Osservazioni sul Piano italiano di ripresa e resilienza (PNRR)

Su richiesta della VII Commissione della Camera dei Deputati (Cultura, istruzione, ricerca, editoria, sport), venerdì 29 gennaio il Forum Arte e Spettacolo ha inviato un breve documento dedicato al Piano italiano di ripresa e resilienza. La VII Commissione della Camera, che sta esaminando il PNRR, ha infatti deciso di acquisire per iscritto il contributo di un gruppo selezionato di enti e realtà per esprimere poi il proprio parere alla V Commissione (Bilancio), che a sua volta riferirà all’Assemblea dei deputati.

Osservazioni sul Piano italiano di ripresa e resilienza per la VII Commissione della Camera dei deputati

Nel PNRR manca una visione d’insieme del settore culturale

Leggendo il PNRR è evidente che non c’è una percezione del settore culturale nel suo insieme, ma che si continua solo a focalizzarsi su una o più parti senza mai proporre soluzioni che riguardino tutti e che incidano positivamente sull’intero comparto. Ci troviamo di fronte a un piano che, pur riconoscendo la cultura come uno dei settori maggiormente colpiti dagli effetti negativi della pandemia insieme al turismo, nei fatti gli destina delle risorse che, nonostante il recente aumento, sono ancora fuori proporzione rispetto ai danni che il settore conta a un anno dal fermo.

Le misure previste dall’attuale PNRR appaiono esclusivamente rivolte agli investimenti sui contenitori (impianti di elevata valenza storico-architettonica, musei, complessi monumentali, aree e parchi archeologici, archivi e biblioteche statali). Per contro mancano gli investimenti sui contenuti, sui luoghi e sui soggetti che quei contenuti producono. La cultura deve necessariamente ripartire dal capitale umano. 

Inoltre, l’attuale PNRR ci conferma che per l’ennesima volta tutto il settore performativo è il grande assente, sia dal punto di vista economico, culturale e aggregativo che, soprattutto, nella prospettiva di ricostruire il benessere psicofisico di un Paese composto di persone che sono oggi in condizioni di grave fragilità, frustrazione e sfiducia.

Nell’insieme, non ritroviamo, in alcuna parte di questo Piano, il doveroso riconoscimento dei numeri del comparto. Per Symbola (Io Sono Cultura) l’effetto moltiplicatore sul resto dell’economia è pari a 1,8 (per ogni euro prodotto se ne attivano 1,8 in altri settori), mentre per il rapporto di Ernst & Young  l’impatto occupazionale dell’industria creativa e culturale europea (7,6 milioni) rispetto a quella dell’automotive (2,6 milioni).

“Si investirà inoltre per supportare gli operatori culturali nella transizione green e digitale, attraverso interventi volti: a favorire la domanda e la partecipazione culturale, incentivando la transizione tecnologica degli operatori culturali e la partecipazione attiva dei cittadini; a migliorare l’ecosistema nel quali i settori culturali e creativi operano, sostenendo l’integrazione tra hub creativi e territorio attraverso l’innovazione tecnologica”.

Queste sono le uniche parole riservate alla cultura, che dunque non appare considerata come dovrebbe nell’elenco dei patrimoni ai quali invece si fa ampio riferimento. Cinque righe scarne e prive di progettualità. La cultura merita di più. Merita di meglio.

È necessario riconoscere la trasversalità della cultura rispetto al PNRR

La cultura avrebbe dovuto essere un asse che in maniera trasversale toccava più missioni,perché è la trasversalità una delle sue caratteristiche più preziose: la cultura costruisce significati nuovi, aggrega e crea comunità, stimola l’inclusione, produce conoscenza.

  • La cultura ha un ruolo fondamentale e preponderante nell’ambito della coesione sociale, pertanto non le rende giustizia un generico riferimento in quella missione. Cultura non significa solo restauro di palazzi e riqualificazione di borghi, ma include anche altri spazi, che spesso sono un preziosissimo presidio, come nelle aree periferiche o rurali, e rappresentano un varco di accesso a un’offerta culturale alternativa. Ignorarlo significa non essere in grado di sfruttare il potenziale di tanti operatori culturali e perdere un’occasione di crescita per la nostra comunità.
  • Le discipline dell’arte e dello spettacolo meritano di essere poste al centro dell’azione che riguarda l’istruzione, perché un pubblico che non conosce e non apprezza l’arte non potrà mai supportare un settore nella ripartenza dopo questa brusca interruzione. Quello dello sviluppo e del coinvolgimento del pubblico era un problema endemico già prima della pandemia. Oggi diventa prioritario affrontarlo proprio partendo dalla scuola e dalla formazione. I contenuti hanno bisogno di conoscenze specifiche e perché siano compresi, i fruitori devono avere familiarità con determinati riferimenti. Un pubblico che non è stato accompagnato ad apprezzare l’arte e la cultura in tutte le sue espressioni, ci porterà inevitabilmente a relegare il nostro patrimonio a un consumo elitario, legato esclusivamente o principalmente al turismo.
  • È altresì importante sostenere una progettualità rivolta alle nuove generazioni, dato che il piano promuove con forza l’investimento nelle nuove tecnologie, per la distribuzione in futuro di contenuti culturali e l’accesso al patrimonio artistico del Paese.

Nonostante l’innegabile trasversalità della cultura, gli obiettivi che riguardano il settore culturale non sono presenti in quelli che il Piano intende attuare attraverso azioni di riforma. Un’occasione sprecata per un settore in estrema sofferenza!

Richieste rispetto al PNRR

  • Gli operatori chiedono da tempo una riforma del settore e durante questo ultimo anno si sono impegnati nella redazione di proposte condivise e aggregate che meriterebbero di diventare legge. Facciamo riferimento anche alle proposte attualmente in Parlamento e finalizzate a riformare lo statuto sociale dei lavoratori nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative nelle quali ritroviamo buona parte del lavoro coordinato tra tanti soggetti della filiera aderenti al FAS.
  • Chiediamo che il PNRR diventi per le istituzioni un’occasione per dimostrare a tutto il settore di aver pienamente compreso che il grado di difficoltà che sta attraversando non deriva solo all’emergenza pandemica, ma anche da gravi carenze strutturali e progettuali pregresse.
  • Chiediamo di trasformare queste poche parole che ci riguardano in un progetto ambizioso, che tenga conto di tutte le anime che fanno parte del settore e delle loro reali esigenze. Un progetto che rimetta al centro le persone che, in proprio, nelle associazioni e nelle imprese, a fronte di grandi sacrifici continuano a fare cultura in questo Paese. Non è accettabile che in un piano di rilancio, che dovrebbe scrivere il nostro futuro, la cultura sia ridotta a un mero elenco di contenitori mentre dovrebbe essere sostenuta e incrementata nella sua capacità di produrre contenuti.
  • Chiediamo di sostenere progetti specificamente orientati a rilanciare il settore, le economie e la società, attraverso:
    • la riforma dello statuto dei lavoratori dello spettacolo;
    • la semplificazione urgente delle procedure, anche attraverso la digitalizzazione dei processi;
    • una più intensa connessione e sinergia tra istruzione e politiche culturali;
    • il rilancio del settore a livello nazionale e internazionale;
    • lo sviluppo della connessione tra attività, spazi, coesione sociale e recupero psicofisico delle collettività;
    • il riequilibrio di risorse e investimenti secondo l’asse Nord/Sud e grandi/piccoli centri;
    • la trasversalità tra prodotti culturali, attraverso azioni di cooperazione intersettoriale;
    • incentivi per chi investe su prodotti di filiera interamente italiana;
    • l’estensione dell’applicazione dell’Art Bonus anche alle realtà non beneficiarie del FUS;
    • uno sviluppo digitale inteso non come accentramento monopolistico, ma come progettualità ramificata, diffusa, inclusiva, accessibile e interoperabile.
  • Chiediamo infine di definire misure precise e prescrizioni non “interpretabili” affinché i fondi distribuiti siano realmente spesi per le attività finanziate, secondo una valutazione centrata sull’efficacia moltiplicativa degli effetti presso i destinatari ultimi del piano, che riteniamo debbano essere sempre e comunque le persone: i lavoratori e il pubblico.

 

La ripartenza dello spettacolo dal vivo

15 gennaio 2021

Illustrissimi,

con la presente desideriamo condividerVi urgenti proposte e richieste per la RIPARTENZA dello Spettacolo dal Vivo, elaborate e sottoscritte da numerose realtà appartenenti al Forum Arte e Spettacolo (FAS).

Dopo la FALSA RIPARTENZA del 15 giugno 2020 e il DPCM del 24 ottobre che ha decretato nuovamente la sospensione di tutti gli spettacoli ed eventi culturali in tutti gli spazi al chiuso e all’aperto, evidenziamo che il 95% degli eventi del 2020 sono andati irrimediabilmente perduti. Ciò ha significato il blocco di una intera ECONOMIA PRODUTTIVA: moltissimi artisti e le maestranze sono rimasti inattivi e così la maggior parte delle aziende dello spettacolo: produttori, agenzie di spettacolo, booking, management, procuratori artistici, service, cooperative di lavoro, lavoratori autonomi, negozi strumenti musicali, imprese ed associazioni operanti nel settore creativo dello spettacolo e delle arti performative, tutti essenziali per l’organizzazione e la promozione, e tutti i servizi connessi. Moltissimi lavoratori del settore dello spettacolo hanno perso il lavoro, numerose imprese hanno chiuso, molte altre sono state costrette a ricorrere agli ammortizzatori sociali e/o a non rinnovare contratti a tempo determinato.

Servono dunque nuove ed ulteriori azioni concrete ed immediate da parte delle istituzioni affinché questo processo devastante venga invertito.

Chiediamo:

  • Estensione di tutti gli ammortizzatori sociali, compresi i bonus, sino ad almeno 6 mesi dopo la fine dello stato di emergenza con osservatorio sullo stato della ripresa delle attività economiche.
  • Estensione degli ammortizzatori sociali e Naspi, ivi comprese indennità lavoratori dello spettacolo, garantita e prorogata fino ad almeno 6 mesi dalla fine dell’emergenza a tut- te le imprese e a tutti i lavoratori del settore senza distinzioni contrattuali.
  • Estensione della Naspi per i lavoratori autonomi a gestione ex-Enpals, così come già fat- to per quelli in gestione separata, nonché per gli intermittenti anche in costanza di rapporto lavorativo, senza decurtazione dell’importo al progredire delle mensilità.
  • Riconoscimento di contributi previdenziali per ogni mese di fermo lavorativo parametrati ad una media dei quattro anni precedenti, all’interno dell’ente pensionistico di appartenenza e per la gestione ex-Enpals utili al conteggio per la pensione per tutti e per i lavoratori del gruppo A, anche utili al calcolo, alla misura e al diritto, compresi danzatori e coreografi, anche al fine di garantire il requisito per malattia, maternità, disoccupazione etc., ovvero, qualora migliorativo per il lavoratore, riconoscimento dei contributi reali per le prestazioni non svolte ma già confermate e poi cancellate causa pandemia.
  • Riconoscimento dei periodi lavorativi effettuati all’estero, tramite la presentazione di un contratto, nel settore eventi e spettacolo, ai fini dell’accesso a tutti i bonus finora erogati.
  • Riformulazione, per le imprese della filiera di arte e spettacolo e degli eventi, dell’art. 25 del Decreto Rilancio commi 4 e 5 e dell’art. 1 comma 3 del Decreto Ristori per contributo a fondo perduto, con estensione della base di calcolo parametrata ai mesi da Marzo a Dicembre 2020, mantenendo i medesimi criteri del calcolo della per- dita del fatturato rispetto ai mesi da Marzo a Dicembre 2019, così che TUTTE le imprese del settore possano avere un adeguato sostegno, necessario per la loro sopravvivenza.
  • Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi da Marzo e Dicembre 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi da Marzo a Dicembre 2019.
  • L’ammontare del contributo a fondo perduto, ridotto dell’eventuale importo già riconosciuto sul medesimo capitolo (Aprile 2019/2020), dovrà essere determinato applicando le seguenti percentuali:

a) venti percento per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nel periodo d’imposta 2019;

b) quindici percento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomi- la euro fino a un milione di euro nel periodo d’imposta 2019;

c) dieci percento per i soggetti con ricavi e compensi superiori a un milione di euro fino a cinque milioni di euro nel periodo d’imposta 2019.

  • La riformulazione del contributo a fondo perduto non dovrà essere applicata alle imprese con ricavi oltre i cinquanta milioni di euro annuali, non potrà superare il milione di euro e il contributo dovrà essere assegnato alle imprese che dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati negli allegati (**). Il contributo concesso dovrà essere reinvestito sull’attività del medesimo codice Ateco entro i 24 mesi successivi alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.
  • Lo stesso criterio venga mantenuto almeno per il primo trimestre 2021, parametrandolo al primo trimestre 2019, mentre per gli altri 3 trimestri si stabiliscono dei contributi in anticipo, sulla base della media ricavata dei restanti trimestri del 2019 con conguaglio entro il gennaio 2022 e da replicare fino alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.
  • Istituzione presso l’INPS di uno sportello “ad hoc” per lo spettacolo, con una competenza specialistica del settore per avere risposte concrete e puntuali.
  • Nuovi bandi extra FUS a ristoro delle perdite per tutta la filiera dello spettacolo e degli eventi con correzione delle criticità emerse (in particolare il DM “voucher”, DM 394, DM 397, DM 515, DM 516, ecc.)
  • Attuazione di misure di defiscalizzazione nel settore spettacolo ed eventi, fino ad almeno 12 mesi successivi alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.
  • Attuazione di misure di decontribuzione a tutte le imprese nel settore spettacolo ed eventi, fino ad almeno 12 mesi successivi alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.
  • Ampliamento dell’applicazione del Tax Credit e dell’Art Bonus per corsi di formazione e pratica nel campo della musica, teatro, danza e arti performative in genere, acquisto strumenti musicali e attrezzature per lo spettacolo, acquisto biglietti nei live (a scopo esemplificativo e non esaustivo)
  • Contributo a fondo perduto per le spese sostenute nell’applicazione del “Protocollo Unico Anti-Covid” per la ripartenza (ad es. “Protocollo proposta FAS”)
  • Riattivazione “Bonus Stradivari” come supporto permanente della promozione della pra- tica musicale.
  • Azzeramento, fino al ripristino delle normali attività parametrate alla media degli ultimi 3 anni fiscali, delle tariffe di conduzione spazi (utenze, rifiuti, insegne, altro). Ridurle per i 6 mesi successivi alla riapertura attività. Vale il discorso di intercessione e dialogo come al punto precedente.
  • Azzeramento, fino al ripristino delle normali attività parametrate alla media degli ultimi 3 anni fiscali, dei costi per le pratiche autorizzative: bolli, diritti di segreteria, tasse governative.
  • Estensione dell’aliquota IVA 10% per tutti gli elementi della filiera strettamente collegati alla produzione di un evento, inclusa la vendita e il noleggio degli strumenti musicali e delle attrezzature per lo spettacolo.
  • Estensione dell’aliquota al 4% per prodotti video-fonografici e prodotti culturali destinati al pubblico (come già previsto per il mondo dell’editoria), per i corsi di formazione alla musica, danza e arti, per i biglietti agli spettacoli.
  • Azzeramento dell’IVA laddove il committente sia un soggetto giuridico per cui non è prevista la detrazione dell’IVA.
  • Sospensione dello Split Payment fino ad almeno 12 mesi successivi alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.

I provvedimenti urgenti, da noi qui elencati in maniera esemplificativa e non esaustiva, sono indispensabili per il tessuto culturale e sociale del nostro Paese quanto lo sono per l’economia dell’intero settore dello spettacolo dal vivo e delle arti performative. Far ripartire l’attività culturale significa ridare speranza e prospettive a tutte le generazioni.

Confidando in un cortese riscontro, ringraziamo per l’attenzione e porgiamo cordiali saluti.

FAS – Forum Arte e Spettacolo

Lettera aperta: La ripartenza dello spettacolo. Necessaria e possibile

Martedì 22 dicembre il Forum Arte e Spettacolo ha inviato a istituzioni e stampa un documento redatto e sottoscritto dalle numerose realtà che vi aderiscono dedicato alla necessità di programmare la data per la RIPARTENZA dello Spettacolo dal Vivo. Il FAS ritiene che l’intero settore non possa attendere i grandi eventi per ricominciare le proprie attività. Gli aderenti al FAS sostengono pertanto che sia necessario e possibile, nell’assoluto rispetto delle norme anti-contagio, che le attività del settore spettacolo riprendano non appena possibile e abbiano i tempi necessari per promuovere e riorganizzare.

La ripartenza dello spettacolo. Necessaria e possibile

22 dicembre 2020

Il FAS – Forum Arte e Spettacolo, dopo mesi di attività spontanea e aggregante di molte componenti della filiera dello spettacolo colpite dall’emergenza, ribadisce l’assoluta ed immediata necessità della ripartenza dell’attività produttiva.

Ripartenza della socialità e condivisione negli spazi fisici dello spettacolo, della cultura e di tutte le attività ad essi connesse.

Ripartenza disciplinata da un protocollo unico che definisca le modalità di partecipazione, le capienze delle strutture e i protocolli sanitari ed organizzativi da adottare.

Ripartenza che non può attendere solo l’inizio dei grandi eventi di massa, ma che deve invece consentire la ripresa delle attività a tutto il resto degli eventi, che rappresentano il vero tessuto culturale e produttivo della grande filiera delle arti performative e dello spettacolo.

La progettazione, programmazione e promozione degli eventi non può prescindere da tempi certi, da una data precisa, senza la quale non sono realizzabili.

Noi proponiamo quindi che questa data sia il 20 marzo prossimo in coincidenza dell’equinozio di primavera, che sia una nuova primavera della condivisione, della accessibilità e della rinascita del nostro settore!

Ripartenza con una data certa per poter riaccendere l’interesse del pubblico fruitore, per affrontare la difficile sfida delle affluenze, per riorganizzare i luoghi deputati agli eventi, con particolare attenzione alla gestione dei flussi, alla sicurezza del pubblico e dei lavoratori dello spettacolo.

Ripartenza con un nuovo modello di economia, più sostenibile e condivisa che alimenti e sviluppi le opportunità di lavoro per tutti.

Ripartenza moltiplicando le repliche degli spettacoli anche in dimensione ridotta nelle stesse città e negli stessi spazi, riducendo la mobilità di alti volumi di persone, mezzi e strutture (che comprendiamo essere anche una legittima preoccupazione sanitaria), adottando la filosofia del “green deal” europeo, per offrire opportunità di lavoro locali, sviluppando così anche la politica dei territori, privilegiando quindi modalità produttive condivise che esaltino soprattutto l’essenza della rappresentazione.

Per sostenere la ripartenza abbiamo elaborato un protocollo che mettiamo a disposizione del CTS e delle Istituzioni per le necessarie e dovute considerazioni.

Lettera aperta: Emendamento art. 1 Decreto Ristori per lo spettacolo

Scarica lettera in PDF.

6 novembre 2020

Al Ministro dell’Economia e della Finanze

ROBERTO GUALTIERI

Via XX settembre, 97 – 00187 Roma

Alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali

NUNZIA CATALFO

Via Vittorio Veneto, 56 – 00187 Roma

Al Ministro per Lo Sviluppo Economico

STEFANO PATUANELLI

Via Molise, 2 – 00187 Roma

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo

DARIO FRANCESCHINI

Via del Collegio Romano, 27 – 00186 Roma

Illustri Ministri,

desideriamo sottoporre nuovamente alla Vostra attenzione, in vista del prossimo Decreto Ristori Bis, la criticità riguardante il comparto dello spettacolo dal vivo contenuta nell’art.25 del Decreto Rilancio (19 maggio 2020), dedicato al contributo a fondo perduto alle imprese, il cui criterio è stato ripreso dal primo Decreto Ristori (DL 137 del 28 ottobre 2020).

Come già abbiamo avuto modo di sottolineare in precedenti documenti a Voi rivolti, la filiera dello spettacolo ha subito un fermo di una durata molto superiore al solo mese di Aprile, e durante i mesi estivi sono stati pochissimi i soggetti che hanno potuto riprendere il lavoro, per altro con restrizioni e costi accessori.

Inoltre, la filiera dello spettacolo dal vivo ha una attività per sua natura intermittente e stagionale, dunque il calcolo sulla riduzione di fatturato del solo mese di Aprile, per altro poco significativo per gli spettacoli, ha di fatto comportato un contributo per nulla commisurato alle perdite subite nel periodo reale di fermo del settore se non addirittura, per molti soggetti, di esserne esclusi.

A tal proposito ci permettiamo anche di segnalare che alcuni codici ATECO, come ad esempio 70.21.00 (Pubbliche Relazioni e Comunicazione), 85.52.01 (Corsi di Danza), 91.02.00 (Attività di Musei), non sono inclusi nella lista allegata al Decreto Ristori, che dovrebbe dunque essere rivista e integrata.

Assumiamo che il Governo abbia optato, con il Decreto del 28 ottobre u.s., per un apprezzabile criterio di velocità nell’assegnazione ed erogazione del contributo direttamente sui conti correnti tramite l’Agenzia delle Entrate, ma purtroppo la riproposizione della base di calcolo ripropone la penalizzazione, o l’esclusione, di tantissime realtà.

Siamo consapevoli che molte sono le imprese da sostenere, in molti settori, e che le risorse non sono infinite, ma riteniamo che sia necessario dare la possibilità alle realtà della filiera dello Spettacolo dal Vivo di presentare una nuova domanda per ottenere il contributo a fondo perduto parametrato sulla fatturazione dell’intero 2019, o comunque su un periodo che includa tutti i mesi di fermo reale dell’attività, considerando anche le realtà che, a causa delle restrizioni necessarie alla salvaguardia della salute, non hanno potuto operare neppure nei mesi estivi, e con particolare attenzione alle micro, piccole e medie imprese, quelle cioè che sono realmente a rischio di chiusura.

Certi che accoglierete questa nostra come intento a collaborare in modo fattivo per il sostegno e la cura del nostro Paese, riconosciuto da tutto il mondo come la culla dell’Arte e della Cultura, porgiamo i nostri migliori saluti e auguri di buon lavoro.

Forum Arte e Spettacolo

coordinamento@forumartespettacolo.org

Lettera di denuncia per l’inaccettabile il rifiuto dei ricorsi per lavoratori intermittenti dello spettacolo

Il Forum Arte e Spettacolo ha sottoscritto e inviato a sua volta la lettera scritta dalla Fondazione Centro Studi Doc al Presidente e al Direttore dell’INPS per denunciare il rifiuto delle indennità ai lavoratori intermittenti dello spettacolo da parte di alcune sedi INPS. Anche numerose realtà all’interno del FAS hanno scritto all’INPS.

Scarica la lettera in PDF.

4 novembre 2020

Al Presidente INPS

PASQUALE TRIDICO

Al Direttore INPS

GABRIELLA DI MICHELE

Via Ciro il Grande, 21 – 00144 ROMA

LETTERA DI DENUNCIA PER L’INACCETTABILE RIFIUTO DI EROGAZIONE DEGLI ASSEGNI PER I LAVORATORI INTERMITTENTI DA PARTE DI ALCUNE SEDI INPS ITALIANE

Egregio Presidente, Gentile Direttrice,

Con la presente scriviamo a nome dei tanti operatori dello spettacolo che hanno aderito all’iniziativa #nessunoescluso, che ha superato le 50.000 firme, perché venga fatta chiarezza sull’erogazione ai lavoratori intermittenti dello spettacolo che hanno ridotto o cessato il lavoro a causa Covid-19.

Va premesso infatti che, nonostante la promessa del Governo di non lasciare indietro nessuno, a causa di una sorta di “corto circuito” normativo, poiché gli intermittenti dello spettacolo hanno un contratto attivo – anche se sospeso per Covid-19 – in molti non hanno avuto diritto né al bonus per disoccupati né alla cassa integrazione.

A causa di questa situazione ibrida, infatti, nonostante le previsioni del reddito di ultima istanza del DL 18/2020 e dell’art. 84 c. 8 l. b) del DL 34/2020, dopo oltre 9 mesi dalla cessazione dell’attività, sono purtroppo ancora numerosi coloro che non hanno lavoro e al contempo non hanno ottenuto il sostegno di 600 € previsto per i mesi di marzo, aprile e maggio.

Su indicazione dell’INPS stesso, dallo scorso agosto i lavoratori intermittenti dello spettacolo che non avevano ricevuto il bonus, hanno fatto richiesta di riesame per l’assegno per i bonus loro dedicati e che si trovano all’Art. 84 c. 8 lett. b) del D.L. 34/2020 con modifiche L. 77/2020 e all’art. 44 c. 2 del D.L. 18/2020 – D.I. 10 del 30/04/2020. Eppure in molti si sono visti rifiutare i bonus per i lavoratori intermittenti ricevendo la risposta che il bonus è negato proprio perché il lavoratore ha un contratto di lavoro dipendente intermittente.

Ciò è accaduto anche se la Legge 77/2020, che converte il Decreto Rilancio, all’art 84 recita:

  • comma 8 lettera b): gli intermittenti dello spettacolo accedono con i requisiti dei lavoratori art. 10, cioè 7 giornate di lavoro versate nel FPLS e meno di 35.000 euro e non solo versati come lavoratori intermittenti codi H0 o G0.
  • comma 9 lettera a): i soggetti di cui al comma 8, alla data di presentazione della domanda, non devono essere titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.
  • comma 10: Per i lavoratori intermittenti di cui al comma 8, lettera b), è corrisposta la sola indennità di cui alla medesima lettera. Ciò vuol dire che gli intermittenti non prendono il bonus in quanto lavoratori dello spettacolo (art. 10) ma in quanto intermittenti (art. 8).
  • comma 11: Non hanno diritto all’indennità di cui al comma 10 i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente o titolari di pensione alla data di entrata in vigore della presente disposizione. Questo riguarda i lavoratori del comma 10, mentre quelli del comma 8 hanno i limiti del comma 9 lettera a).

È evidente che il rifiuto dei ricorsi motivato da alcune sedi INPS basato sul fatto che il lavoratore intermittente ha un contratto di lavoro in essere rappresenta un errore inaccettabile da parte di chi non è consapevole che il contratto intermittente è un contratto di lavoro subordinato!

Chiediamo quindi che le tutte le richieste di riesame siano accettate. Nessuno deve essere lasciato indietro e a tutti coloro che hanno smesso di lavorare deve essere garantito il sostegno che il Governo ha promesso ormai da mesi.

Da ultimo si segnala che il messaggio INPS 1005 del 30 ottobre dispone che le domande di riesame vengano inoltrate “entro 20 giorni” (senza precisare da quale termine) e tra i casi di riesame non comprende i rifiuti per intermittenti dello spettacolo, impedendo alle sedi INPS di riesaminare i casi!

È fondamentale che tutte le sedi provinciali si allineino alla promessa del Governo, perché sono ancora tanti i lavoratori dello spettacolo che ancora non hanno ricevuto niente, pur avendo i requisiti di legge, e purtroppo molte sedi territoriali rispondono alle domande di riesame in modo negativo, invitandoli a fare ricorso in sede giudiziaria. Questo significa anche che se misure urgenti non saranno messe in campo, allora su richiesta stessa delle sedi territoriali INPS che invitano i lavoratori a recarsi in tribunale, i lavoratori intermittenti saranno costretti a fare una class action contro l’INPS per vedere garantiti i loro diritti.

Confidando in un riscontro positivo, porgo un distinto saluto

Chiara Chiappa
Presidente – Fondazione Centro Studi Doc

info@centrostudidoc.org

Appello La Cultura Cura

Scarica il Manifesto “La Cultura Cura”

Dobbiamo metterci tutti dalla stessa parte, ha chiesto il Ministro Franceschini al mondo della cultura e in risposta ai tanti appelli che ha ricevuto in questi giorni perché se in un’emergenza come quella che stiamo vivendo il Paese si divide i rischi diventano molto più grandi.

Siamo pronti a fare la nostra parte e, facendo nostro il suo appello, ci uniamo per dare un contributo alla coesione sociale di cui c’è grande bisogno e che deve essere costruita passo dopo passo.

Al Ministro Franceschini chiediamo di aprire il prima possibile un tavolo interministeriale permanente insieme ai Ministri del Lavoro, dello Sviluppo Economico e dell’Economia in cui discutere sia degli aiuti per affrontare la fase emergenziale che stiamo vivendo oggi come imprese della cultura e della creatività, sia per delineare un nuovo futuro quando i luoghi della cultura potranno riaprire in sicurezza perché esempi virtuosi di gestione di spazi pubblici in epoca di pandemia. 

La cultura non solo è sicura ma la cultura ci cura.

Teatri, cinema, sale da concerto, live club, musei e parchi, biblioteche, festival e il mondo dei congressi, dei convegni e degli eventi e tutti i luoghi e le occasioni aperte al pubblico in cui la cultura si produce, si scambia e si vive hanno ricevuto un’altra battuta d’arresto dalla quale potrebbero non riprendersi. Tutti perché forzatamente chiusi o perché aperti ma, comunque, fortemente condizionati e limitati nell’accessibilità e nelle attività consentite. Un settore unico, una grande e articolata filiera, che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, imprese ed organizzazioni e che vale diversi punti di PIL, ma che, a parità di numeri, ha un impatto sociale e culturale come nessun altro.

La cultura chiede centralità nel sostegno al lavoro e all’innovazione per il ruolo che svolge. Parliamo di ristori, risarcimento e di aiuti, che vanno sempre concertati con le diverse Associazioni, senza dimenticare nessun codice Ateco e senza distinzione tra codici primari e secondari. Abbiamo bisogno, inoltre, di pensare oggi a come riaprire domani, in tutta sicurezza, per evitare di trovarci impreparati e per evitare di lasciare altre macerie dietro di noi. Ad essere vanificato finirebbe soprattutto l’impatto positivo sui territori di luoghi distribuiti in tutta la penisola, nei centri delle città, nelle periferie o nei piccoli borghi, veicoli di promozione culturale e turistica, spazi multifunzionali e di comunità con un ruolo di “sicurezza morbida”, frontiera all’abusivismo o alla disgregazione, leva di sviluppo sostenibile.

Le proposte del settore culturale e creativo per il Tavolo permanente

Occorre incidere sulle diverse dimensioni, dai ristori al lavoro, dall’innovazione alla sostenibilità:

  • Ristoro per tutte le categorie colpite senza lasciare indietro nessuno, anche i meno visibili, e accessibile per tutti  in modo semplificato e immediato e tutele dei lavoratori nelle diverse tipologie.
  • Adeguate agevolazioni fiscali e previdenziali perché cultura, arte e spettacolo devono essere considerati beni primari dei quali non si può fare a meno perché sono in grado di sanare e alleviare anche le ferite di questo periodo e di rigenerare città e territori domani.
  • Fondi per la creatività e l’innovazione perché i lavoratori e le organizzazioni siano direttamente protagoniste di un processo di riqualicazione, rafforzamento e rinnovamento che coinvolga organizzazioni, competenze, produzioni, promozioni e spazi e, inoltre, bisogna iniziare ad usare il Fondo per la Cultura istituito con il Decreto Rilancio.
  • Le imprese culturali e creative siano riconosciute tutte e sia sostenuta la loro filiera produttiva come un unicum, che unisce educazione, formazione, patrimonio culturale, arte e spettacolo e creatività, asset strategico nella prossima programmazione del NextGenerationEu.
  • Serve la programmazione sulle reti radiotelevisive pubbliche di eventi culturali – come annunciato dal Ministro Franceschini – ma serve soprattutto una comunicazione positiva sull’utilità pubblica, sociale e educativa, della fruizione live di arte e spettacolo, per salvaguardare – e incentivare con adeguate azioni di sostegno alla domanda – la partecipazione futura poi.

La cultura si mette insieme, non un io ma un noi, per immaginare un nuovo futuro. Solo così la pandemia ci avrà davvero insegnato qualcosa. E il dopo non sarà solo tornare al prima.

Teatri, cinema, sale da concerto, live club, musei e spazi espositivi, biblioteche e tutti i centri culturali siano laboratori aperti di un nuovo Rinascimento italiano. 

Non sprechiamo altro tempo, ne abbiamo poco a disposizione.  

Mettiamoci tutti insieme, come stiamo facendo noi e siamo certi che altri si aggiungeranno, perché la CULTURA CI CURA, LA CULTURA È SICURA.

Noi rappresentiamo attività che rientrano in questi Codici Ateco, tutti parte di un’unica filiera.

(In grassetto le attività non presenti nell’allegato del D.p.c.m. “Ristori”)

  • 56.21.00 Catering per eventi, banqueting
  • 62.09.09 Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica (Convegni ECM)
  • 70.21.00 Pubbliche Relazioni e Comunicazione
  • 74.30.00 Traduzione e intepretariato
  • 77.39.94 Noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli, impianti luci e audio senza operatore, palchi, stand e addobbi (allestimenti)
  • 82.30.00 Organizzazione di convegni e fiere
  • 82.99.99 Altri servizi di sostegno alle imprese nca
  • 85.52.01 Corsi di danza
  • 85.52.09 Altra formazione culturale
  • 90.01.01 Attività nel campo della recitazione
  • 90.01.09 Altre rappresentazioni artistiche
  • 90.02.01 Noleggio con operatore di strutture e attrezzature per manifestazioni e spettacoli
  • 90.02.09 Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
  • 90.03.09 Altre creazioni artistiche e letterarie
  • 90.04.00 Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche
  • 91.01.00 Attività di biblioteche ed archivi
  • 91.02.00 Attività di musei
  • 91.03.00 Gestione di Luoghi e monumenti storici e attrazioni simili
  • 91.04.00 Attività degli orti botanici e delle riserva naturali
  • 93.29.90 Altre attività di intrattenimento e divertimento
  • 94.99.20 Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby
  • 94.99.90 Attività di altre organizzazioni associative nca
  • 96.09.05 Organizzazione di feste e cerimonie

Firmatari di “La cultura cura”

  • ACLI ARTE E SPETTACOLO
  • ALLEANZA DELLE COOPERATIVE – CULTURA, TURISMO, COMUNICAZIONE
  • ANEC LAZIO
  • ARCI
  • ASSOARTISTI – CONFESERCENTI
  • ASSOMUSICA
  • ATIP – Associazione Teatri Privati Italiani
  • Coordinamento StaGe!
  • FORUM ARTE E SPETTACOLO
  • FEDERAZIONE NAZIONALE IL JAZZ ITALIANO
  • FEDERCULTURE
  • FONDAZIONE CENTRO STUDI DOC
  • ITALIA JAZZ CLUB
  • #ITALIALIVE con Association of Destination, Management Executives International, Alleanza Cooperative Italiane, Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza in Italia, Associazione Nazionale Banqueting e Catering, Club degli Eventi e della Live Communication, Convention Bureau Italia, Federcongressi&eventi, ICCA Italian Committee, MPI – Meeting Professionals International Italia Chapter, SITE – Society for Incentive Travel Excellence – Italy Chapter
  • IT – FOLK
  • KEEP ON LIVE – Associazione di categoria Live Club e Festival Italiani
  • RETE DEI FESTIVAL

Appello per il ristoro immediato per le arti, la musica, la cultura e lo spettacolo dal vivo

A seguito delle disposizioni del DPCM del 24 ottobre insieme ai colleghi del mondo dello spettacolo dal vivo, del teatro, delle etichette indipendenti, federazioni jazz, coordinamenti, scuole d’arte e molti altri, il Forum Arte e Spettacolo ha firmato un appello lanciato dal Forum Nazionale dell’Educazione Musicale. L’appello è rivolto al Presidente del Consiglio Conte, i ministri del MiBACT e MEF e rappresentanti del Governo e Parlamento per chiedere un immediato contributo (ristoro) diretto e a fondo perduto per gli organismi di tutta la filiera culturale, oltre che sostegni per i lavoratori dell’intero comparto.

L’appello per il ristoro immediato per lo spettacolo

26 ottobre 2020

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte
Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini
Al Ministro dell’economia Roberto Gualtieri

Egregio Presidente,
Egregi Ministri,


la decisione presa oggi nel DPCM che determina la sospensione degli spettacoli in teatri, cinema e sale da concerto, nonché la fortissima limitazione dei circoli culturali, colpisce il comparto italiano che più di ogni altro ha adottato correttamente e rispettosamente le misure prescritte dai protocolli sanitari

Ultimi studi dimostrano che i teatri, i concerti, i cinema, sono tra i luoghi più sicuri del Paese, ed in virtù di questo, ci sfugge la ratio con la quale si sospendono tali attività al contrario di altre che per propria natura non possono garantire i livelli di sicurezza raggiunti nei nostri luoghi.

Questa misura assunta nei confronti della Cultura e Spettacolo dal Vivo produrrà effetti economici disastrosi per un settore già fortemente provato, e soprattutto provocherà un effetto sociale devastante privando i cittadini di uno strumento di condivisione e riavvicinamento umano, seppur nel rispetto del distanziamento fisico.

Alla luce di tutto questo e per evitare la chiusura definitiva di migliaia di imprese e realtà culturali, chiediamo un immediato ristoro diretto e a fondo perduto per gli organismi di tutta la filiera culturale ed un sostegno ai lavoratori dell’intero comparto: artisti e imprese del settore musicale, teatrale e coreutico, operatori e tecnici dello spettacolo, associazioni, centri e circoli culturali, bande, cori e scuole d’arte.

Nella certezza di poter contare sul Vs impegno vi auguriamo buon lavoro, l’Italia ne ha bisogno!

Sottoscrivono l’appello per il ristoro dello spettacolo:

  • Fed.It.Art.
  • Forum Nazionale dell’Educazione Musicale
  • Federazione Jazz Italiano
  • ARCI Roma e Lazio
  • SIEDAS
  • UTR
  • APS
  • CO. R. S. A. – Coordinamento Romano Scuole d’Arte
  • FAS – Forum Arte e Spettacolo
  • Il jazz va a scuola
  • Coordinamento StaGe!

Lettera aperta: La Falsa Ripartenza dello Spettacolo dal Vivo

Scarica la lettera in PDF.

13 ottobre 2020

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo

DARIO FRANCESCHINI

Via del Collegio Romano, 27 – 00186 Roma

Al Ministro per Lo Sviluppo Economico 

STEFANO PATUANELLI

Via Molise, 2 – 00187 Roma

Alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali

NUNZIA CATALFO

Via Vittorio Veneto, 56 – 00187 Roma

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

ROBERTO GUALTIERI

Via XX settembre, 97 – 00187 Roma

Al Ministro della Sanità

ROBERTO SPERANZA

Lungotevere Ripa,1 – 00153 Roma

Illustri Ministri,

con la presente desideriamo condividere un documento importante e urgente sul perdurare delle gravi difficoltà del settore dello Spettacolo dal Vivo. Documento redatto e sottoscritto da numerose realtà appartenenti al Forum Arte e Spettacolo (FAS).

La data del 15 giugno ha segnato purtroppo una FALSA RIPARTENZA, dovuta alle limitazioni stringenti contenute nel DPCM del 17 maggio e tutt’ora in vigore seppure con deroghe alle Regioni che creano ancora più disparità.

Nel corso dell’estate tutti gli eventi realizzati hanno dimostrato che il settore dello Spettacolo dal vivo, grazie anche alle regole sulla sicurezza degli ultimi anni, è in grado di gestire in modo sicuro i protocolli richiesti (come ben rappresentato dal CS AGIS dell’11 ottobre u.s.) senza avere generato nessun caso di Covid e potendo contare su un pubblico responsabile e di qualità. Pertanto chiediamo la ridefinizione con normativa nazionale dei limiti delle capienze in base alla dimensione e alle caratteristiche dei luoghi e in base alla modalità di fruizione dell’evento che modifichi, mantenendo distanziamento e protocolli di sicurezza (dispositivi di protezione personale, sanificazione, tracciamento etc.), il limite delle 200 presenze al chiuso e 1000 all’aperto.  

Il settore dello Spettacolo dal Vivo, come ha dimostrato anche la manifestazione “Bauli In Piazza” tenutasi a Milano in Piazza Duomo lo scorso sabato 10 ottobre, è ancora in fase di totale emergenza e il rischio è che centinaia di migliaia di professionisti debbano cambiare mestiere.

È dunque necessario che, oltre alle auspicate modifiche del numero degli spettatori, siano prolungate le indennità e le tutele ai lavoratori del settore e attuate forme di sostegno ed incentivo alle imprese, profit e non profit, così che il grande patrimonio di Arte Cultura e Professionalità non vada irrimediabilmente perduto.

Confidando di un cortese riscontro, ringraziamo per l’attenzione.

Distinti saluti

Forum Arte e Spettacolo

coordinamento@forumartespettacolo.org

Appello per annullare il divieto ENAC di bagagli in aereo

6 luglio 2020

Alla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti

PAOLA DE MICHELI

 Piazzale di Porta Pia, 1 – 00198 Roma

Al Ministro della Sanità

ROBERTO SPERANZA
Lungotevere Ripa, 1 – 00153 Roma

Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo

DARIO FRANCESCHINI

Via del Collegio Romano, 27 – 00186 Roma

Illustri Ministri,

con la presente ci vediamo costretti a fare l’ennesimo appello per tutti i lavoratori e lavoratrici dello spettacolo, ancora una volta messi in grave difficoltà da una norma gravemente punitiva per il nostro settore, che rischia di compromettere la già travagliata, e molto ridotta, ripresa delle attività.

Lo spettacolo ha subito il blocco totale dalla fine di febbraio con migliaia di lavoratori e lavoratrici che non hanno saputo dove sbattere la testa per quattro mesi, in assenza delle tutele minime, con sostegni promessi e mai arrivati. La timida ripartenza del 15 giugno è avvenuta tra mille incertezze, con drastiche riduzioni delle capienze dei luoghi di spettacolo, tagli alle risorse, protocolli onerosi, … tutte condizioni alle quali ci atteniamo per garantire la salute nostra, degli Artisti, di tutte le Maestranze, dei Professionisti coinvolti e del Pubblico, che sostiene con tenacia il nostro lavoro.

Ora che si sta provando a ripartire il comunicato dell’ENAC, riguardante il divieto dell’uso delle cappelliere per i bagagli a mano negli aeromobili che derogano l’obbligo di distanziamento sociale, arriva come un fulmine a incenerire quel poco di speranza che si stava riaccendendo. Un divieto, per altro tutto italiano, che non trova riscontri negli altri Paesi.

L’impossibilità di portare con sé il personale  strumento di lavoro, che si tratti di una chitarra, di un violino, di una tromba o di una valigetta contenente un set di microfoni, o di un abito di scena, o qualunque cosa sia strettamente necessaria per lo svolgimento della propria professione, causa l’impossibilità di portare a termine l’impegno preso. 

Si tratta di strumenti preziosi, che non possono in alcun modo essere affidati a estranei, con il gravissimo rischio di essere smarriti o danneggiati. 

Chiediamo dunque che per i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo sia concesso, a fronte di una autocertificazione che attesti il motivo dello spostamento con l’indicazione della data e del luogo dell’ingaggio, di procedere all’imbarco dei bagagli a mano che abbiano le adeguate misure per trovare posto nelle cappelliere

Confidando in un positivo quanto celere riscontro, porgiamo un distinto saluto

Forum Arte e Spettacolo

coordinamento@forumartespettacolo.org

Appello ENAC

Lettera di sollecito all’INPS sul pagamento dei lavoratori dello spettacolo

20 giugno 2020

Al Presidente INPS

PASQUALE TRIDICO

Al Direttore INPS

GABRIELLA DI MICHELE

Via Ciro il Grande, 21 – 00144 ROMA

Egregio Presidente Pasquale Tridico,

Gentile Direttore signora Gabriella Di Michele,

vi indirizziamo la seguente lettera per denunciare una gravissima emergenza economica e sociale vissuta dai lavoratori dello spettacolo, autonomi o intermittenti, che ad oggi sono ancora senza sostegno nonostante sia stata prevista per legge l’indennità Covid-19 di 600 euro per i tre mesi di marzo, aprile e maggio.

Ad oggi gli autonomi dello spettacolo, ma non tutti, hanno ricevuto solamente un assegno per il mese di marzo, e gli intermittenti ancora non hanno ricevuto nulla! 

Da quasi quattro mesi i lavoratori intermittenti dello spettacolo non ricevono né retribuzione, né cassa integrazione, né indennità.

Eppure il Governo, con il D.L. 18/20 art. 44 e con il D.L. 34/20 art. 84 l. 8 bis e 10, ha garantito per legge di non lasciare nessuno indietro, allargando per i mesi di aprile e maggio i criteri di accesso all’indennità dei lavoratori dello spettacolo, ma ad oggi, sabato 20 giugno, la maggior parte dei lavoratori non ha ancora ricevuto alcuna indennità.

Perché questo ritardo? Chiediamo all’INPS di mantenere le promesse e provvedere immediatamente alla liquidazione delle richieste.

Non possiamo accettare che nel 2020, in piena emergenza economica e sociale, si attribuisca il ritardo a poco credibili difficoltà tecnologiche della piattaforma nei controlli di erogazione.

I lavoratori e le loro famiglie si sentono traditi, stremati da 4 mesi senza lavoro, senza nessuna certezza sui tempi per la ripresa del lavoro e senza nessun sostegno economico. A questo si aggiunge da parte dell’INPS un incredibile e colpevole silenzio sui ritardi, che denota una ingiustificabile mancanza di rispetto verso le necessità quotidiane

Chiediamo che venga immediatamente corrisposto ai lavoratori dello spettacolo, autonomi e intermittenti, e alle loro famiglie, che non possono sopportare ulteriormente la mancanza di lavoro e l’assenza di indennità, il sostegno promesso per i tre mesi di marzo, aprile e maggio 2020, e di avere quanto prima accesso a quei fondi che il Governo ha messo a loro disposizione ormai già da mesi, nel rispetto di quanto previsto all’art. 38 della nostra Costituzione.

In attesa di un riscontro positivo, porgiamo cordiali saluti

Forum Arte e Spettacolo

coordinamento@forumartespettacolo.org