completo dell’audizione.

L’audizione di Alberto Butturini a nome del Forum Arte e Spettacolo e dei tecnici dello spettacolo alla Camera dei Deputati

Buongiorno a tutti, e grazie per l’opportunità.

Sono qui oggi per parlare della situazione in cui versa una categoria di lavoratori poco conosciuta e riconosciuta, i lavoratori del settore dello spettacolo e degli eventi.

Questo settore comprende tutti quei lavoratori che rendono possibile la realizzazione e la fruizione di tutto ciò che esprime cultura, arte, musica, creatività, in tutte le sue forme, dai concerti alla prosa, dall’allestimento di mostre alle fiere, dalle cerimonie olimpiche agli eventi corporate per i dipendenti di un’azienda o lanci di nuovi prodotti, dalla radio alle tv, dal balletto all’opera e potremmo continuare ancora. Ogni singola persona che concorre alla realizzazione di tutto questo, in modo esclusivo o per la maggior parte del suo operato, è da considerarsi necessariamente parte della filiera, ossia è un lavoratore del settore eventi. Lavoratori senza i quali non ne sarebbe possibile la stessa realizzazione.

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Alberto Butturini interviene alla Camera dei Deputati per i tecnici dello spettacolo e tutti i lavoratori del settore

Il settore dello spettacolo non si sarebbe trovato in una situazione di emergenza così grave se le sue carenze non fossero strutturali e in parte indipendenti dalla crisi generata dalla pandemia.

Considerando la riforma del settore una priorità, il Forum Arte e Spettacolo ha lavorato ad alcune proposte utili alla stesura dello Statuto del Lavoro nello Spettacolo e alla creazione di un sistema organizzativo semplice, trasparente, equo, rispettoso dei diritti di artisti, tecnici, e professionisti del mondo dello spettacolo e degli eventi.

Vi invitiamo a leggere la proposta integrale (a questo link), che abbiamo allegato alla documentazione e che in questa sede per motivi di tempo mi limiterò a illustrare per macro temi.

È necessario istituire un nuovo Macro-Gruppo Ateco, e Codice Apertura di Attività per enti del terzo settore che non hanno codice ateco, che racchiuda tutta la filiera ed i relativi sottogruppi, dando la possibilità ad aziende e professionisti di aprire la propria posizione IVA nel contesto corretto, quello degli eventi e dello spettacolo. Non a caso all’interno del Decreto Ristori sono stati stanziati ulteriori fondi per i codici Ateco immotivatamente esclusi in prima istanza. 

Inoltre, come abbiamo già avuto modo di dire, consideriamo indispensabile e urgente procedere con queste riforme:

  1. Istituire una posizione assicurativa e previdenziale unica,con identica contribuzione e diritti, senza diversificazione in base ai contratti di lavoro applicati. Assicurazione infortuni all’INAIL per tutti i lavoratori sia dipendenti che autonomi anche occasionali.
  1. Considerare il montante dei compensi e non solo il fattore tempo come misura delle prestazioni, con divisore di riferimento utile al calcolo delle giornate accreditabili, pari alle tariffe contrattuali per i dipendenti e per gli autonomi da definire annualmente con riferimento al minimale INPS.
  1. Possibilità per tutti i lavoratori autonomi con Partita IVA di versare autonomamente i contributi sulla propria unica posizione contributiva, per l’Italia e per l’estero, con corresponsabilità del committente.
  1. Indennità per malattia, maternità, congedi parentali, infortuni con assicurazioni INAIL e altre assenze con gli stessi requisiti per tutti i contratti e con accesso dal primo giorno di assenza. Al momento, ai lavoratori degli eventi e dello spettacolo, non è riconosciuta l’indennità di malattia in caso di positività al virus Sars Cov 2 propria o dei familiari. Una infelice contingenza che rischia di obbligare i lavoratori a non preservare la salute pubblica in assenza di tutele.
  1. È necessario, inoltre, istituire il reddito integrativo di continuità: i professionisti senza altro reddito principale o previdenza principale, al raggiungimento di 61 giornate accreditate in 24 mesi possono richiedere l’Integrazione al reddito per un numero di giornate pari a quelle accreditate nei ventiquattro mesi antecedenti alla domanda, non utilizzati per precedenti periodi di Naspi o reddito integrativo, per un numero massimo di giornate indennizzate o lavorate non superiore a 312 nell’anno di erogazione.
  1. Accesso alla pensione con annualità accreditate ogni 120 giornate di lavoro, come media e senza minimali annuali, per tutti i lavoratori a termine, a ingaggio o intermittenti (gruppo B confluisce nel gruppo A) diversi dai lavoratori subordinati a tempo indeterminato e continuativo (gruppo C), considerando nelle 120 giornate medie anche le giornate accreditate per reddito integrativo di continuità (che riduce a 60 le giornate medie per avere la pensione).
  2. Contemporaneamente, utilizzando la legge 4/2013, stiamo procedendo alla definizione e declinazione di tutte le professioni dello spettacolo e degli eventi, utilizzando per la parte formativa il sistema regionale delle qualifiche. Occorre, inoltre, completare al più presto il lavoro di descrizione dei processi lavorativi all’interno del Repertorio Nazionale delle Qualifiche per la Produzione artistica dello spettacolo.

Una parte del mio discorso di oggi sono obbligato a dedicarla a un tema che tutti vorremmo superato e che purtroppo non lo è: lo stato di emergenza in cui versano i lavoratori degli eventi e dello spettacolo, fermi da quasi un anno, con indennizzi inadeguati e senza certezze su quando potranno ricominciare a lavorare.

Se dovessi descrivere questi ultimi mesi vi racconterei una storia che parla di lavoratori altamente specializzati ai quali sono stati destinati in otto mesi 1.800 euro di bonus (non ricevuti da tutti) al contrario di quanto affermato dal ministro Franceschini, ulteriori 1.000 euro del Decreto Ferragosto non ancora erogati e, 1.000 euro UNA TANTUM, forse, previsti nel Decreto Ristori.

Spiegatemi voi come si fa a vivere con 225 euro al mese, perché io non lo so, ma è questo che ci state chiedendo di fare. Questo è un punto imprescindibile: gli indennizzi sono insufficienti per un settore che conta più di 500mila addetti ed è stato tra i primi a fermarsi e sarà l’ultimo a ripartire al pieno delle sue capacità; sono insufficienti e vengono erogati con tempi biblici, impossibili da giustificare a un lavoratore che deve potersi occupare della propria famiglia, a tutte le persone che hanno mutui da pagare, spese da affrontare e nessuna colpa per la situazione in cui versano. Come lavoratori abbiamo diritto di non vedere stracciato il patto con lo Stato – del quale siamo contribuenti – perché quello che ci raccontano i numeri degli indennizzi è che pagare le tasse ed essere onesti non conviene. Pretendiamo che l’INPS dia risposte univoche che non cambino su base territoriale, o in base all’interpretazione dei singoli funzionari, costringendo i lavoratori a un ulteriore e frustrante via crucis per vedersi riconosciuti i bonus e la NASPI. 

Volendo creare un parallelismo tra la cultura e lo sport è incomprensibile il trattamento riservato a sportivi e relativi insegnanti a cui sono stati dati sostegno ed agevolazioni anche se esentati da contributi e tasse fino a 10.000 euro. Nel guardarci intorno, rispetto ad altre realtà produttive, abbiamo la netta percezione di essere stati lasciati da soli ad affrontare questo “tsunami economico”, pur versando contributi e tasse.

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Vogliamo comunque provare a essere propositivi, portando alla vostra attenzione una serie di misure immediate che consentirebbero ai lavoratori del settore di vedere riconosciuta la propria dignità.

  1. I lavoratori dello spettacolo intermittenti devono poter accedere alla cassa integrazione speciale Covid-19 con gli stessi requisiti dei lavoratori degli altri settori. Dal d.l. 18/2020 in poi la cassa Covid-19  è stata riconosciuta ai lavoratori senza requisito di anzianità dei 90 giorni, per cui, con un solo giorno lavorato, possono accedere alla cassa integrazione. Chiediamo anche per il settore spettacolo ed eventi, e per tutti gli intermittenti, lo stesso diritto dei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato senza requisito di anzianità, in quanto lavoratori cui spettano le tutele del nostro sistema sociale ai sensi dell’art. 38 della Costituzione.
  1. Per autonomi e collaboratori, inclusi gli autonomi a partita iva a gestione separata: indennità speciale DIS-coll non inferiore alla soglia di povertà utilizzata nella legge sul RdC (Reddito di Cittadinanza).
  1. La continuazione del FIS o della cassa integrazione Covid-19 con assegno mensile non inferiore alla cifra presa come riferimento della soglia di povertà dall’ISTAT utilizzata nella legge sul RdC (Reddito di Cittadinanza) come parametro per poter richiedere il beneficio.
  1. Per lavoratori già in NASPI: continuazione dell’indennità non inferiore alla suddetta soglia di povertà, senza riduzione del 3% e sospensione dell’indennità solo per eventuali giornate di lavoro denunciate.
  2. Per gli intermittenti dello spettacolo, possibilità di accesso alla NASPI anche in continuità di rapporto lavorativo.
  1. Erogazione della formazione prevista dall’art. 88 del Decreto Rilancio – Fondo Nuove Competenze anche a lavoratori dello spettacolo con contratto a tempo determinato o intermittenti anche se privi di contratto di lavoro in essere in caso di assunzione in ditte del settore spettacolo ed eventistica con riduzione di fatturato rispetto al 2019.

Il nostro è un tipo di lavoro discontinuo per definizione e la mancanza di una normativa adeguata e certa, ha come conseguenza la proliferazione di interpretazioni del settore, spesso irragionevoli e contraddittorie. L’essere intermittenti non è una scelta di comodo del lavoratore ma un obbligo derivante dalla non programmabilità e continuità temporale del comparto produttivo in cui noi operiamo.

Ogni segnale di apertura e ascolto da parte delle istituzioni seppur tardivo è molto apprezzato.

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Chiediamo che venga istituito quanto prima un tavolo tecnico interministeriale (cultura/lavoro/economia).

Questi mesi di crisi hanno rivelato tutte le particolarità e le fragilità del settore in cui operiamo, e di cui abbiamo una conoscenza totale e approfondita, per questo motivo non siamo più disponibili a essere esclusi dai processi decisionali che influiranno sul nostro futuro e sulla qualità delle nostre vite.  Per la nostra innata predisposizione alla collaborazione e alla condivisione, mettiamo a disposizione le nostre competenze con l’unica priorità del raggiungimento di misure che siano finalmente efficaci per i lavoratori.

Per concludere, due sole parole: fate presto! Ad oggi il 30% dei professionisti ha già abbandonato il settore, stiamo velocemente perdendo personale tecnico e artistico altamente formato e specializzato.

La garanzia della tenuta dello stato e della pace sociale non può essere demandata solo all’educazione civica dei cittadini, è compito ineludibile delle istituzioni che devono farsi carico del disagio socio economico in cui il nostro paese sta piano piano scivolando.

Scarica l’intervento in PDF.