Osservazioni sul Piano italiano di ripresa e resilienza (PNRR)

Su richiesta della VII Commissione della Camera dei Deputati (Cultura, istruzione, ricerca, editoria, sport), venerdì 29 gennaio il Forum Arte e Spettacolo ha inviato un breve documento dedicato al Piano italiano di ripresa e resilienza. La VII Commissione della Camera, che sta esaminando il PNRR, ha infatti deciso di acquisire per iscritto il contributo di un gruppo selezionato di enti e realtà per esprimere poi il proprio parere alla V Commissione (Bilancio), che a sua volta riferirà all’Assemblea dei deputati.

Osservazioni sul Piano italiano di ripresa e resilienza per la VII Commissione della Camera dei deputati

Nel PNRR manca una visione d’insieme del settore culturale

Leggendo il PNRR è evidente che non c’è una percezione del settore culturale nel suo insieme, ma che si continua solo a focalizzarsi su una o più parti senza mai proporre soluzioni che riguardino tutti e che incidano positivamente sull’intero comparto. Ci troviamo di fronte a un piano che, pur riconoscendo la cultura come uno dei settori maggiormente colpiti dagli effetti negativi della pandemia insieme al turismo, nei fatti gli destina delle risorse che, nonostante il recente aumento, sono ancora fuori proporzione rispetto ai danni che il settore conta a un anno dal fermo.

Le misure previste dall’attuale PNRR appaiono esclusivamente rivolte agli investimenti sui contenitori (impianti di elevata valenza storico-architettonica, musei, complessi monumentali, aree e parchi archeologici, archivi e biblioteche statali). Per contro mancano gli investimenti sui contenuti, sui luoghi e sui soggetti che quei contenuti producono. La cultura deve necessariamente ripartire dal capitale umano. 

Inoltre, l’attuale PNRR ci conferma che per l’ennesima volta tutto il settore performativo è il grande assente, sia dal punto di vista economico, culturale e aggregativo che, soprattutto, nella prospettiva di ricostruire il benessere psicofisico di un Paese composto di persone che sono oggi in condizioni di grave fragilità, frustrazione e sfiducia.

Nell’insieme, non ritroviamo, in alcuna parte di questo Piano, il doveroso riconoscimento dei numeri del comparto. Per Symbola (Io Sono Cultura) l’effetto moltiplicatore sul resto dell’economia è pari a 1,8 (per ogni euro prodotto se ne attivano 1,8 in altri settori), mentre per il rapporto di Ernst & Young  l’impatto occupazionale dell’industria creativa e culturale europea (7,6 milioni) rispetto a quella dell’automotive (2,6 milioni).

“Si investirà inoltre per supportare gli operatori culturali nella transizione green e digitale, attraverso interventi volti: a favorire la domanda e la partecipazione culturale, incentivando la transizione tecnologica degli operatori culturali e la partecipazione attiva dei cittadini; a migliorare l’ecosistema nel quali i settori culturali e creativi operano, sostenendo l’integrazione tra hub creativi e territorio attraverso l’innovazione tecnologica”.

Queste sono le uniche parole riservate alla cultura, che dunque non appare considerata come dovrebbe nell’elenco dei patrimoni ai quali invece si fa ampio riferimento. Cinque righe scarne e prive di progettualità. La cultura merita di più. Merita di meglio.

È necessario riconoscere la trasversalità della cultura rispetto al PNRR

La cultura avrebbe dovuto essere un asse che in maniera trasversale toccava più missioni,perché è la trasversalità una delle sue caratteristiche più preziose: la cultura costruisce significati nuovi, aggrega e crea comunità, stimola l’inclusione, produce conoscenza.

  • La cultura ha un ruolo fondamentale e preponderante nell’ambito della coesione sociale, pertanto non le rende giustizia un generico riferimento in quella missione. Cultura non significa solo restauro di palazzi e riqualificazione di borghi, ma include anche altri spazi, che spesso sono un preziosissimo presidio, come nelle aree periferiche o rurali, e rappresentano un varco di accesso a un’offerta culturale alternativa. Ignorarlo significa non essere in grado di sfruttare il potenziale di tanti operatori culturali e perdere un’occasione di crescita per la nostra comunità.
  • Le discipline dell’arte e dello spettacolo meritano di essere poste al centro dell’azione che riguarda l’istruzione, perché un pubblico che non conosce e non apprezza l’arte non potrà mai supportare un settore nella ripartenza dopo questa brusca interruzione. Quello dello sviluppo e del coinvolgimento del pubblico era un problema endemico già prima della pandemia. Oggi diventa prioritario affrontarlo proprio partendo dalla scuola e dalla formazione. I contenuti hanno bisogno di conoscenze specifiche e perché siano compresi, i fruitori devono avere familiarità con determinati riferimenti. Un pubblico che non è stato accompagnato ad apprezzare l’arte e la cultura in tutte le sue espressioni, ci porterà inevitabilmente a relegare il nostro patrimonio a un consumo elitario, legato esclusivamente o principalmente al turismo.
  • È altresì importante sostenere una progettualità rivolta alle nuove generazioni, dato che il piano promuove con forza l’investimento nelle nuove tecnologie, per la distribuzione in futuro di contenuti culturali e l’accesso al patrimonio artistico del Paese.

Nonostante l’innegabile trasversalità della cultura, gli obiettivi che riguardano il settore culturale non sono presenti in quelli che il Piano intende attuare attraverso azioni di riforma. Un’occasione sprecata per un settore in estrema sofferenza!

Richieste rispetto al PNRR

  • Gli operatori chiedono da tempo una riforma del settore e durante questo ultimo anno si sono impegnati nella redazione di proposte condivise e aggregate che meriterebbero di diventare legge. Facciamo riferimento anche alle proposte attualmente in Parlamento e finalizzate a riformare lo statuto sociale dei lavoratori nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative nelle quali ritroviamo buona parte del lavoro coordinato tra tanti soggetti della filiera aderenti al FAS.
  • Chiediamo che il PNRR diventi per le istituzioni un’occasione per dimostrare a tutto il settore di aver pienamente compreso che il grado di difficoltà che sta attraversando non deriva solo all’emergenza pandemica, ma anche da gravi carenze strutturali e progettuali pregresse.
  • Chiediamo di trasformare queste poche parole che ci riguardano in un progetto ambizioso, che tenga conto di tutte le anime che fanno parte del settore e delle loro reali esigenze. Un progetto che rimetta al centro le persone che, in proprio, nelle associazioni e nelle imprese, a fronte di grandi sacrifici continuano a fare cultura in questo Paese. Non è accettabile che in un piano di rilancio, che dovrebbe scrivere il nostro futuro, la cultura sia ridotta a un mero elenco di contenitori mentre dovrebbe essere sostenuta e incrementata nella sua capacità di produrre contenuti.
  • Chiediamo di sostenere progetti specificamente orientati a rilanciare il settore, le economie e la società, attraverso:
    • la riforma dello statuto dei lavoratori dello spettacolo;
    • la semplificazione urgente delle procedure, anche attraverso la digitalizzazione dei processi;
    • una più intensa connessione e sinergia tra istruzione e politiche culturali;
    • il rilancio del settore a livello nazionale e internazionale;
    • lo sviluppo della connessione tra attività, spazi, coesione sociale e recupero psicofisico delle collettività;
    • il riequilibrio di risorse e investimenti secondo l’asse Nord/Sud e grandi/piccoli centri;
    • la trasversalità tra prodotti culturali, attraverso azioni di cooperazione intersettoriale;
    • incentivi per chi investe su prodotti di filiera interamente italiana;
    • l’estensione dell’applicazione dell’Art Bonus anche alle realtà non beneficiarie del FUS;
    • uno sviluppo digitale inteso non come accentramento monopolistico, ma come progettualità ramificata, diffusa, inclusiva, accessibile e interoperabile.
  • Chiediamo infine di definire misure precise e prescrizioni non “interpretabili” affinché i fondi distribuiti siano realmente spesi per le attività finanziate, secondo una valutazione centrata sull’efficacia moltiplicativa degli effetti presso i destinatari ultimi del piano, che riteniamo debbano essere sempre e comunque le persone: i lavoratori e il pubblico.

 

La ripartenza dello spettacolo dal vivo

15 gennaio 2021

Illustrissimi,

con la presente desideriamo condividerVi urgenti proposte e richieste per la RIPARTENZA dello Spettacolo dal Vivo, elaborate e sottoscritte da numerose realtà appartenenti al Forum Arte e Spettacolo (FAS).

Dopo la FALSA RIPARTENZA del 15 giugno 2020 e il DPCM del 24 ottobre che ha decretato nuovamente la sospensione di tutti gli spettacoli ed eventi culturali in tutti gli spazi al chiuso e all’aperto, evidenziamo che il 95% degli eventi del 2020 sono andati irrimediabilmente perduti. Ciò ha significato il blocco di una intera ECONOMIA PRODUTTIVA: moltissimi artisti e le maestranze sono rimasti inattivi e così la maggior parte delle aziende dello spettacolo: produttori, agenzie di spettacolo, booking, management, procuratori artistici, service, cooperative di lavoro, lavoratori autonomi, negozi strumenti musicali, imprese ed associazioni operanti nel settore creativo dello spettacolo e delle arti performative, tutti essenziali per l’organizzazione e la promozione, e tutti i servizi connessi. Moltissimi lavoratori del settore dello spettacolo hanno perso il lavoro, numerose imprese hanno chiuso, molte altre sono state costrette a ricorrere agli ammortizzatori sociali e/o a non rinnovare contratti a tempo determinato.

Servono dunque nuove ed ulteriori azioni concrete ed immediate da parte delle istituzioni affinché questo processo devastante venga invertito.

Chiediamo:

  • Estensione di tutti gli ammortizzatori sociali, compresi i bonus, sino ad almeno 6 mesi dopo la fine dello stato di emergenza con osservatorio sullo stato della ripresa delle attività economiche.
  • Estensione degli ammortizzatori sociali e Naspi, ivi comprese indennità lavoratori dello spettacolo, garantita e prorogata fino ad almeno 6 mesi dalla fine dell’emergenza a tut- te le imprese e a tutti i lavoratori del settore senza distinzioni contrattuali.
  • Estensione della Naspi per i lavoratori autonomi a gestione ex-Enpals, così come già fat- to per quelli in gestione separata, nonché per gli intermittenti anche in costanza di rapporto lavorativo, senza decurtazione dell’importo al progredire delle mensilità.
  • Riconoscimento di contributi previdenziali per ogni mese di fermo lavorativo parametrati ad una media dei quattro anni precedenti, all’interno dell’ente pensionistico di appartenenza e per la gestione ex-Enpals utili al conteggio per la pensione per tutti e per i lavoratori del gruppo A, anche utili al calcolo, alla misura e al diritto, compresi danzatori e coreografi, anche al fine di garantire il requisito per malattia, maternità, disoccupazione etc., ovvero, qualora migliorativo per il lavoratore, riconoscimento dei contributi reali per le prestazioni non svolte ma già confermate e poi cancellate causa pandemia.
  • Riconoscimento dei periodi lavorativi effettuati all’estero, tramite la presentazione di un contratto, nel settore eventi e spettacolo, ai fini dell’accesso a tutti i bonus finora erogati.
  • Riformulazione, per le imprese della filiera di arte e spettacolo e degli eventi, dell’art. 25 del Decreto Rilancio commi 4 e 5 e dell’art. 1 comma 3 del Decreto Ristori per contributo a fondo perduto, con estensione della base di calcolo parametrata ai mesi da Marzo a Dicembre 2020, mantenendo i medesimi criteri del calcolo della per- dita del fatturato rispetto ai mesi da Marzo a Dicembre 2019, così che TUTTE le imprese del settore possano avere un adeguato sostegno, necessario per la loro sopravvivenza.
  • Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi da Marzo e Dicembre 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi da Marzo a Dicembre 2019.
  • L’ammontare del contributo a fondo perduto, ridotto dell’eventuale importo già riconosciuto sul medesimo capitolo (Aprile 2019/2020), dovrà essere determinato applicando le seguenti percentuali:

a) venti percento per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nel periodo d’imposta 2019;

b) quindici percento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomi- la euro fino a un milione di euro nel periodo d’imposta 2019;

c) dieci percento per i soggetti con ricavi e compensi superiori a un milione di euro fino a cinque milioni di euro nel periodo d’imposta 2019.

  • La riformulazione del contributo a fondo perduto non dovrà essere applicata alle imprese con ricavi oltre i cinquanta milioni di euro annuali, non potrà superare il milione di euro e il contributo dovrà essere assegnato alle imprese che dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati negli allegati (**). Il contributo concesso dovrà essere reinvestito sull’attività del medesimo codice Ateco entro i 24 mesi successivi alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.
  • Lo stesso criterio venga mantenuto almeno per il primo trimestre 2021, parametrandolo al primo trimestre 2019, mentre per gli altri 3 trimestri si stabiliscono dei contributi in anticipo, sulla base della media ricavata dei restanti trimestri del 2019 con conguaglio entro il gennaio 2022 e da replicare fino alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.
  • Istituzione presso l’INPS di uno sportello “ad hoc” per lo spettacolo, con una competenza specialistica del settore per avere risposte concrete e puntuali.
  • Nuovi bandi extra FUS a ristoro delle perdite per tutta la filiera dello spettacolo e degli eventi con correzione delle criticità emerse (in particolare il DM “voucher”, DM 394, DM 397, DM 515, DM 516, ecc.)
  • Attuazione di misure di defiscalizzazione nel settore spettacolo ed eventi, fino ad almeno 12 mesi successivi alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.
  • Attuazione di misure di decontribuzione a tutte le imprese nel settore spettacolo ed eventi, fino ad almeno 12 mesi successivi alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.
  • Ampliamento dell’applicazione del Tax Credit e dell’Art Bonus per corsi di formazione e pratica nel campo della musica, teatro, danza e arti performative in genere, acquisto strumenti musicali e attrezzature per lo spettacolo, acquisto biglietti nei live (a scopo esemplificativo e non esaustivo)
  • Contributo a fondo perduto per le spese sostenute nell’applicazione del “Protocollo Unico Anti-Covid” per la ripartenza (ad es. “Protocollo proposta FAS”)
  • Riattivazione “Bonus Stradivari” come supporto permanente della promozione della pra- tica musicale.
  • Azzeramento, fino al ripristino delle normali attività parametrate alla media degli ultimi 3 anni fiscali, delle tariffe di conduzione spazi (utenze, rifiuti, insegne, altro). Ridurle per i 6 mesi successivi alla riapertura attività. Vale il discorso di intercessione e dialogo come al punto precedente.
  • Azzeramento, fino al ripristino delle normali attività parametrate alla media degli ultimi 3 anni fiscali, dei costi per le pratiche autorizzative: bolli, diritti di segreteria, tasse governative.
  • Estensione dell’aliquota IVA 10% per tutti gli elementi della filiera strettamente collegati alla produzione di un evento, inclusa la vendita e il noleggio degli strumenti musicali e delle attrezzature per lo spettacolo.
  • Estensione dell’aliquota al 4% per prodotti video-fonografici e prodotti culturali destinati al pubblico (come già previsto per il mondo dell’editoria), per i corsi di formazione alla musica, danza e arti, per i biglietti agli spettacoli.
  • Azzeramento dell’IVA laddove il committente sia un soggetto giuridico per cui non è prevista la detrazione dell’IVA.
  • Sospensione dello Split Payment fino ad almeno 12 mesi successivi alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.

I provvedimenti urgenti, da noi qui elencati in maniera esemplificativa e non esaustiva, sono indispensabili per il tessuto culturale e sociale del nostro Paese quanto lo sono per l’economia dell’intero settore dello spettacolo dal vivo e delle arti performative. Far ripartire l’attività culturale significa ridare speranza e prospettive a tutte le generazioni.

Confidando in un cortese riscontro, ringraziamo per l’attenzione e porgiamo cordiali saluti.

FAS – Forum Arte e Spettacolo

Lettera aperta: La ripartenza dello spettacolo. Necessaria e possibile

Martedì 22 dicembre il Forum Arte e Spettacolo ha inviato a istituzioni e stampa un documento redatto e sottoscritto dalle numerose realtà che vi aderiscono dedicato alla necessità di programmare la data per la RIPARTENZA dello Spettacolo dal Vivo. Il FAS ritiene che l’intero settore non possa attendere i grandi eventi per ricominciare le proprie attività. Gli aderenti al FAS sostengono pertanto che sia necessario e possibile, nell’assoluto rispetto delle norme anti-contagio, che le attività del settore spettacolo riprendano non appena possibile e abbiano i tempi necessari per promuovere e riorganizzare.

La ripartenza dello spettacolo. Necessaria e possibile

22 dicembre 2020

Il FAS – Forum Arte e Spettacolo, dopo mesi di attività spontanea e aggregante di molte componenti della filiera dello spettacolo colpite dall’emergenza, ribadisce l’assoluta ed immediata necessità della ripartenza dell’attività produttiva.

Ripartenza della socialità e condivisione negli spazi fisici dello spettacolo, della cultura e di tutte le attività ad essi connesse.

Ripartenza disciplinata da un protocollo unico che definisca le modalità di partecipazione, le capienze delle strutture e i protocolli sanitari ed organizzativi da adottare.

Ripartenza che non può attendere solo l’inizio dei grandi eventi di massa, ma che deve invece consentire la ripresa delle attività a tutto il resto degli eventi, che rappresentano il vero tessuto culturale e produttivo della grande filiera delle arti performative e dello spettacolo.

La progettazione, programmazione e promozione degli eventi non può prescindere da tempi certi, da una data precisa, senza la quale non sono realizzabili.

Noi proponiamo quindi che questa data sia il 20 marzo prossimo in coincidenza dell’equinozio di primavera, che sia una nuova primavera della condivisione, della accessibilità e della rinascita del nostro settore!

Ripartenza con una data certa per poter riaccendere l’interesse del pubblico fruitore, per affrontare la difficile sfida delle affluenze, per riorganizzare i luoghi deputati agli eventi, con particolare attenzione alla gestione dei flussi, alla sicurezza del pubblico e dei lavoratori dello spettacolo.

Ripartenza con un nuovo modello di economia, più sostenibile e condivisa che alimenti e sviluppi le opportunità di lavoro per tutti.

Ripartenza moltiplicando le repliche degli spettacoli anche in dimensione ridotta nelle stesse città e negli stessi spazi, riducendo la mobilità di alti volumi di persone, mezzi e strutture (che comprendiamo essere anche una legittima preoccupazione sanitaria), adottando la filosofia del “green deal” europeo, per offrire opportunità di lavoro locali, sviluppando così anche la politica dei territori, privilegiando quindi modalità produttive condivise che esaltino soprattutto l’essenza della rappresentazione.

Per sostenere la ripartenza abbiamo elaborato un protocollo che mettiamo a disposizione del CTS e delle Istituzioni per le necessarie e dovute considerazioni.

Il primo incontro del Tavolo Permanente Spettacolo del MiBACT

Giovedì 10 dicembre si è svolto il primo incontro del Tavolo Permanente Spettacolo indetto dal MiBACT. Per il Forum Arte e Spettacolo è intervenuto Demetrio Chiappa. Al tavolo hanno partecipato anche altre 15 realtà attive nel Forum Arte e Spettacolo. Questo primo appuntamento era dedicato alla presentazione di proposte a favore dello spettacolo in merito alla fase emergenziale. 

Onofrio Cutaia, Direttore del MiBACT

Il Forum Arte e Spettacolo al Tavolo Permanente Spettacolo del MIBACT

Giovedì 10 novembre, il portavoce del Forum Arte e Spettacolo al primo Tavolo Permanente Spettacolo è stato Demetrio Chiappa, tra i promotori del FAS e già presidente di Doc Servizi.

Tra le 85 realtà intervenute, ben 15 sono anche membri del Forum Arte e Spettacolo: ACI – Alleanza delle Cooperative Italiane Cultura, ARCI, Ariacs, AssoArtisti, Assolirica, CAM – Coordinamento Associazioni Spettacolo, Federazione del Jazz Italiano, Fondazione Centro Studi Doc, KeepOn Live, Ital Show, La Musica Che Gira, PIU – Promoter Indipendenti Uniti, ShowNet, UNA – Unione Nazionale Autori, e UNITA, Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo.

Durante l’incontro, inoltre il Forum Arte e Spettacolo e la sua attività sono stati menzionati esplicitamente da: Alessio Michelotti di ANAP (Associazione Nazionale Arti Performative), Giovanna Barni di Alleanza delle Cooperative Italiane Cultura, Massimo Maisto di ARCI, Elio Giobbi di AssoArtisti, Andrea Marco Ricci del CAM (Coordinamento Associazioni Spettacolo), Maria Letizia Compatangelo del CENDIC (Centro Nazionale Drammaturgia Italiana Contemporanea), Francesca Martinelli della Fondazione Centro Studi Doc, Fabio Schillaci di KeepOn Live, Annarita Masullo de La Musica Che Gira, Luca Zannotti di PIU (Promoter Indipendenti Uniti) e Claudio Carboni di UNA (Unione Nazionale Autori).

Demetrio Chiappa

Le proposte per i lavoratori nell’emergenza Covid-19 nell’intervento al primo Tavolo Permanente Spettacolo del MIBACT

  1. I lavoratori dello spettacolo intermittenti devono poter accedere alla cassa integrazione speciale Covid-19 con gli stessi requisiti dei lavoratori degli altri settori. Dal d.l. 18/2020 in poi la cassa Covid-19 è stata riconosciuta ai lavoratori senza requisito di anzianità dei 90 giorni, per cui, con un solo giorno lavorato, possono accedere alla cassa integrazione. Chiediamo anche per il settore spettacolo ed eventi, e per tutti gli intermittenti, lo stesso diritto dei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato senza requisito di anzianità, in quanto lavoratori cui spettano le tutele del nostro sistema sociale ai sensi dell’art. 38 della Costituzione.
  2. Per autonomi e collaboratori, inclusi gli autonomi a partita iva a gestione separata: indennità speciale DIS-coll non inferiore alla soglia di povertà utilizzata nella legge sul RdC (Reddito di Cittadinanza).
  3. La continuazione del FIS o della cassa integrazione Covid-19 con assegno mensile non inferiore alla cifra presa come riferimento della soglia di povertà dall’ISTAT utilizzata nella legge sul RdC (Reddito di Cittadinanza) come parametro per poter richiedere il beneficio.
  4. Per lavoratori già in NASPI: continuazione dell’indennità non inferiore alla suddetta soglia di povertà, senza riduzione del 3% e sospensione dell’indennità solo per eventuali giornate di lavoro denunciate.
  5. Per gli intermittenti dello spettacolo, possibilità di accesso alla NASPI anche in continuità di rapporto lavorativo.
  6. Erogazione della formazione prevista dall’art. 88 del Decreto Rilancio – Fondo Nuove Competenze anche a lavoratori dello spettacolo con contratto a tempo determinato o intermittenti anche se privi di contratto di lavoro in essere in caso di assunzione in ditte del settore spettacolo ed eventistica con riduzione di fatturato rispetto al 2019.

Le richieste per le imprese colpite dal Covid-19 presentate nell’intervento al primo Tavolo Permanente Spettacolo del MIBACT

  1. Per autonomi e collaboratori, inclusi gli autonomi a Partita Iva a gestione separata, iscritte e non iscritte in Camera di Commercio, servono indennità speciale non inferiore alla soglia di povertà utilizzata nella legge sul RdC e accesso a Ristori presenti e futuri anche utilizzando il riconoscimento previsto dalla L. 4/2013 quale evidenza dell’appartenenza al settore eventi e spettacolo.
  2. Allargamento dell’Art Bonus per chi investe nel settore artistico (non solo ai finanziati dal FUS) e detrazioni fiscali per chi sostiene spese nel settore dello spettacolo, per partecipare a eventi e a corsi di musica, teatro e danza.
  3. Attuazione di misure di defiscalizzazione e di decontribuzione a tutte le imprese del settore spettacolo ed eventi, profit e non profit, fino al ripristino delle condizioni pre-Covid.
  4. Estensione immediata dell’aliquota 10% per tutti gli elementi della filiera dello spettacolo ed eventi e dell’aliquota al 4% per prodotti video-fonografici, prodotti culturali destinati al pubblico come già previsto per il mondo dell’editoria e corsi di formazione alla musica e alle arti. Inoltre Iva pari a zero per i soggetti per cui non è prevista la detrazione.
  5. Nuovi bandi Extra FUS per tutta la filiera dello spettacolo e degli eventi.
  6. Riconoscimento di contributi previdenziali per ogni mese di fermo lavorativo parametrati ad una media dei quattro anni precedenti e di contributi reali per le prestazioni non svolte ma già contrattualizzate o annunciate o già andate in prova e poi cancellate.
  7. Innalzamento del tetto limite di spesa e aumento della soglia per il credito d’imposta (Tax Credit e Art Bonus) di almeno il 30% rispetto all’attuale.
  8. Azzeramento, fino al ripristino delle normali attività dei canoni di affitto in spazi comunali, delle tariffe di conduzione spazi (utenze, rifiuti, altro) e dei costi per le pratiche autorizzative: bolli, diritti di segreteria, tasse governative.
  9. Inserire nei prossimi decreti ristori i codici ATECO che sono relativi al settore spettacolo ma non sono stati inseriti nei decreti precedenti.

L’elenco dei codici ATECO esclusi

Cod. ATECODescrizione
432909Altri lavori di costruzione e installazione nca, tra cui montaggio di palchi, stand e altre strutture simili per manifestazioni, installazione di impianti luci ed audio per manifestazioni
475960commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti
581000Edizione libri, periodici ed altre attività imprenditoriali
591100Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi
592010edizione di registrazioni sonore
592020edizioni di musica stampata
702100Uffici Stampa conto terzi; Pubbliche relazioni e Comunicazione;
7311diviso in 01 e 02 agenzia pubblicitarie
749099Altre attività professionali nca; tra cui agenzie finalizzate alla ricerca di acquirenti tra gli editori, produttori eccetera per i libri, le opere teatrali, le opere d’arte, le fotografie eccetera dei propri clinti; servizi di gestione dei diritti d’autore i loro ricavi; Attività di consulenza artistica, culturale e formazione 
829999sottotitolatura in simultanea di meeting e conferenze
900109altre rappresentazioni artistiche
9002Attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
900202Attività nel campo della regia
932990altre attività di intrattenimento e divertimento nca
952901riparazione strumenti musicali

Galleria fotografica degli interventi

Confronto tra due proposte di riforma dello spettacolo a Equologica

Sabato 12 dicembre alle ore 11.30 appuntamento con “Un nuovo statuto per i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo”. Un incontro organizzato nel quadro di Equologica.

confronto proposte riforma spettacolo

In programma per il Tavolo 42 il confronto tra due proposte di riforma del settore spettacolo che introducono lo statuto sociale per il lavoro nello spettacolo.

A confronto ci saranno, da un lato, il disegno di legge Camera da Chiara Gribaudo e Alessandra Carbonaro e il disegno di legge depositato alla Camera e al Senato da Matteo Orfini e Francesco Verducci.

Emanuela Bizi, segretaria nazionale presentata della Slc-Cgil Nazionale, interverrà sulla prima proposta.

Chiara Chiappa, referente del tavolo riforme del e quella del Forum Arte e Spettacolo e già presidente della Fondazione Centro Studi Doc, presenterà la seconda proposta.

A moderare l’incontro saranno Matteo Lepore, Assessore alla Cultura di Bologna, ed Elisabetta Piccolotti di Sinistra Italiana.

Per chi volesse prendere la parola, ci si può registrare a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-tavolo-42-un-nuovo-statuto-per-i-lavoratori-e-le-lavoratrici-dello-spetta-131846978863?fbclid=IwAR32YW6yd3QlVFJXaS-MPXAc1rMW3omGjViRHJOVGgZ4w9u2LtQ8ZURrXUI

Per assistere alla diretta dell’incontro invece sarà sufficiente recarsi sul sito: www.equologica.com.

PDL sullo Statuto sociale dei lavori nello spettacolo

Mercoledì 9 dicembre è stato depositato in contemporanea alla Camera e al Senato il disegno di legge “Statuto sociale dei lavori nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative”. I primi firmatari sono rispettivamente Matteo Orfini e Francesco Verducci. I due onorevoli avevano partecipato alla conferenza stampa lo scorso 28 settembre.

La proposta di legge è ispirata alle proposte di riforma del Forum Arte e Spettacolo e rappresenta il primo passo della trasformazione in disegni di legge anche delle atre due parti della proposta, quelle che riguardano le imprese e gli incentivi per il settore.

Il testo della proposta di legge:

PROPOSTA DI LEGGE

STATUTO SOCIALE DEI LAVORI NEL SETTORE CREATIVO, DELLO SPETTACOLO E DELLE ARTI PERFORMATIVE

Relazione

ONOREVOLI DEPUTATI!

ONOREVOLI SENATORI!

Un progetto di riforma del sistema di tutela previdenziale e sociale per i lavoratori del settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative non può prescindere da questioni fondamentali e specifiche oggetto di dibattito nazionale ed europeo da oltre due decenni. Un dibattito che è stato accompagnato da studi, ricerche, proposte di risoluzione del Parlamento europeo, programmi specifici di intervento per il settore culturale e creativo dell’Unione.

Nel 2010 il Libro Verde dell’Unione Europea – Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare – definiva industrie culturali quelle “… che producono e distribuiscono beni o servizi che, quando vengono concepiti, sono considerati possedere un carattere, un uso o uno scopo specifici che incorporano o trasmettono espressioni culturali”.

Nel 2016il Parlamento europeo nella Relazione su una politica dell’UE coerente per le industrie culturali e creative (2016/2072(INI)), rimarca nelle considerazioni, tra l’altro, che le industrie culturali e creative impiegano oltre 12 milioni di lavoratori generando circa 509 miliardi di euro di valore aggiunto per il PIL (il 5,3% del valore totale UE) e che la flessibilità e la mobilità sono indissociabili, nel contesto di riferimento, dall’attività artistica professionale. Per questa ragione è importante che “la natura imprevedibile e talvolta precaria della professione di artista sia compensata dalla garanzia di un’autentica protezione sociale”

Nello stesso documento di seduta del Parlamento europeo, a proposito delle condizioni del lavoro nel settore creativo, si sottolinea che le “le forme di lavoro atipico (contratti a tempo parziale e a tempo determinato, lavoro temporaneo e lavoro autonomo economicamente dipendente) sono diffuse tra i lavoratori delle industrie culturali e creative, in particolare nel settore dei media e della cultura;” e si invitano gli Stati membri  “a sviluppare o attuare un quadro normativo e istituzionale per la creazione artistica adottando o applicando una serie di provvedimenti coerenti ed esaustivi in materia di contratti, strumenti di rappresentazione collettiva, previdenza sociale, assicurazione malattia, tassazione diretta e indiretta e conformità alle norme europee, nell’ottica di migliorare la mobilità degli artisti in tutta l’UE“;

Il percorso dell’Unione Europea sull’individuazione del campo dell’azione pubblica per lo sviluppo del settore creativo si evolve e si modifica, ampliandosi e aprendosi all’interconnessione tra cultura, creatività, arti e crescita di una filiera produttiva e industriale diretta, connessa e interdipendente. Nel maggio 2018, La Commissione Europea nella comunicazione al Parlamento, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni – Una nuova agenda europea per la culturaafferma, tra l’altro:

“La cultura, le arti, la creatività e le industrie creative sono interdipendenti. La combinazione di conoscenze e competenze specifiche dei settori creativi e della cultura con quelle di altri settori, fra cui le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il turismo, l’attività produttiva, i servizi e il settore pubblico, favorisce la generazione di soluzioni innovative”.

E ancora:

Industrie creative e della cultura. Per trasformare le opportunità in crescita e posti di lavoro, le imprese e i professionisti creativi e della cultura necessitano di condizioni quadro favorevoli: un contesto normativo che ricompensi la creazione, un accesso migliore ai finanziamenti, opportunità per crescere e internazionalizzarsi e un’offerta di competenze specifiche”. […] “Adattare il quadro normativo per fornire copertura e protezione sociale a lavoratori intermittenti e sempre più mobili rappresenta una sfida politica cruciale. Un’equa remunerazione di autori e creatori è un altro obiettivo che la Commissione sta perseguendo nella strategia per il mercato unico digitale”.

Affermando questi principi di interdipendenza, l’Unione europea richiama costantemente gli Stati membri alla necessità di creare i presupposti normativi e istituzionali e le infrastrutture materiali e immateriali, per la messa a sistema della struttura produttiva della creatività, della cultura, dell’arte e delle espressioni e dei linguaggi artistici, facilitandone lo sviluppo e la crescita anche in termini di filiera produttiva e industriale e considerando l’esigenza di riequilibrare la distribuzione della ricchezza tra gli attori della produzione culturale, creativa e artistica.

L’azione pubblica per il sostegno e lo sviluppo e per migliorare la regolazione dei rapporti economici interni al settore deve muovere quindi dalla consapevolezze che il comparto creativo, culturale e artistico costituisce un insieme fatto di fasi produttive differenti ma interdipendenti: in questa logica di processo, il lavoro è un fattore centrale di un sistema produttivo e di una filiera industriale complessi, articolati ed interconnessi, con caratteristiche proprie e specifiche per i modi, i tempi e i contesti di sperimentazione, progettazione, realizzazione, diffusione, accesso e fruizione di beni, prodotti e servizi. La creatività, la cultura e l’arte, inoltre, sono indispensabili all’innovazione anche in settori economici che, pur non essendo direttamente coinvolti nella produzione culturale e creativa, se ne alimentano e se ne avvalgono per assicurarsi la competitività delle proprie produzioni.

La centralità del lavoro richiede un sistema organico di tutela previdenziale e sociale dei lavoratori del settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative realizzato attraverso un assetto e strumenti specifici di welfare che permettano, come premessa e condizione indispensabile, di proteggere quella che in altri settori di attività costituisce un’eccezione, ma che in questo ambito è invece una condizione caratteristica di lavoro, cioè la discontinuità e la differenziazione dei contratti o degli ingaggi con i quali è richiesta la prestazione lavorativa o professionale.

Il quadro normativo italiano di riferimento del sistema di tutela previdenziale dei lavoratori dello spettacolo è dato principalmente dal Decreto Legislativo C.p.S. n. 708 del 1947.

Le integrazioni e le modificazioni intervenute successivamente su questa disciplina di riferimento non hanno prodotto miglioramenti sostanziali delle tutele assicurative per i lavoratori dello spettacolo. Infatti, di fronte a un settore in continua evoluzione, la cui struttura produttiva è difforme da quella di altri ambiti di attività, e all’evidenza delle specificità del lavoro nello spettacolo, non vi sono state finora azioni di riforma organica, ma si è intervenuti, di volta in volta, con provvedimenti di deroga o di correzione alle legislazioni generali.

Si deve sottolineare poi che nel 1997, con il decreto legislativo 182, vengono tra l’altro modificati, innalzandoli, i requisiti contributivi necessari per l’accesso alle pensioni anche per i lavoratori iscritti all’ENPALS: ciò avviene in attuazione della delega al Governo ex legge 335/1995 sulla riforma del sistema pensionistico e complementare e questo intervento produrrà l’effetto di rendere decisamente più difficile maturare i requisiti prescritti dalle norme per i lavoratori dello spettacolo.

Inoltre, gli interventi normativi che si sono succeduti nel tempo non hanno creato i presupposti per un allargamento della platea dei soggetti assicurati nel Fondo Pensioni dei Lavoratori dello Spettacolo per consentire l’accesso alle tutele per quei lavori e professionalità che accompagnano l’espansione della filiera creativa, culturale e artistica e in ragione dell’evoluzione delle professioni e della comparsa di nuove competenze e modalità di lavoro connesse anche all’innovazione e alle nuove tecnologie di produzione, distribuzione, diffusione, accesso e fruizione ai prodotti, ai beni e ai servizi.

Nella Relazione redatta dall’INPS in occasione della audizione del 30 aprile 2019 presso la VII Commissione cultura, scienza e istruzione e la XI Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, in sede di indagine conoscitiva in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo, citando i dati di Infocamere e Fondazione Symbola raccolti nella ricerca “Io sono cultura – 2018, L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi. –  Quaderni di Symbola” sul valore aggiunto del sistema culturale e creativo in Italia, si evidenzia, tra l’altro, che i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato iscritti al F.P.L.S. rappresentano poco meno del 30% del totale; mentre i lavoratori a tempo determinato rappresentano il 50% e i rapporti di lavoro autonomo il restante 20%.

Come accennato in precedenza, il Decreto legislativo 182 del 1997 ha innalzato i requisiti contributivi IVS per i lavoratori dello spettacolo, prevedendo il passaggio da 60 a 120 contributi giornalieri da versare ogni anno per i lavoratori a tempo determinato e per i lavoratori autonomi. Rendendo più difficoltoso il raggiungimento dei requisiti richiesti per il diritto alla pensione da parte di questi lavoratori, l’effetto dell’intervento è stato anche che il Fondo di previdenza ex ENPALS registra ogni anno un avanzo della gestione che ha assunto nel tempo un carattere strutturale. Il Presidente dell’INPS Tridico, nella audizione che si è svolta il 27 ottobre 2020 presso la VII Commissione del Senato, ha confermato un avanzo patrimoniale della gestione speciale del FPLS al 31 dicembre 2019 di 5,4 miliardi di euro.

La persistenza di questo significativo avanzo della gestione del F.P.L.S. negli anni seguiti all’attuazione della riforma dettata del Dlgs 182/97 deve quindi indurre il Legislatore a considerare anche la necessità di stabilire norme che consentano una redistribuzione sufficiente ed efficace della ricchezza prodotta dal settore creativo e delle arti performative in termini di welfare strutturale.

La discontinuità del lavoro nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative rappresenta dunque un dato strutturale che richiede uno strumento specifico di salvaguardia del tempo che questi lavoratori dedicano allo studio, alla ricerca, alla preparazione, alla ideazione, all’aggiornamento professionale costante e continuo, perché quel tempo costituisce il presupposto indispensabile ed è parte integrante di quello di effettivo di lavoro.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, la presente proposta di legge istituisce l’Indennità di Discontinuità, strumento di tutela specifica dei lavoratori iscritti in via esclusiva nel F.P.L.S. e il cui reddito prevalente derivi da una delle attività lavorative e professionali previste dalla stessa  proposta di legge. Questo strumento di tutela, oltre al sostegno economico della discontinuità prevede l’accreditamento dei contributi figurativi ai fini dell’IVS e perciò permetterà tra l’altro di migliorare la situazione che si è creata dopo la riforma della previdenza del 1997. Inoltre, si stabilisce la modifica dell’attuale sistema di calcolo della contribuzione previdenziale accreditabile nel F.P.L.S., adottando un meccanismo che tiene conto sia della durata delle prestazioni lavorative e professionali che delle retribuzioni percepite e rendendo così possibile l’accreditamento figurativo anche per le giornate dedicate dai lavoratori alla propria preparazione. Si modifica inoltre la ripartizione in Gruppi delle categorie professionali iscritte nel F.P.L.S.: tali Gruppi passano da tre a due.

Sulla base di queste premesse, la presente proposta di legge stabilisce:

all’articolo 1, l’oggetto e l’ambito di applicazione della legge, che intendono ricomprendere nel  settore creativo, culturale e delle arti performative tutte le loro diverse accezioni, articolazioni e fasi che formano e conducono – in un’ottica di filiera e di interdipendenza dai processi artistici, culturali e creativi – alla creazione, alla progettazione, alla realizzazione, alla produzione, alla messa in scena, all’allestimento, alla diffusione, all’accesso e alla fruizione di beni, prodotti e servizi.

Si tratta di un ambito di applicazione disegnato in base all’obiettivo di stabilire una disciplina di settore inclusiva rispetto ad ogni suo possibile sviluppo ed evoluzione e che sia quindi aperta e accessibile per nuove professioni, competenze e lavori che non sono definibili ex ante per legge, in considerazione del fatto che i linguaggi, le espressioni, le forme dell’arte, della cultura e della creatività costituiscono per loro stessa natura un motore e un fattore di innovazione, anche con riferimento all’uso delle tecnologie e delle loro applicazioni.

all’articolo 2, che il contratto di lavoro nel settore creativo e delle arti performative può essere qualificato come subordinato o autonomo e che, limitatamente al settore oggetto della proposta di legge, la discontinuità dei contratti di lavoro costituisce un’eccezione, e pertanto è oggetto di tutela specifica, rispetto alla disciplina generale dei contratti di lavoro a tempo determinato. Tale eccezione è dunque resa possibile dal riconoscimento in legge della discontinuità come elemento distintivo delle modalità e dei tempi delle prestazioni richieste ai lavoratori e ai professionisti che appartengono al settore creativo e delle arti performative e dalle norme specifiche di tutela e di sostegno economico dei tempi di non lavoro stabilite dalla stessa proposta di legge.

Raccogliendo gli orientamenti della giurisprudenza in materia, si stabilisce, inoltre, che la subordinazione del rapporto di lavoro è determinata dalle effettive modalità di esecuzione della prestazione lavorativa e pertanto il rapporto di lavoro è comunque qualificato come subordinato quando la prestazione del lavoratore si svolge o si realizza con la sua partecipazione o integrazione nell’ambito di un sistema organizzato, interdipendente, vincolante del lavoro creativo, artistico, tecnico, amministrativo, gestionale.

Con l’obiettivo di assicurare ai lavoratori e ai professionisti del settore il rispetto di diritti essenziali nei contratti di lavoro, inoltre, sono previsti gli elementi imprescindibili da indicare esplicitamente nei contratti. Restano ferme le previsioni ulteriori o più favorevoli dettate dai Contratti Collettivi Nazionali di lavoro di riferimento per il settore creativo e delle arti performative;

all’articolo 3, le tutele previdenziali e sociali riconosciute ai lavoratori e ai professionisti del settore creativo e delle arti performative in virtù della loro iscrizione nel F.P.L.S.. Ai lavoratori e ai professionisti del settore, subordinati e autonomi, sono garantite tutte le tutele previste dalla proposta di legge, indipendentemente dalla attività economica del datore di lavoro o committente, in quanto sono iscritti alla gestione speciale del Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo. L’obbligo di iscrizione dei lavoratori e dei professionisti al F.P.L.S. discende dallo svolgimento di una delle attività stabilite dal campo di applicazione definito dalla stessa proposta di legge.

all’articolo 4, le modifiche dell’articolo 2 del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 182, necessarie per definire la nuova ripartizione delle categorie professionali in due soli Gruppi e per migliorare le modalità di calcolo dei contributi previdenziali accreditabili nel F.P.L.S. a favore dei lavoratori e dei professionisti del settore.

Con le modificazioni proposte al Dlgs 182/1997 si prevede che:

al Gruppo A) appartengono i lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, con contratto di lavoro intermittente di cui agli articoli da 13 a 18 del Decreto Legislativo 81/2015 o con contratto di lavoro autonomo per la prestazione di attività creativa, artistica, tecnica, amministrativa, gestionale direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di opere, prodotti, beni e servizi nel settore creativo e delle arti performative;    

al Gruppo B), appartengono i lavoratori che prestano le stesse attività previste per il Gruppo A) con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Per i lavoratori appartenenti al Gruppo A) il requisito annuale di contribuzione richiesto per il diritto alle prestazioni pensionistiche è di 120 contributi giornalieri, mentre per i lavoratori del Gruppo B) è di 312 contributi giornalieri.

Con l’introduzione del comma 2.bis, nell’articolo 2 del Decreto legislativo 182/1997 si modificano i criteri per il calcolo delle giornate di contribuzione accreditabili nel Fondo di previdenza per i lavoratori appartengono al Gruppo A).

Il meccanismo introdotto consente di tenere conto non solo del tempo effettivo delle prestazioni di lavoro, ma anche delle retribuzioni percepite per ciascuna prestazione e rende possibile riconoscere ai lavoratori, oltre al tempo effettivo di lavoro, quello dedicato allo studio e alla preparazione professionale e delle performance.

Pertanto, le retribuzioni che eccedono il doppio del minimale contributivo giornaliero stabilito annualmente dall’INPS a norma della legislazione vigente in materia, consentono l’accreditamento figurativo di numero massimo di sei giornate per ciascuna prestazione lavorativa di riferimento;

all’articolo 5, l’istituzione dell’Indennità di Discontinuità, strumento specifico di tutela per i lavoratori del settore creativo e delle arti performative che ha l’obiettivo di riconoscere e dunque di salvaguardare i tempi di non lavoro in quanto parte integrante della vita lavorativa e professionale dei lavoratori del settore. La sua erogazione comporta anche l’accreditamento figurativo dei contributi utili per maturare il diritto alla pensione.

Il nuovo istituto di tutela è riservato ai lavoratori iscritti in via esclusiva al F.P.L.S. e il cui reddito prevalente derivi dallo svolgimento di attività nel settore creativo e delle arti performative.

L’accesso all’indennità è consentito ai lavoratori che hanno raggiunto 51 giornate di versamenti nel F.LP.S. nei 12 mesi precedenti la loro richiesta. I lavoratori hanno diritto a un’indennità giornaliera che è calcolata sulla media delle retribuzioni percepite nei 24 mesi che precedono la domanda di indennità. L’importo dell’indennità si incrementa proporzionalmente alle giornate lavorate, passando dall’80% delle retribuzioni medie con 51 giornate di versamenti, all’85% con 80 o più giornate di versamenti.

Ai fini del raggiungimento delle 51 giornate necessarie per richiedere l’indennità, i lavoratori autonomi potranno contare, inoltre, su un moltiplicatore e pertanto per ogni giornata di versamento dei contributi nel F.P.L.S., ne sono riconosciute 3 di contribuzione figurativa.

L’indennità di discontinuità è riconosciuta per un numero di giornate equivalente a quelle accreditate nel F.P.L.S. nei 12 mesi precedenti la domanda di accesso all’indennità medesima. Il numero massimo di giornate accreditabili nel F.P.L.S., comprensivo delle giornate di indennità di discontinuità, è di 312.

L’entità dell’indennità giornaliera di discontinuità non può in ogni caso essere superiore a 2 volte l’importo del minimale contributivo stabilito annualmente dall’INPS ai sensi dell’art.1, comma 1, del decreto-legge 338/1989, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, e dell’art. 7, comma 1, del decreto-legge 463/1983, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n. 638;

L’indennità di discontinuità è erogata anche in costanza di rapporto di lavoro sia per i lavoratori assunti a tempo determinato che per quelli assunti con contratto di lavoro intermittente ex artt.  da 13 a 18 del DLgs 81/2015.

L’indennità di discontinuità non è cumulabile con le indennità di malattia, maternità, disoccupazione o infortunio, ma, in caso di coincidenza di periodi diversamente tutelati, viene riconosciuto al lavoratore il trattamento più favorevole.

Gli oneri derivanti dall’istituzione dell’indennità di discontinuità sono finanziati dal contributo   specifico ad essa destinato e stabilito nell’aliquota dell’1,01 percento calcolata sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, nonché da un contributo di solidarietà dello 0,50 percento posto a carico dei lavoratori sulla retribuzione o i compensi eccedenti il massimale contributivo per gli iscritti al F.P.L.S. stabilito annualmente ai sensi dell’art. 2, comma 18, della legge Legge 8 agosto 1995, n. 335.

Viene soppresso il pagamento del contributo aggiuntivo NASPIdell’1,41% sui contratti a tempo determinato per i lavoratori iscritti al F.P.L.S.

all’articolo 6, le lavoratrici e i lavoratori iscritti nel F.P.L.S., subordinati e autonomi, accedono alle tutele stabilite dal Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53.” di cui al  Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

Pertanto, il trattamento economico e normativo è quello stabilito agli articoli 22 e 23 dello stesso Testo unico e alle lavoratrici e ai lavoratori intermittenti di cui agli articoli da 13 a 18 del DLgs 81/2015 si applicano le norme previste per le indennità economiche spettanti in caso di contratto di lavoro a tempo determinato.

all’articolo 7, è tutelata la malattia con l’erogazione della relativa indennità. I lavoratori iscritti nel F.P.L.S. hanno diritto alla percezione dell’indennità di malattia che viene loro riconosciuta con i requisiti, i criteri e le modalità stabiliti per gli impiegati del settore terziario e servizi. Tale indennità malattia spetta per tutte le giornate coperte da idonea certificazione a partire dal giorno in cui si verifica l’evento morboso e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché l’evento morboso abbia inizio entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato o dalla sospensione o interruzione del rapporto per i lavoratori autonomi o a tempo determinato.

Il contributo di finanziamento delle prestazioni di malattia è stabilito, sia per i lavoratori subordinati che per quelli autonomi iscritti nel F.P.L.S., nell’aliquota dell’1,28%;

all’articolo 8, i lavoratori subordinati del settore creativo e delle arti performative iscritti nel F.P.L.S. sono assicurati contro la disoccupazione involontaria in applicazione della disciplina stabilita in materia dal Decreto legislativo 22/2015 sulla Nuova Prestazione si Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI). L’indennità NASpI non è cumulabile con l’indennità di discontinuità;

all’articolo 9, i lavoratori iscritti nel F.P.L.S., subordinati e autonomi, sono assicurati contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali presso l’INAIL. Al fine di semplificare le procedure relative alla redazione delle denunce di iscrizione e per evitare ulteriori oneri a carico dei datori di lavoro e dei committenti, gli obblighi da espletare nei confronti dell’INAIL sono svolti unitamente alla certificazione di agibilità richiesta ai sensi degli articoli 6, 9 e 10 del DLgs C.p.S. 708/1947. Si stabilisce inoltre che l’INPS e l’INAIL provvedano con apposita convenzione a definire le modalità e i termini della redazione delle denunce obbligatorie, della trasmissione e della condivisione dei dati tra i due istituti, della esazione dei premi di assicurazione; della trasmissione delle denunce di infortunio e malattia professionale e dell’erogazione delle relative prestazioni economiche;

all’articolo 10, i lavoratori autonomi hanno la facoltà di richiedere autonomamente il certificato di agibilità previsto dagli articoli 6, 9 e 10 del DLgs C.p.S. 708/1947. Questa facoltà permette ai lavoratori autonomi di procedere direttamente al pagamento degli oneri contribuzione e assicurazione obbligatori, ferme restando le quote di questi oneri che devono restare a carico dei committenti. Il lavoratore potrà pertanto applicare la rivalsa per le quote di contribuzione a carico del committente il quale, tra l’altro, è comunque responsabile in solido del pagamento degli stessi nei confronti degli istituti di previdenza e di assicurazione.

all’articolo 11, il lavoro prestato in via esclusivamente occasionale e di entità molto piccole può essere regolato con contratti di prestazione occasionale che, prevedendo procedure semplificate di dichiarazione nei confronti dell’INPS, consentono di regolare questi rapporti di lavoro nel rispetto delle norme sulla previdenza e l’assicurazione contro gli infortuni e del diritto ad una equa remunerazione del lavoro.

Il contratto di lavoro occasionale è utilizzabile esclusivamente e limitatamente ai casi in cui l’entità complessiva annua dei compensi non sia superiore a 2.500 euro. Tra lo stesso committente e lo stesso lavoratore non si possono, inoltre, comunque superare le cinque prestazioni nello stesso anno. Nel caso in cui tali limiti siano superati il contratto di lavoro occasionale è trasformato in un contratto di lavoro subordinato o autonomo, secondo i criteri di individuazione stabiliti in materia dalla presente proposta di legge.

Per i giovani fino a 18 anni e gli studenti fino a 25 anni gli oneri contributivi da pagare da parte del committente sono ridotti del 50%.

PROPOSTA DI LEGGE

“STATUTO SOCIALE DEI LAVORI NEL SETTORE CREATIVO, DELLO SPETTACOLO E DELLE ARTI PERFORMATIVE”

ARTICOLO 1

(Oggetto e individuazione dell’ambito di applicazione)

1. Il settore creativo ricomprende le attività che hanno per oggetto le opere, i prodotti, i beni e i servizi, indipendentemente dal loro carattere materiale o immateriale, che sono il frutto di processi artistici, culturali o creativi.

2. La filiera produttiva del settore creativo ricomprende le attività riguardanti o connesse alle fasi di creazione, progettazioneproduzione, realizzazione, messa in scena, allestimento tecnico, distribuzione, diffusione, promozione, divulgazione di opere, prodotti, beni e servizi frutto o che includono e si avvalgono di processi artistici, culturali e creativi.

3. Sono ricomprese nel settore creativo le arti performative con riferimento, in particolare, al teatro, alla musica dal vivo, alla danza, al balletto, alle attività circensi e alle altre forme, espressioni o linguaggi artistici, culturali e creativi che si realizzano attraverso la messa in scena di uno spettacolo alla presenza di pubblico appositamente convenuto o comunque accessibile e fruibile da un pubblico più ampio attraverso la tecnologia.

4. Sono altresì ricomprese nel settore creativo le attività, anche qualora siano compiute nell’ambito di un’organizzazione aziendale, imprenditoriale e industriale, che hanno per oggetto la creazione,  la progettazione, la produzione, la realizzazione, l’allestimento tecnico,la distribuzione, la diffusione, la promozione, lo studio e la ricerca, la divulgazione e l’utilizzazionedi opere, prodotti, beni e servizi artistici, culturali e creativi, indipendentemente dal loro carattere materiale o immateriale e dalle modalità, dalle tecnologie, dalle piattaforme tecnologiche, ivi compresi il digitale e la multimedialità, di realizzazione, produzione, diffusione, distribuzione, accesso, fruizione da parte del pubblico, quali, in particolare, il cinema, l’audiovisivo, la musica, l’editoria, i servizi media audiovisivi e radiofonici, i videogiochi, l’insegnamento delle discipline artistiche e delle discipline comunque connesse allo spettacolo e alle arti performative.

ARTICOLO 2

(Contratti di lavoro nel settore creativo e delle arti performative)

  1. Nel settore creativo e delle arti performative il contratto di lavoro tra una persona fisica, giuridica o altro ente e i lavoratori o professionisti del settore, come di seguito individuati dalla presente legge, può essere qualificato come subordinato o come autonomo. Nel settore creativo e delle arti performative la discontinuità della prestazione lavorativa, che comporta la possibilità di apporre un termine nel contratto di lavoro, non costituisce un elemento di atipicità del contratto di lavoro medesimo, bensì è riconosciuta come una delle condizioni distintive dello svolgimento e della realizzazione della prestazione richiesta al lavoratore. I tempi di non lavoro dei lavoratori e dei professionisti del settore creativo e delle arti performative sono pertanto oggetto di specifica tutela previdenziale e sociale ai sensi delle norme stabilite dalla presente legge. Ai contratti di lavoro intermittente di cui agli articoli da 13 a 18 del Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 e ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati nel settore creativo e delle arti performative con i lavoratori e i professionisti del settore, come di seguito individuati dalla presente legge, non si applica la disciplina di cui agli articoli 19, 21, 22 e 23 del suddetto DLgs 81/2015.

2. Indipendentemente dalla tipologia negoziale del contratto di lavoro concordata dalle parti e dal grado di autonomia ascritto al lavoratore per lo svolgimento delle proprie attività o compiti, nel settore creativo e delle arti performative il contratto di lavoro è comunque subordinato, applicandosi pertanto la relativa disciplina, quando la prestazione del lavoratore si svolge o si realizza con la sua partecipazione o integrazione nell’ambito di un sistema organizzato, interdipendente, vincolante del lavoro creativo, artistico, tecnico, amministrativo, gestionale, prestato dal lavoratore per il fine di realizzare opere, prodotti, beni, servizi, nonché le altre attività previste dall’Articolo 1.

3. Il contratto di lavoro stipulato dalle parti è qualificato come autonomo quando la prestazione creativa, artistica, tecnica, amministrativa, gestionale del lavoratore, per la realizzazione di opere, prodotti, beni, servizi, nonché delle altre attività previste dall’Articolo 1, si svolge o si compie senza i vincoli di partecipazione o di integrazione del lavoratore stesso in un sistema interdipendente e vincolante del lavoro organizzato da parte di soggetti terzi con le modalità e nei termini previsti dal comma 2.

4. Il contratto di lavoro nel settore creativo e delle arti performative ha in ogni caso forma scritta.

5. Il contratto di lavoro stipulato dalle parti deve sempre contenere indicazioni esplicite sui seguenti elementi:

a) qualificazione subordinata o autonoma del contratto di lavoro stipulato dalle parti, ai sensi di quanto stabilito in materia dalla presente legge;

b) oggetto o contenuto della prestazione lavorativa o professionale;

c) tempi e modalità dello svolgimento o della realizzazione dei compiti, delle mansioni, delle funzioni, delle professionalità o della prestazione d’opera richieste al lavoratore;

d) compenso o retribuzione spettanti per i compiti, le mansioni, le funzioni, le professionalità o la prestazione richieste al lavoratore, nonché i tempi di pagamento;

e) salvo il caso di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, l’indicazione della durata del contratto di lavoro. La durata del rapporto di lavoro indicata nel contratto ricomprende sempre le giornate che il lavoratore deve dedicare alla preparazione e alle prove;

f) la regolazione dell’orario di lavoro straordinario, sia per quanto riguarda le modalità del suo eventuale svolgimento che per quanto attiene alla indennità economica spettante al lavoratore per lavoro straordinario.

6. Restano ferme le discipline dettate dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale dei settori di riferimento, per quanto di ulteriore e di più favorevole sia da esse stabilito in riferimento alle norme di cui al comma 5.

7. Le retribuzioni o i compensi concordati dalle parti nei contratti di lavoro da esse sottoscritti non possono in ogni caso essere inferiori ai minimi tabellari di retribuzione stabiliti dai Contratti Collettivi Nazionali di lavoro stipulati  dalle  organizzazioni sindacali più  rappresentative su base nazionale di riferimento del settore creativo e delle arti performative in ragione dello svolgimento dei corrispondenti compiti, mansioni, funzioni o professionalità assegnati o richiesti al lavoratore.

ARTICOLO 3

(Tutele previdenziali e sociali dei lavoratori del settore creativo e delle arti performative)

  1. I lavoratori e i professionisti del settore creativo e delle arti performative sono iscritti obbligatoriamente alla gestione speciale del Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, di seguito denominato F.P.L.S., indipendentemente dall’attività economica svolta dal datore di lavoro o committente.

2. L’obbligo d’iscrizione e di assicurazione dei lavoratori e dei professionisti del settore creativo e delle arti performative nel F.P.L.S. è determinato dallo svolgimento di una delle attività di cui alla presente legge, indipendentemente dalla qualificazione subordinata o autonoma e dalla tipologia negoziale del rapporto di lavoro. L’iscrizione dei lavoratori e dei professionisti nel F.P.L.S. comporta per gli iscritti la titolarità di un’unica posizione previdenziale e assicurativa.

3. Le tutele previdenziali e le assicurazioni sociali sono garantite a tutti i lavoratori e i professionisti iscritti al F.P.L.S. indipendentemente dalla qualificazione subordinata o autonoma e dalla tipologia negoziale del rapporto di lavoro, in virtù e per effetto degli obblighi relativi alle contribuzioni dovute ai fini previdenziali e assicurativi come stabiliti dalla presente legge.

4. Ai fini della contribuzione e delle prestazioni previdenziali e assistenziali ai lavoratori subordinati e autonomi iscritti nel F.P.L.S. si applicano le norme previste in materia di minimali e massimali contributivi secondo quanto disposto dall’articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 338/1989, convertito dalla Legge n. 389/1989, dall’articolo 7, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge n. 463/1983, convertito dalla Legge n. 638/1983 e successive mm.ii. e dall’articolo 2, comma 18, Legge n. 335/1995.

5. All’articolo 6 del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536, convertito con modificazioni dalla L. 29 febbraio 1988, n. 48, i commi 15 e 16 sono abrogati.

ARTICOLO 4

(Tutele previdenziali dei lavoratori del sistema creativo e delle arti performative)

1. L’articolo 2 del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 182, è sostituito con il seguente:

“Art. 2

(Soggetti assicurati al Fondo pensioni per i lavoratori dello spettacolo istituito presso l’ENPALS)

 1. Nell’ambito delle  categorie di cui all’articolo 3 del decreto legislativo  del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, come  modificato  dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388, e successive modificazioni   ed  integrazioni,  ai  fini  dell’individuazione  dei requisiti   contributivi   e   delle   modalità  di  calcolo  delle contribuzioni  e  delle prestazioni, i lavoratori vengono distinti in due gruppi, indipendentemente dalla natura autonoma o subordinata e dalla tipologia negoziale del rapporto  di lavoro e individuati con successivo decreto del Ministro del  lavoro  e  della  previdenza  sociale da emanarsi entro sessanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del presente decreto, a seconda che:    

a) prestino con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, con contratto di lavoro intermittente di cui agli articoli da 13 a 18 del Decreto Legislativo 81/2015 o con contratto di lavoro autonomo attività creativa, artistica, tecnica, amministrativa, gestionale direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di opere, prodotti, beni e servizi nel settore creativo e delle arti performative;    

b) prestino le medesime attività di cui alla lettera a) con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.   

2. Per i lavoratori di cui al comma 1 il requisito dell’annualità di contribuzione richiesto per il sorgere del diritto alle prestazioni si considera soddisfatto con riferimento a:  

a) 120 contributi giornalieri per i lavoratori appartenenti al gruppo di cui alla lettera a) del medesimo comma 1;     

b) 312 contributi giornalieri per i lavoratori appartenenti al gruppo di cui alla lettera b) del medesimo comma 1.   

2 bis. Per i lavoratori appartenenti al Gruppo A di cui al comma 2, il numero delle giornate accreditabili avviene considerando come base di calcolo il doppio del minimale contributivo determinato annualmente dall’INPS a norma di legge per ogni giornata di lavoro effettivo che da luogo alla corrispondente copertura previdenziale. Le retribuzioni eccedenti il doppio del minimale giornaliero danno luogo a un corrispondente numero di giornate di contribuzione figurativa accreditabili nel Fondo di previdenza, comunque entro il limite massimo di sei giornate di contribuzione figurativa per ciascuna prestazione di riferimento.

3. Per la determinazione del numero complessivo di giornate accreditate, per l’acquisizione del diritto alle prestazioni, nel caso di passaggio fra i diversi gruppi, quelle relative al gruppo di provenienza sono riproporzionate in base al rapporto esistente tra i rispettivi requisiti di annualità di contribuzione previsti per il diritto alle prestazioni.

4. Ai fini del diritto alle prestazioni e dell’individuazione dell’età pensionabile, gli assicurati sono considerati appartenenti alla categoria, tra quelle indicate all’articolo 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, come modificato dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388, e successive modificazioni e integrazioni, nella quale hanno acquisito maggiore anzianità contributiva.  Il medesimo criterio si applica anche ai fini della ripartizione di cui al comma 1.  

5. L’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1420, è abrogato.”

2. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con decreto da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede ad aggiornare, ad adeguare e a ridefinire sia le categorie che i gruppi dei lavoratori obbligatoriamente assicurati nel F.P.L.S. in base all’ambito di applicazione oggettivo e soggettivo delle norme di assicurazione e di tutela dei lavoratori e dei professionisti del settore creativo e delle arti performative come stabilito e regolato dalla presente legge.

3. Nella fase di prima attuazione di quanto stabilito dall’art. 2, comma 2, lett. a), del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 182 come modificata dalla presente legge, per gli eventuali nuovi o maggiori oneri ricadenti sulla gestione speciale del F.P.L.S., l’INPS è autorizzato ad utilizzare le risorse risultanti dall’avanzo patrimoniale della medesima gestione speciale come risultante al 31 dicembre 2019.

ARTICOLO 5

(Indennità di Discontinuità dei lavoratori subordinati e autonomi del settore creativo e delle arti performative)

  1. I periodi di mancata occupazione determinati dalla discontinuità dei contratti di lavoro dei lavoratori subordinati a tempo determinato, intermittente ai sensi degli articoli da 13 a 18 del Dlgs 81/2015 e autonomi iscritti nel F.P.L.S, indipendentemente dalla tipologia negoziale del contratto di lavoro stipulato, sono tutelati dall’indennità di discontinuità.
  • A decorrere dal 1° giugno 2021 è istituita presso il F.P.L.S. la gestione dell’Indennità di Discontinuità dei lavoratori del settore creativo e delle arti performative per l’assolvimento delle relative funzioni.
  • L’indennità di discontinuità è riconosciuta ai lavoratori iscritti nel F.P.L.S. sulla base dei seguenti requisiti, criteri e parametri:
  1. possono accedere all’indennità di discontinuità i lavoratori subordinati e autonomi iscritti nel F.P.L.S., che non siano iscritti ad un altro fondo di previdenza obbligatorio e il cui reddito prevalente derivi dalle attività lavorative svolte e realizzate nel settore creativo e delle arti performative;
  2. l’accesso all’indennità di discontinuità è riconosciuto ai lavoratori subordinati e autonomi che nei 12 mesi precedenti la richiesta dell’indennità abbiano raggiunto 51 giornate di contribuzione versata o accreditata nel F.P.L.S.. Le giornate di contribuzione figurativa relative ai periodi maturati ai sensi dell’art. 2 del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 182, come modificato e integrato dall’articolo 4 della presente legge al comma 2.bis, nonché quelle relative ai periodi di maternità, malattia, infortunio, concorrono al raggiungimento delle 51 giornate di contribuzione necessarie per l’accesso all’indennità di discontinuità. Ai fini del raggiungimento delle suddette 51 giornate, ai lavoratori autonomi iscritti nel F.P.L.S. sono riconosciute ulteriori 3 giornate di contribuzione figurativa per ciascuna giornata di lavoro effettivamente lavorata e alla quale corrisponda il versamento dei relativi contributi previdenziali. L’accreditamento figurativo delle 3 giornate in parola avviene sulla base del minimale contributivo stabilito per l’anno di riferimento dell’accreditamento stesso;
  3. l’indennità di discontinuità è riconosciuta per un numero di giornate equivalente a quelle accreditate nel F.P.L.S. nei 12 mesi precedenti la domanda di accesso all’indennità medesima. Il numero massimo di giornate accreditabili nel F.P.L.S., comprensivo delle giornate di indennità di discontinuità, è di 312;
  4. l’indennità giornaliera di discontinuità è calcolata sulla media delle retribuzioni imponibili ai fini del versamento dei contributi previdenziali relative ai 24 mesi precedenti la domanda di accesso all’indennità. Per i nuovi iscritti al F.P.L.S. la suddetta media è calcolata sulle retribuzioni imponibili ai fini del versamento dei contributi previdenziali relative ai 12 mesi precedenti la domanda di accesso all’indennità;
  5. l’indennità giornaliera di discontinuità calcolata ai sensi della let. d) è erogata nella misura dell’80 percento ai lavoratori con il requisito di 51 giornate accreditate nel F.P.L.S. e dell’85% percento con il requisito di 80 o più giornate accreditate nel F.P.L.S.;
  6. l’entità dell’indennità giornaliera di discontinuità non può in ogni caso essere superiore a 2 volte l’importo del minimale contributivo stabilito annualmente dall’INPS ai sensi dell’art.1, comma 1, del decreto-legge 338/1989, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, e dell’art. 7, comma 1, del decreto-legge 463/1983, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n. 638;
  7. per le giornate di percezione dell’indennità di discontinuità è riconosciuta la corrispondente contribuzione figurativa ai fini dell’assicurazione I.V.S.;
  8. l’indennità di discontinuità viene erogata anche in costanza di rapporto di lavoro, nei casi di contratto di lavoro intermittente ex artt. da 13 a 18, DLgs 81/2015 o a tempo determinato, per le giornate non retribuite in assenza di attività lavorativa;
  9. l’indennità di discontinuità non è cumulabile con i periodi indennizzabili per maternità, malattia, infortunio, disoccupazione involontaria. Nel caso di coincidenza del diritto all’indennità di discontinuità con periodi indennizzabili per maternità, malattia, infortunio, disoccupazione involontaria, ai lavoratori iscritti nel F.P.L.S. si applica il trattamento più favorevole.

2. Gli oneri derivanti dall’istituzione dell’indennità di discontinuità sono finanziati dal contributo   specifico ad essa destinato e stabilito nell’aliquota dell’1,01 percento calcolata sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, nonché da un contributo di solidarietà dello 0,50 percento posto a carico dei lavoratori sulla retribuzione o i compensi eccedenti il massimale contributivo per gli iscritti al F.P.L.S. stabilito annualmente ai sensi dell’art. 2, comma 18, della legge Legge 8 agosto 1995, n. 335.

3. Per il finanziamento dei maggiori oneri eventualmente derivanti dalla fase di prima attuazione di quanto stabilito dal presente articolo, l’INPS è autorizzato ad utilizzare le risorse disponibili dall’avanzo patrimoniale della gestione speciale del F.P.L.S. come risultante al 31 dicembre 2019.

4. All’articolo 2 della Legge 28 giugno 2012, n. 92, Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita, sono apportate le seguenti modificazioni:

Al comma 29, dopo la lettera d-bis) è inserita la seguente:

“d-ter.) a partire dal 1° giugno 2021, ai lavoratori subordinati a tempo determinato, indipendentemente dalla tipologia negoziale del contratto di lavoro, iscritti nella gestione speciale I.N.P.S. del Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo.”

ARTICOLO 6

(Tutela ed indennità di maternità e congedi parentali lavoratori del settore creativo e delle arti performative)

  1. Le lavoratrici e i lavoratori iscritti nel F.P.L.S., indipendentemente dalla natura subordinata o autonoma e dalla tipologia negoziale del rapporto di lavoro, sono tutelati ai sensi del “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53.” di cui al Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

2. Il trattamento economico e normativo e il calcolo dell’indennità spettante alle lavoratrici e ai lavoratori subordinati e autonomi iscritti nel F.P.L.S. sono regolati dagli articoli 22 e 23 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 e si applicano le norme ivi previste in relazione alle diverse tipologie dei contratti di lavoro.  Alle lavoratrici e ai lavoratori assunti con contratto di lavoro intermittente ai sensi degli articoli da 13 a 18 del Decreto Legislativo 81/2015, si applicano le norme sull’indennità stabilite per le lavoratrici e i lavoratori subordinati a tempo determinato.

3. Per l’attuazione di quanto stabilito dal presente articolo, a decorrere dal 1° giugno 2021, il contributo dello 0,46percento stabilito dall’articolo 79, comma 1, let. a) del Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 è dovuto anche per i lavoratori autonomi iscritti al F.P.L.S.

ARTICOLO 7

(Tutela e indennità di malattia dei lavoratori del settore creativo e delle arti performative)

  1. I lavoratori iscritti nel F.P.L.S., indipendentemente dalla natura subordinata o autonoma e dalla tipologia negoziale del rapporto di lavoro, sono assicurati per gli eventi di malattia che determinano incapacità lavorativa temporanea.
  • I lavoratori iscritti nel F.P.L.S. hanno diritto alla percezione dell’indennità di malattia che viene loro riconosciuta con i requisiti, i criteri e le modalità stabiliti per gli impiegati del settore terziario e servizi.
  • L’indennità di malattia spetta per tutte le giornate coperte da idonea certificazione a partire dal giorno in cui si verifica l’evento morboso e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché l’evento morboso abbia inizio entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato o dalla sospensione, interruzione o scadenza rapporto per i lavoratori autonomi o a tempo determinato.

4. Per l’attuazione di quanto stabilito dal presente articolo, a decorrere dal primo giugno 2021 è dovuto un contributo dell’1,28 percento per i lavoratori subordinati e autonomi, indipendentemente dalla tipologia negoziale del contratto di lavoro, iscritti nel F.P.L.S.

5. Gli articoli 7 e 13 del Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708 sono abrogati.

6. All’articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito con modificazioni dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, il comma 6 è sostituito con il seguente:

“6. L’Istituto nazionale della previdenza sociale provvede direttamente al pagamento agli aventi diritto delle prestazioni di malattia e maternità per i lavoratori agricoli, esclusi i dirigenti e gli

impiegati; per i lavoratori assunti a tempo determinato per i lavori stagionali, nonché per i lavoratori autonomi e subordinati a tempo determinato iscritti nella gestione speciale del Fondo Lavoratori dello Spettacolo; per gli addetti ai servizi domestici e familiari; per i lavoratori disoccupati o sospesi dal lavoro che non usufruiscono del trattamento di Cassa integrazione guadagni.”

ARTICOLO 8

(Indennità di disoccupazione dei lavoratori del settore creativo e delle arti performative)

  1. I lavoratori subordinati iscritti al F.P.L.S., indipendentemente dalla tipologia negoziale del contratto di lavoro, sono assicurati per la disoccupazione involontaria ed accedono alle tutele stabilite dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22 che disciplina la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) secondo i requisiti, i criteri e le modalità ivi stabilite.
  • Il comma 2, dell’articolo 9, del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, è sostituito con il seguente:

“2. Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la  NASpI instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia inferiore al  reddito  minimo  escluso  da  imposizione  conserva  il diritto alla prestazione, ridotta nei termini di cui all’articolo 10, a condizione che comunichi all’INPS entro trenta  giorni  dall’inizio dell’attività il reddito annuo previsto e che il datore di lavoro o, qualora il lavoratore   sia   impiegato    con    contratto  di somministrazione, l’utilizzatore, siano diversi dal datore di  lavoro o dall’utilizzatore  per i  quali  il  lavoratore  prestava  la  sua attività, ad eccezione dei contratti di lavoro stipulati con i lavoratori iscritti nel F.P.L.S., quando è cessato il rapporto di lavoro che ha  determinato il diritto alla NASpI e non presentino rispetto ad essi  rapporti  di collegamento  o di   controllo    ovvero    assetti    proprietari sostanzialmente coincidenti. La contribuzione versata è utile ai fini di cui agli articoli 3 e 5”.

3. L’indennità NASpI non è in ogni caso cumulabile con l’Indennità di Discontinuità.

ARTICOLO 9

(Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro per i lavoratori del settore creativo e delle arti performative)

1. I lavoratori e i professionisti del settore creativo e delle arti performative iscritti al F.P.L.S., indipendentemente dalla natura subordinata o autonoma e dalla tipologia negoziale del rapporto di lavoro, sono assicurati presso l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.

Al settore creativo e delle arti performative si applicano le norme stabilite in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui al Decreto Legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 per la gestione del terziario, nonché le tariffe previste per la gestione del terziario con Decreto interministeriale del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, del 27 febbraio 2019.

2. Per i lavoratori e i professionisti iscritti nel F.P.L.S., gli obblighi relativi alla denuncia di iscrizione o di esercizio presso l’I.N.A.I.L. sono esauriti unitamente alla certificazione di cui agli articoli 6,9 e 10 del Decreto Legislativo C.P.S. 16 luglio 1947, n. 708.

3. Entro sessanta giorni dall’approvazione della presente legge, con apposita convenzione tra l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, sono stabilite le modalità ed i termini relativi:

  1. alla redazione delle denunce di iscrizione o esercizio di cui al comma 2 per quanto attiene ai   dati e alle informazioni integrative relative all’Assicurazione I.N.A.I.L.;
  2. alla trasmissione e alla condivisione dei dati e delle informazioni tra I.N.P.S. e I.N.A.I.L.;
  3. alla esazione dei premi di assicurazione dovuti per i lavoratori subordinati e autonomi iscritti nel F.P.L.S.;
  4. alle modalità e ai termini delle denunce degli eventi di infortunio e di malattia professionale,       nonché alle relative istruttorie amministrative e medico-legali;
  5. all’erogazione delle prestazioni economiche per gli infortuni sul lavoro e la malattia professionale.

ARTICOLO 10

(Certificato di agibilità per i lavoratori autonomi iscritti nel F.P.L.S)

  1. I lavoratori autonomi iscritti nel F.P.L.S. hanno facoltà di richiedere autonomamente il certificato di agibilità di cui agli articoli 6, 9 e 10 del Decreto Legislativo C.P.S. 16 luglio 1947, n. 708 e di procedere direttamente al pagamento degli oneri contributi previdenziali e assistenziali dovuti in relazione alla prestazione lavorativa o professionale stabilita dal contratto di lavoro.
  • In tali casi, i lavoratori autonomi applicano la rivalsa nei confronti del committente per la quota parte degli oneri contributivi ai fini previdenziali e assistenziali posti normalmente a carico del datore di lavoro.
  • Il lavoratore ha l’obbligo di consegnare al committente copia del certificato di agibilità e al committente compete l’obbligo della sua custodia.
  • Le parti contrattuali sono solidalmente responsabili del pagamento degli oneri contributivi previdenziali e assistenziali.
  • I lavoratori autonomi “a cappello” privi di committente hanno la facoltà di dichiarare i guadagni ottenuti e di provvedere direttamente al pagamento dei relativi contributi previdenziali e assistenziali.

ARTICOLO 11

(Prestazioni occasionali di lavoro nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative)

  1. Il contratto di prestazione occasionale è il contratto mediante il quale un utilizzatore, persona fisica o altro soggetto giuridico, comunque non nell’esercizio principale professionale o d’impresa nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative, con modalità semplificate, acquisisce prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità e importo entro i limiti, le modalità e alle condizioni di cui al presente articolo.
  2. É ammessa la possibilità di acquisire prestazioni di lavoro occasionali, intendendosi per tali le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile:

      a) per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 2.500 euro;

      b) per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 2.500 euro;

c) per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro e ad numero massimo di cinque prestazioni.

3. Il prestatore ha diritto all’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione nella gestione speciale INPS del F.P.L.S. e all’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali. I compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sul suo stato di disoccupazione. Gli oneri contributivi sono posti interamente a carico dell’utilizzatore.

4. Ai prestatori di età inferiore a 18 anni e ai prestatori fino a 25 anni, se studenti, si applica la riduzione del 50 percento degli oneri contributi dovuti alla gestione speciale INPS del F.P.L.S. per l’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti.

5. In ogni caso i compensi pattuiti in forma oraria o giornaliera non possono essere inferiori al minimale contributivo stabilito annualmente dall’INPS a norma della legislazione vigente.

6. Non possono essere acquisite prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o autonomo, come definiti dalla presente legge.

7. In caso di superamento da parte di un utilizzatore dei limiti di cui al comma 2, lettera c), il relativo rapporto di collaborazione occasionale si trasforma in un contratto di lavoro subordinato o autonomo, secondo i criteri di individuazione stabiliti in materia dalla presente legge.

8. Le procedure da osservare dai prestatori e dagli utilizzatori per le comunicazioni relative all’attivazione dei contratti di prestazione occasionale da inviare all’INPS e l’accesso alle relative prestazioni sono quelle stabilite dai commi 9, 12, 15, 17, 18 e 19 dell’articolo 54-bis, decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge n. 96 del 21 giugno 2017.

9. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il comma 188 è abrogato.

Alla 7^ Commissione del Senato focus sulla sicurezza dei lavoratori

Mercoledì 18 novembre la 7^ Commissione Istruzione pubblica e beni culturali del Senato ha organizzato un’audizione dedicata alle misure di sostegno per il settore spettacolo. A nome del Forum Arte e Spettacolo sono intervenuti Fabio Fila e Manuela Martignano, che hanno messo l’accento soprattutto sul tema della sicurezza dei lavoratori dello spettacolo. A seguire è intervenuto anche Elio Giobbi di AssoArtisti, membro a sua volta del FAS.

sicurezza lavoratori spettacolo
Onoverole Riccardo Nencini, presidente della 7^ Commissione del Senato

Intervento di Fabio Fila con focus sulla sicurezza dei lavoratori dello spettacolo

Buongiorno a tutti,

mi chiamo Fabio Fila e sono un lavoratore professionista dello spettacolo e degli eventi da 23 anni.

Mi definisco lavoratore professionista perché la cultura, la musica, l’arte, lo spettacolo, gli eventi sono un lavoro, una professione. Io mi occupo di sicurezza, di politiche del lavoro, di organizzazione di lavoratori dello spettacolo e di organizzazione di eventi.

Sono qui in veste di delegato FAS – Forum Arte e Spettacolo per ribadire la nostra proposta concreta.

Il FAS rappresenta oltre 60 realtà di lavoratori e aziende del settore spettacolo e da inizio pandemia ci siamo interrogati su cosa non funziona e cosa non va nel nostro settore, attivando un profondo e lungo percorso di discussione e poi progettazione al fine di fornire al nostro Governo gli elementi di valutazione e riforma di questo settore.

Siamo oggi qui a presentare, nuovamente, come già fatto da altri colleghi del FAS prima di me, una proposta di Riforma forte, semplice, sensata e condivisa del settore in cui lavoriamo.

La riforma che proponiamo non è una novità perché tante delle proposte presentate hanno una radice profonda, come tutti i temi dedicati alla sicurezza dei lavoratori. Provengono infatti da discussioni nate ancora nel 2012 dal Tavolo Legalità e Sicurezza al quale hanno partecipato molti di noi per confrontarsi sul tema della sicurezza per i lavoratori dello spettacolo. In quegli anni, vi ricorderete, il settore degli eventi e dello spettacolo, e in particolare i lavoratori, vennero conosciuti per colpa di due incidenti mortali, durante l’allestimento di due concerti.

È assurdo che questo settore emerga solo in caso di incidenti o pandemie.

Da allora ad oggi molto è stato fatto, soprattutto in ambito sicurezza per i lavoratori dello spettacolo. Siamo stati noi, in primis, a riorganizzare e riorganizzarci per prevenire i rischi di infortunio facendo del settore spettacolo ed eventi un fiore all’occhiello. È sufficiente andiate a leggere i dati infortunistici e di malattia professionale che provengono dal nostro settore per rendervene conto: rasentano lo ZERO. Mentre in edilizia, ad oggi, sono oltre 40mila ogni anno.

sicurezza lavoratori spettacolo
Fabio Fila

Quando pensate al nostro settore, dovete tenere conto del fatto che è un settore straordinario, anche nel senso di “extra-ordinario” e come tale va pensato e gestito: necessita di normative “straordinarie” per ottenere diritti ordinari.

Nelle nostre discussioni abbiamo sempre tenuto a mente questi aspetti ed è importante che siano chiari anche a voi. Altrimenti il risultato saranno normative “normali” che mal si adattano a un settore extra-ordinario.

Servono normative coraggiose e puntuali.

Prima di tutto, facciamo un po’ di ordine. Nei nostri tavoli abbiamo definito cosa si intende per evento: “Evento” è ogni forma di aggregazione organizzata (concerto, evento teatrale, meeting aziendale, convegno, congresso, accompagnamento musicale / concerti / speech, fiere ed eventi fuori fiera, circhi, in contesti sia indoor che outdoor). Fondamentale soffermarsi nel concetto di “organizzato”. È l’organizzazione a fare la differenza.

La movida e altre forme di aggregazione non organizzata non sono parte del nostro settore. Lo abbiamo dimostrato dopo il primo lockdown. Abbiamo prima creato e poi messo in pratica procedure anti-Covid, le abbiamo rispettate e NON sono stati riscontrati contagi. Perché siamo organizzatori, siamo organizzati.

sicurezza lavoratori spettacolo

Veniamo alle nostre proposte di riforma per la sicurezza dei lavoratori dello spettacolo e che abbiamo organizzato in 6 punti.

1. Si propongono iter specifici di approvazione per allestimenti e strutture dello spettacolo, l’introduzione nei PSC e nei DUVRI (due procedure di gestione della sicurezza) di un preciso cronoprogramma per mansione con pause e riposi predeterminati. E l’Introduzione del “diario unico di bordo” per tournées.

Questo è un punto estremamente delicato. Ancora oggi parte del nostro settore è assoggettato a “regolamentazioni” del Settore Edile, quando del settore edile abbiamo poco se non nulla. In tema strutture è facile da capire: una casa si costruisce in mesi o anni e rimane lì per anni e anni, un palco si monta in 12 ore e rimane lì per uno show 6/8 ore. Dobbiamo produrre la stessa documentazione di una impresa edile.

2. Revisione del Decreto Palchi e Fiere.

Il Decreto Palchi e Fiere è stato un punto importante per il settore avendo di fatto scritto nero su bianco che esiste un settore specifico. Ma non è bastato. Molti sono i punti di quel Decreto che sono “sbagliati” o incompiuti. Un esempio su tutti: prevedere d’obbligo il corso ponteggi come pre-requisito formativo per alcuni lavoratori che non ha nessuna valenza operativa. Chi ha scritto la norma non conosce la differenza tra un palco e un ponteggio.

3. Formazione professionale definita da Accordo Stato-Regioni sia per lavoratori subordinati che autonomi, per datori di lavoro e organizzatori di eventi, con Istituzione di Albo dei formatori dello spettacolo.

Questo della formazione è un tema fondamentale. La formazione è l’azione più importante che possiamo fare per le nuove generazioni, così come la certificazione professionale dei docenti.

4. Introduzione del concetto della “azienda pro-tempore” per cooperare nella gestione della sicurezza tra lavoratori di ditte interferenti.

Questo punto mira a migliorare la sicurezza dei lavoratori in un allestimento e durante uno show. La normativa tradizionale crea incongruenze continue di carattere gestionale e, in taluni casi, anche l’aumento del rischio per le lavorazioni e i lavoratori.

5. Istituzione di un osservatorio nazionale per segnalare irregolarità, partecipazione alla Consulta permanente della sicurezza.

Questo è un punto focale! È fondamentale che ai tavoli in cui si parla di spettacolo ed eventi ci siano anche i Professionisti dello Spettacolo come i legali, gli avvocati, i consulenti del lavoro sono presenti ai tavoli normativi riferiti al lavoro e alle norme. È fondamentale! Altrimenti ci chiederete ancora di fare cose insensate, come il corso ponteggi per montare un palco.

6. Va prevista una normativa specifica per la gestione della sicurezza in attività speciali dello spettacolo, Performer aerei, Circensi e arti e spettacoli di strada, con iter di informazione, formazione, utilizzo D.P.I. e D.P.C.

Immagino non lo sappiate ma, ve lo diciamo noi: il D. Lgs. 81/08 non prevede l’esistenza dei performer aerei, per esempio. Ci proponiamo, anche in questo caso, per creare una normativa adeguata.

Ciò che serve e ciò che abbiamo scritto nella nostra proposta di riforma, è una Legge per la Sicurezza dello Spettacolo e degli eventi. Una legge pensata in modo particolare per un settore extra-ordinario.

Intervento di Manuela Martignano

Oggi vi abbiamo parlato di sicurezza per i lavoratori dello spettacolo perché rappresenta uno dei tanti aspetti che colloca il nostro lavoro fuori dell’ordinario e perché in qualche modo è paradigmatico quando si parla di una categoria di professionisti che sono altamente specializzati e che per quanto numericamente possano sembrare esigui sono insostituibili. Non possiamo correre il rischio che le loro competenze si disperdano a ogni piccola o grande crisi che il paese attraversa. Ed è proprio questo il senso di parlare di riforma in relazione alla tutela dei lavoratori. 

Questi lavoratori subiscono una ingiustizia grave nell’essere trattati diversamente da tutti gli altri. Se ci troviamo nel 2020, nel pieno di una pandemia, a dover chiedere ancora che ci venga riconosciuta l‘indennità di malattia capirete tutti bene che c’è un problema talmente grosso che non si capisce come lo si sia potuto ignorare fino ad adesso.

sicurezza lavoratori spettacolo
Manuela Martignano

Le tutele che mancano sono quelle che riguardano l’ordinario, il quotidiano, ed è insopportabile. Una riforma puntuale, coraggiosa che parta da necessità condivise è fondamentale e non c’è più tempo.

Non ci aspettiamo che lo Stato lo faccia solo per una sacrosanta questione di giustizia sociale, ci aspettiamo che lo faccia anche per una questione strategica di investimento in un settore che vede a lavoro figure professionali che rappresentano un’eccellenza per il Paese. E che questo non sembri un eccesso di retorica, la strategia sta nel fatto che ogni piccolo live club, ogni agenzia di management o di booking, ogni promoter, ogni insegnante di musica, ogni singolo lavoratore contribuiscono alla crescita di quello che poi può diventare un patrimonio di tutti. È grazie a luoghi come questi e a professioni come queste che possiamo andarcene in giro per il mondo a vantarci dei nostri Domenico Modugno, dei nostri Lucio Battisti, delle nostre Mina.

Siamo consci del valore che generiamo rispetto al marketing territoriale di luoghi e città e che il turismo culturale valga numerosi punti di PIL ma dobbiamo allo stesso modo essere consapevoli che nelle nostre città la musica e la cultura camminano insieme all’inclusione sociale, sono presidio nelle aree periferiche. Questo è quello che siamo, queste sono le persone che vi chiediamo da mesi a gran voce di tutelare.

Il settore contribuisce al lustro di un intero paese e lo fa lavorando, siamo un patrimonio artistico da tutelare al pari delle nostre grandi opere d’arte, e l’impegno di uno Stato a riconoscere il valore di un settore deve partire dai diritti basilari.

sicurezza lavoratori spettacolo

In questo la proposta di riforma elaborata all’interno del Forum Arte e Spettacolo, che vi è stata inviata, è una riforma di struttura, qualsiasi altra proposta che sia solo un cerotto ad alcune ingiustizie, non è una riforma. Noi chiediamo per lo spettacolo gli stessi diritti di tutti i lavoratori, con normative specifiche alle modalità di svolgimento del nostro lavoro.

C’è un tema con il quale vorrei concludere questa audizione ed è quello degli indennizzi. Siamo stati i primi a fermarci, prima ancora che ci fosse imposto per decreto, abbiamo dimostrato come settore un grande senso di responsabilità e un incredibile rispetto della gravità della situazione e delle priorità. Ci siamo impegnati per comunicare in tutti i modi, sin dalla primavera, al Governo, all’INPS, alle istituzioni, che la situazione dei lavoratori è gravissima. Chi ci ha preceduti in queste sedi ha sempre riportato il dramma di una serie di professionalità importantissime che rischiamo di perdere perché chi ad oggi ha ricevuto, dopo nove mesi di fermo, 1.800 euro non può che pensare di cambiare lavoro e questa è in tutti i modi un’eventualità da scongiurare. I mille euro previsti dal Decreto Agosto non sono ancora stati erogati; altri mille una tantum sono previsti dal Decreto Ristori e Ristori bis: un totale di 3.800 euro per un anno, per non parlare delle p.Iva che ne hanno percepiti ancora di meno.

Io vi chiedo di fare uno sforzo e immaginare come si possa vivere con 3.800 euro per un anno, perché è quello che ci state obbligando a fare. Io non so dove il meccanismo si sia inceppato, dove abbiamo fallito nel comunicare che dietro ognuno di noi ci sono famiglie, mutui da pagare, figli da mantenere esattamente come in tutti gli altri ambiti di lavoro. Per quale motivo si possa pensare che noi saremo capaci di sopravvivere con una mancetta laddove le contingenze ci impediscono di fare il nostro lavoro. Vi chiediamo di aiutarci a risolvere un problema che è prioritario da marzo, ma dopo nove mesi non vede ancora una soluzione.

Se a marzo parlavamo di priorità oggi ci troviamo costretti a parlare di un cataclisma in arrivo: se non verranno stanziati più fondi per gli indennizzi ai lavoratori e i ristori alle aziende del settore, quando la pandemia sarà finita troverete solo le macerie di quello che oggi chiamate cultura. E quello che oggi chiamate cultura non è solo un palazzo storico, non è solo un museo. Il settore culturale è eterogeneo, non avete finito di occuparvene quando avete pensato ai musei, al cinema e ai teatri. La cultura cammina sulle gambe di quelle persone che da mesi vi chiediamo di non lasciare indietro, siamo preoccupati che tutti ne saranno davvero consapevoli solo quando sarà troppo tardi e quel capitale sarà andato disperso perché abbiamo mancato l’appuntamento con la giustizia sociale, e a quell’appuntamento ci sono fior di professionisti che vi aspettano da marzo.

Dopo nove mesi, cosa gli diciamo? 

Scarica il testo degli interventi in PDF.

Scarica le proposte di riforma che il FAS ha inviato alla 7^ Commissione del Senato

Elio Giobbi di AssoArtisti è intervenuto alla conclusioen dell’audizione. Ha segnalato ai parlamentari di far parte di vari tavoli di lavoro, tra i quali il Forum Arte e Spettacolo. Tra le sue proposte ha presentato anche quelle elaborate dai membri del FAS.

Elio Giobbi, AssoArtisti

Un dialogo sulle proposte di riforma alla Milano Music Week 2020

Il Forum Arte e Spettacolo ha partecipato alla Milano Music Week per presentare le proposte di riforma per lo spettacolo.

proposte di riforma

Opening Milano Music Week

Lunedì 16 novembre il Forum Arte e Spettacolo ha partecipato all’opening della Milano Music Week, con la coordinatrice Francesca Martinelli come portavoce.

proposte di riforma

Riformare lo spettacolo – Un dialogo sulle proposte del Forum Arte e Spettacolo

Martedì 17 novembre si è svolto “Riformare lo spettacolo – Un dialogo sulle proposte del Forum Arte e Spettacolo”, organizzato da Doc Servizi e Freecom Hub in occasione della Milano Music Week 2020.

proposte di riforma

Si sono confrontati sul tema:

  • Filippo Del Corno (Assessore del Comune di Milano – Cultura)
  • Chiara Chiappa (Presidente della Fondazione Centro Studi Doc)
  • Annarita Masullo (Portavoce de La Musica Che Gira)

L’incontro è stato moderato dal giornalista Andrea Conti (Il Fatto Quotidiano).

Scopri le proposte di riforma elaborate dal Forum Arte e Spettacolo.

Lettera aperta: Emendamento art. 1 Decreto Ristori per lo spettacolo

Scarica lettera in PDF.

6 novembre 2020

Al Ministro dell’Economia e della Finanze

ROBERTO GUALTIERI

Via XX settembre, 97 – 00187 Roma

Alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali

NUNZIA CATALFO

Via Vittorio Veneto, 56 – 00187 Roma

Al Ministro per Lo Sviluppo Economico

STEFANO PATUANELLI

Via Molise, 2 – 00187 Roma

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo

DARIO FRANCESCHINI

Via del Collegio Romano, 27 – 00186 Roma

Illustri Ministri,

desideriamo sottoporre nuovamente alla Vostra attenzione, in vista del prossimo Decreto Ristori Bis, la criticità riguardante il comparto dello spettacolo dal vivo contenuta nell’art.25 del Decreto Rilancio (19 maggio 2020), dedicato al contributo a fondo perduto alle imprese, il cui criterio è stato ripreso dal primo Decreto Ristori (DL 137 del 28 ottobre 2020).

Come già abbiamo avuto modo di sottolineare in precedenti documenti a Voi rivolti, la filiera dello spettacolo ha subito un fermo di una durata molto superiore al solo mese di Aprile, e durante i mesi estivi sono stati pochissimi i soggetti che hanno potuto riprendere il lavoro, per altro con restrizioni e costi accessori.

Inoltre, la filiera dello spettacolo dal vivo ha una attività per sua natura intermittente e stagionale, dunque il calcolo sulla riduzione di fatturato del solo mese di Aprile, per altro poco significativo per gli spettacoli, ha di fatto comportato un contributo per nulla commisurato alle perdite subite nel periodo reale di fermo del settore se non addirittura, per molti soggetti, di esserne esclusi.

A tal proposito ci permettiamo anche di segnalare che alcuni codici ATECO, come ad esempio 70.21.00 (Pubbliche Relazioni e Comunicazione), 85.52.01 (Corsi di Danza), 91.02.00 (Attività di Musei), non sono inclusi nella lista allegata al Decreto Ristori, che dovrebbe dunque essere rivista e integrata.

Assumiamo che il Governo abbia optato, con il Decreto del 28 ottobre u.s., per un apprezzabile criterio di velocità nell’assegnazione ed erogazione del contributo direttamente sui conti correnti tramite l’Agenzia delle Entrate, ma purtroppo la riproposizione della base di calcolo ripropone la penalizzazione, o l’esclusione, di tantissime realtà.

Siamo consapevoli che molte sono le imprese da sostenere, in molti settori, e che le risorse non sono infinite, ma riteniamo che sia necessario dare la possibilità alle realtà della filiera dello Spettacolo dal Vivo di presentare una nuova domanda per ottenere il contributo a fondo perduto parametrato sulla fatturazione dell’intero 2019, o comunque su un periodo che includa tutti i mesi di fermo reale dell’attività, considerando anche le realtà che, a causa delle restrizioni necessarie alla salvaguardia della salute, non hanno potuto operare neppure nei mesi estivi, e con particolare attenzione alle micro, piccole e medie imprese, quelle cioè che sono realmente a rischio di chiusura.

Certi che accoglierete questa nostra come intento a collaborare in modo fattivo per il sostegno e la cura del nostro Paese, riconosciuto da tutto il mondo come la culla dell’Arte e della Cultura, porgiamo i nostri migliori saluti e auguri di buon lavoro.

Forum Arte e Spettacolo

coordinamento@forumartespettacolo.org

Lettera di denuncia per l’inaccettabile il rifiuto dei ricorsi per lavoratori intermittenti dello spettacolo

Il Forum Arte e Spettacolo ha sottoscritto e inviato a sua volta la lettera scritta dalla Fondazione Centro Studi Doc al Presidente e al Direttore dell’INPS per denunciare il rifiuto delle indennità ai lavoratori intermittenti dello spettacolo da parte di alcune sedi INPS. Anche numerose realtà all’interno del FAS hanno scritto all’INPS.

Scarica la lettera in PDF.

4 novembre 2020

Al Presidente INPS

PASQUALE TRIDICO

Al Direttore INPS

GABRIELLA DI MICHELE

Via Ciro il Grande, 21 – 00144 ROMA

LETTERA DI DENUNCIA PER L’INACCETTABILE RIFIUTO DI EROGAZIONE DEGLI ASSEGNI PER I LAVORATORI INTERMITTENTI DA PARTE DI ALCUNE SEDI INPS ITALIANE

Egregio Presidente, Gentile Direttrice,

Con la presente scriviamo a nome dei tanti operatori dello spettacolo che hanno aderito all’iniziativa #nessunoescluso, che ha superato le 50.000 firme, perché venga fatta chiarezza sull’erogazione ai lavoratori intermittenti dello spettacolo che hanno ridotto o cessato il lavoro a causa Covid-19.

Va premesso infatti che, nonostante la promessa del Governo di non lasciare indietro nessuno, a causa di una sorta di “corto circuito” normativo, poiché gli intermittenti dello spettacolo hanno un contratto attivo – anche se sospeso per Covid-19 – in molti non hanno avuto diritto né al bonus per disoccupati né alla cassa integrazione.

A causa di questa situazione ibrida, infatti, nonostante le previsioni del reddito di ultima istanza del DL 18/2020 e dell’art. 84 c. 8 l. b) del DL 34/2020, dopo oltre 9 mesi dalla cessazione dell’attività, sono purtroppo ancora numerosi coloro che non hanno lavoro e al contempo non hanno ottenuto il sostegno di 600 € previsto per i mesi di marzo, aprile e maggio.

Su indicazione dell’INPS stesso, dallo scorso agosto i lavoratori intermittenti dello spettacolo che non avevano ricevuto il bonus, hanno fatto richiesta di riesame per l’assegno per i bonus loro dedicati e che si trovano all’Art. 84 c. 8 lett. b) del D.L. 34/2020 con modifiche L. 77/2020 e all’art. 44 c. 2 del D.L. 18/2020 – D.I. 10 del 30/04/2020. Eppure in molti si sono visti rifiutare i bonus per i lavoratori intermittenti ricevendo la risposta che il bonus è negato proprio perché il lavoratore ha un contratto di lavoro dipendente intermittente.

Ciò è accaduto anche se la Legge 77/2020, che converte il Decreto Rilancio, all’art 84 recita:

  • comma 8 lettera b): gli intermittenti dello spettacolo accedono con i requisiti dei lavoratori art. 10, cioè 7 giornate di lavoro versate nel FPLS e meno di 35.000 euro e non solo versati come lavoratori intermittenti codi H0 o G0.
  • comma 9 lettera a): i soggetti di cui al comma 8, alla data di presentazione della domanda, non devono essere titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.
  • comma 10: Per i lavoratori intermittenti di cui al comma 8, lettera b), è corrisposta la sola indennità di cui alla medesima lettera. Ciò vuol dire che gli intermittenti non prendono il bonus in quanto lavoratori dello spettacolo (art. 10) ma in quanto intermittenti (art. 8).
  • comma 11: Non hanno diritto all’indennità di cui al comma 10 i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente o titolari di pensione alla data di entrata in vigore della presente disposizione. Questo riguarda i lavoratori del comma 10, mentre quelli del comma 8 hanno i limiti del comma 9 lettera a).

È evidente che il rifiuto dei ricorsi motivato da alcune sedi INPS basato sul fatto che il lavoratore intermittente ha un contratto di lavoro in essere rappresenta un errore inaccettabile da parte di chi non è consapevole che il contratto intermittente è un contratto di lavoro subordinato!

Chiediamo quindi che le tutte le richieste di riesame siano accettate. Nessuno deve essere lasciato indietro e a tutti coloro che hanno smesso di lavorare deve essere garantito il sostegno che il Governo ha promesso ormai da mesi.

Da ultimo si segnala che il messaggio INPS 1005 del 30 ottobre dispone che le domande di riesame vengano inoltrate “entro 20 giorni” (senza precisare da quale termine) e tra i casi di riesame non comprende i rifiuti per intermittenti dello spettacolo, impedendo alle sedi INPS di riesaminare i casi!

È fondamentale che tutte le sedi provinciali si allineino alla promessa del Governo, perché sono ancora tanti i lavoratori dello spettacolo che ancora non hanno ricevuto niente, pur avendo i requisiti di legge, e purtroppo molte sedi territoriali rispondono alle domande di riesame in modo negativo, invitandoli a fare ricorso in sede giudiziaria. Questo significa anche che se misure urgenti non saranno messe in campo, allora su richiesta stessa delle sedi territoriali INPS che invitano i lavoratori a recarsi in tribunale, i lavoratori intermittenti saranno costretti a fare una class action contro l’INPS per vedere garantiti i loro diritti.

Confidando in un riscontro positivo, porgo un distinto saluto

Chiara Chiappa
Presidente – Fondazione Centro Studi Doc

info@centrostudidoc.org