Osservazioni sul Piano italiano di ripresa e resilienza (PNRR)

Su richiesta della VII Commissione della Camera dei Deputati (Cultura, istruzione, ricerca, editoria, sport), venerdì 29 gennaio il Forum Arte e Spettacolo ha inviato un breve documento dedicato al Piano italiano di ripresa e resilienza. La VII Commissione della Camera, che sta esaminando il PNRR, ha infatti deciso di acquisire per iscritto il contributo di un gruppo selezionato di enti e realtà per esprimere poi il proprio parere alla V Commissione (Bilancio), che a sua volta riferirà all’Assemblea dei deputati.

Osservazioni sul Piano italiano di ripresa e resilienza per la VII Commissione della Camera dei deputati

Nel PNRR manca una visione d’insieme del settore culturale

Leggendo il PNRR è evidente che non c’è una percezione del settore culturale nel suo insieme, ma che si continua solo a focalizzarsi su una o più parti senza mai proporre soluzioni che riguardino tutti e che incidano positivamente sull’intero comparto. Ci troviamo di fronte a un piano che, pur riconoscendo la cultura come uno dei settori maggiormente colpiti dagli effetti negativi della pandemia insieme al turismo, nei fatti gli destina delle risorse che, nonostante il recente aumento, sono ancora fuori proporzione rispetto ai danni che il settore conta a un anno dal fermo.

Le misure previste dall’attuale PNRR appaiono esclusivamente rivolte agli investimenti sui contenitori (impianti di elevata valenza storico-architettonica, musei, complessi monumentali, aree e parchi archeologici, archivi e biblioteche statali). Per contro mancano gli investimenti sui contenuti, sui luoghi e sui soggetti che quei contenuti producono. La cultura deve necessariamente ripartire dal capitale umano. 

Inoltre, l’attuale PNRR ci conferma che per l’ennesima volta tutto il settore performativo è il grande assente, sia dal punto di vista economico, culturale e aggregativo che, soprattutto, nella prospettiva di ricostruire il benessere psicofisico di un Paese composto di persone che sono oggi in condizioni di grave fragilità, frustrazione e sfiducia.

Nell’insieme, non ritroviamo, in alcuna parte di questo Piano, il doveroso riconoscimento dei numeri del comparto. Per Symbola (Io Sono Cultura) l’effetto moltiplicatore sul resto dell’economia è pari a 1,8 (per ogni euro prodotto se ne attivano 1,8 in altri settori), mentre per il rapporto di Ernst & Young  l’impatto occupazionale dell’industria creativa e culturale europea (7,6 milioni) rispetto a quella dell’automotive (2,6 milioni).

“Si investirà inoltre per supportare gli operatori culturali nella transizione green e digitale, attraverso interventi volti: a favorire la domanda e la partecipazione culturale, incentivando la transizione tecnologica degli operatori culturali e la partecipazione attiva dei cittadini; a migliorare l’ecosistema nel quali i settori culturali e creativi operano, sostenendo l’integrazione tra hub creativi e territorio attraverso l’innovazione tecnologica”.

Queste sono le uniche parole riservate alla cultura, che dunque non appare considerata come dovrebbe nell’elenco dei patrimoni ai quali invece si fa ampio riferimento. Cinque righe scarne e prive di progettualità. La cultura merita di più. Merita di meglio.

È necessario riconoscere la trasversalità della cultura rispetto al PNRR

La cultura avrebbe dovuto essere un asse che in maniera trasversale toccava più missioni,perché è la trasversalità una delle sue caratteristiche più preziose: la cultura costruisce significati nuovi, aggrega e crea comunità, stimola l’inclusione, produce conoscenza.

  • La cultura ha un ruolo fondamentale e preponderante nell’ambito della coesione sociale, pertanto non le rende giustizia un generico riferimento in quella missione. Cultura non significa solo restauro di palazzi e riqualificazione di borghi, ma include anche altri spazi, che spesso sono un preziosissimo presidio, come nelle aree periferiche o rurali, e rappresentano un varco di accesso a un’offerta culturale alternativa. Ignorarlo significa non essere in grado di sfruttare il potenziale di tanti operatori culturali e perdere un’occasione di crescita per la nostra comunità.
  • Le discipline dell’arte e dello spettacolo meritano di essere poste al centro dell’azione che riguarda l’istruzione, perché un pubblico che non conosce e non apprezza l’arte non potrà mai supportare un settore nella ripartenza dopo questa brusca interruzione. Quello dello sviluppo e del coinvolgimento del pubblico era un problema endemico già prima della pandemia. Oggi diventa prioritario affrontarlo proprio partendo dalla scuola e dalla formazione. I contenuti hanno bisogno di conoscenze specifiche e perché siano compresi, i fruitori devono avere familiarità con determinati riferimenti. Un pubblico che non è stato accompagnato ad apprezzare l’arte e la cultura in tutte le sue espressioni, ci porterà inevitabilmente a relegare il nostro patrimonio a un consumo elitario, legato esclusivamente o principalmente al turismo.
  • È altresì importante sostenere una progettualità rivolta alle nuove generazioni, dato che il piano promuove con forza l’investimento nelle nuove tecnologie, per la distribuzione in futuro di contenuti culturali e l’accesso al patrimonio artistico del Paese.

Nonostante l’innegabile trasversalità della cultura, gli obiettivi che riguardano il settore culturale non sono presenti in quelli che il Piano intende attuare attraverso azioni di riforma. Un’occasione sprecata per un settore in estrema sofferenza!

Richieste rispetto al PNRR

  • Gli operatori chiedono da tempo una riforma del settore e durante questo ultimo anno si sono impegnati nella redazione di proposte condivise e aggregate che meriterebbero di diventare legge. Facciamo riferimento anche alle proposte attualmente in Parlamento e finalizzate a riformare lo statuto sociale dei lavoratori nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative nelle quali ritroviamo buona parte del lavoro coordinato tra tanti soggetti della filiera aderenti al FAS.
  • Chiediamo che il PNRR diventi per le istituzioni un’occasione per dimostrare a tutto il settore di aver pienamente compreso che il grado di difficoltà che sta attraversando non deriva solo all’emergenza pandemica, ma anche da gravi carenze strutturali e progettuali pregresse.
  • Chiediamo di trasformare queste poche parole che ci riguardano in un progetto ambizioso, che tenga conto di tutte le anime che fanno parte del settore e delle loro reali esigenze. Un progetto che rimetta al centro le persone che, in proprio, nelle associazioni e nelle imprese, a fronte di grandi sacrifici continuano a fare cultura in questo Paese. Non è accettabile che in un piano di rilancio, che dovrebbe scrivere il nostro futuro, la cultura sia ridotta a un mero elenco di contenitori mentre dovrebbe essere sostenuta e incrementata nella sua capacità di produrre contenuti.
  • Chiediamo di sostenere progetti specificamente orientati a rilanciare il settore, le economie e la società, attraverso:
    • la riforma dello statuto dei lavoratori dello spettacolo;
    • la semplificazione urgente delle procedure, anche attraverso la digitalizzazione dei processi;
    • una più intensa connessione e sinergia tra istruzione e politiche culturali;
    • il rilancio del settore a livello nazionale e internazionale;
    • lo sviluppo della connessione tra attività, spazi, coesione sociale e recupero psicofisico delle collettività;
    • il riequilibrio di risorse e investimenti secondo l’asse Nord/Sud e grandi/piccoli centri;
    • la trasversalità tra prodotti culturali, attraverso azioni di cooperazione intersettoriale;
    • incentivi per chi investe su prodotti di filiera interamente italiana;
    • l’estensione dell’applicazione dell’Art Bonus anche alle realtà non beneficiarie del FUS;
    • uno sviluppo digitale inteso non come accentramento monopolistico, ma come progettualità ramificata, diffusa, inclusiva, accessibile e interoperabile.
  • Chiediamo infine di definire misure precise e prescrizioni non “interpretabili” affinché i fondi distribuiti siano realmente spesi per le attività finanziate, secondo una valutazione centrata sull’efficacia moltiplicativa degli effetti presso i destinatari ultimi del piano, che riteniamo debbano essere sempre e comunque le persone: i lavoratori e il pubblico.

 

La ripartenza dello spettacolo dal vivo

15 gennaio 2021

Illustrissimi,

con la presente desideriamo condividerVi urgenti proposte e richieste per la RIPARTENZA dello Spettacolo dal Vivo, elaborate e sottoscritte da numerose realtà appartenenti al Forum Arte e Spettacolo (FAS).

Dopo la FALSA RIPARTENZA del 15 giugno 2020 e il DPCM del 24 ottobre che ha decretato nuovamente la sospensione di tutti gli spettacoli ed eventi culturali in tutti gli spazi al chiuso e all’aperto, evidenziamo che il 95% degli eventi del 2020 sono andati irrimediabilmente perduti. Ciò ha significato il blocco di una intera ECONOMIA PRODUTTIVA: moltissimi artisti e le maestranze sono rimasti inattivi e così la maggior parte delle aziende dello spettacolo: produttori, agenzie di spettacolo, booking, management, procuratori artistici, service, cooperative di lavoro, lavoratori autonomi, negozi strumenti musicali, imprese ed associazioni operanti nel settore creativo dello spettacolo e delle arti performative, tutti essenziali per l’organizzazione e la promozione, e tutti i servizi connessi. Moltissimi lavoratori del settore dello spettacolo hanno perso il lavoro, numerose imprese hanno chiuso, molte altre sono state costrette a ricorrere agli ammortizzatori sociali e/o a non rinnovare contratti a tempo determinato.

Servono dunque nuove ed ulteriori azioni concrete ed immediate da parte delle istituzioni affinché questo processo devastante venga invertito.

Chiediamo:

  • Estensione di tutti gli ammortizzatori sociali, compresi i bonus, sino ad almeno 6 mesi dopo la fine dello stato di emergenza con osservatorio sullo stato della ripresa delle attività economiche.
  • Estensione degli ammortizzatori sociali e Naspi, ivi comprese indennità lavoratori dello spettacolo, garantita e prorogata fino ad almeno 6 mesi dalla fine dell’emergenza a tut- te le imprese e a tutti i lavoratori del settore senza distinzioni contrattuali.
  • Estensione della Naspi per i lavoratori autonomi a gestione ex-Enpals, così come già fat- to per quelli in gestione separata, nonché per gli intermittenti anche in costanza di rapporto lavorativo, senza decurtazione dell’importo al progredire delle mensilità.
  • Riconoscimento di contributi previdenziali per ogni mese di fermo lavorativo parametrati ad una media dei quattro anni precedenti, all’interno dell’ente pensionistico di appartenenza e per la gestione ex-Enpals utili al conteggio per la pensione per tutti e per i lavoratori del gruppo A, anche utili al calcolo, alla misura e al diritto, compresi danzatori e coreografi, anche al fine di garantire il requisito per malattia, maternità, disoccupazione etc., ovvero, qualora migliorativo per il lavoratore, riconoscimento dei contributi reali per le prestazioni non svolte ma già confermate e poi cancellate causa pandemia.
  • Riconoscimento dei periodi lavorativi effettuati all’estero, tramite la presentazione di un contratto, nel settore eventi e spettacolo, ai fini dell’accesso a tutti i bonus finora erogati.
  • Riformulazione, per le imprese della filiera di arte e spettacolo e degli eventi, dell’art. 25 del Decreto Rilancio commi 4 e 5 e dell’art. 1 comma 3 del Decreto Ristori per contributo a fondo perduto, con estensione della base di calcolo parametrata ai mesi da Marzo a Dicembre 2020, mantenendo i medesimi criteri del calcolo della per- dita del fatturato rispetto ai mesi da Marzo a Dicembre 2019, così che TUTTE le imprese del settore possano avere un adeguato sostegno, necessario per la loro sopravvivenza.
  • Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi da Marzo e Dicembre 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi da Marzo a Dicembre 2019.
  • L’ammontare del contributo a fondo perduto, ridotto dell’eventuale importo già riconosciuto sul medesimo capitolo (Aprile 2019/2020), dovrà essere determinato applicando le seguenti percentuali:

a) venti percento per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nel periodo d’imposta 2019;

b) quindici percento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomi- la euro fino a un milione di euro nel periodo d’imposta 2019;

c) dieci percento per i soggetti con ricavi e compensi superiori a un milione di euro fino a cinque milioni di euro nel periodo d’imposta 2019.

  • La riformulazione del contributo a fondo perduto non dovrà essere applicata alle imprese con ricavi oltre i cinquanta milioni di euro annuali, non potrà superare il milione di euro e il contributo dovrà essere assegnato alle imprese che dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati negli allegati (**). Il contributo concesso dovrà essere reinvestito sull’attività del medesimo codice Ateco entro i 24 mesi successivi alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.
  • Lo stesso criterio venga mantenuto almeno per il primo trimestre 2021, parametrandolo al primo trimestre 2019, mentre per gli altri 3 trimestri si stabiliscono dei contributi in anticipo, sulla base della media ricavata dei restanti trimestri del 2019 con conguaglio entro il gennaio 2022 e da replicare fino alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.
  • Istituzione presso l’INPS di uno sportello “ad hoc” per lo spettacolo, con una competenza specialistica del settore per avere risposte concrete e puntuali.
  • Nuovi bandi extra FUS a ristoro delle perdite per tutta la filiera dello spettacolo e degli eventi con correzione delle criticità emerse (in particolare il DM “voucher”, DM 394, DM 397, DM 515, DM 516, ecc.)
  • Attuazione di misure di defiscalizzazione nel settore spettacolo ed eventi, fino ad almeno 12 mesi successivi alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.
  • Attuazione di misure di decontribuzione a tutte le imprese nel settore spettacolo ed eventi, fino ad almeno 12 mesi successivi alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.
  • Ampliamento dell’applicazione del Tax Credit e dell’Art Bonus per corsi di formazione e pratica nel campo della musica, teatro, danza e arti performative in genere, acquisto strumenti musicali e attrezzature per lo spettacolo, acquisto biglietti nei live (a scopo esemplificativo e non esaustivo)
  • Contributo a fondo perduto per le spese sostenute nell’applicazione del “Protocollo Unico Anti-Covid” per la ripartenza (ad es. “Protocollo proposta FAS”)
  • Riattivazione “Bonus Stradivari” come supporto permanente della promozione della pra- tica musicale.
  • Azzeramento, fino al ripristino delle normali attività parametrate alla media degli ultimi 3 anni fiscali, delle tariffe di conduzione spazi (utenze, rifiuti, insegne, altro). Ridurle per i 6 mesi successivi alla riapertura attività. Vale il discorso di intercessione e dialogo come al punto precedente.
  • Azzeramento, fino al ripristino delle normali attività parametrate alla media degli ultimi 3 anni fiscali, dei costi per le pratiche autorizzative: bolli, diritti di segreteria, tasse governative.
  • Estensione dell’aliquota IVA 10% per tutti gli elementi della filiera strettamente collegati alla produzione di un evento, inclusa la vendita e il noleggio degli strumenti musicali e delle attrezzature per lo spettacolo.
  • Estensione dell’aliquota al 4% per prodotti video-fonografici e prodotti culturali destinati al pubblico (come già previsto per il mondo dell’editoria), per i corsi di formazione alla musica, danza e arti, per i biglietti agli spettacoli.
  • Azzeramento dell’IVA laddove il committente sia un soggetto giuridico per cui non è prevista la detrazione dell’IVA.
  • Sospensione dello Split Payment fino ad almeno 12 mesi successivi alla dichiarazione di fine dello stato d’emergenza.

I provvedimenti urgenti, da noi qui elencati in maniera esemplificativa e non esaustiva, sono indispensabili per il tessuto culturale e sociale del nostro Paese quanto lo sono per l’economia dell’intero settore dello spettacolo dal vivo e delle arti performative. Far ripartire l’attività culturale significa ridare speranza e prospettive a tutte le generazioni.

Confidando in un cortese riscontro, ringraziamo per l’attenzione e porgiamo cordiali saluti.

FAS – Forum Arte e Spettacolo

Lettera aperta: La ripartenza dello spettacolo. Necessaria e possibile

Martedì 22 dicembre il Forum Arte e Spettacolo ha inviato a istituzioni e stampa un documento redatto e sottoscritto dalle numerose realtà che vi aderiscono dedicato alla necessità di programmare la data per la RIPARTENZA dello Spettacolo dal Vivo. Il FAS ritiene che l’intero settore non possa attendere i grandi eventi per ricominciare le proprie attività. Gli aderenti al FAS sostengono pertanto che sia necessario e possibile, nell’assoluto rispetto delle norme anti-contagio, che le attività del settore spettacolo riprendano non appena possibile e abbiano i tempi necessari per promuovere e riorganizzare.

La ripartenza dello spettacolo. Necessaria e possibile

22 dicembre 2020

Il FAS – Forum Arte e Spettacolo, dopo mesi di attività spontanea e aggregante di molte componenti della filiera dello spettacolo colpite dall’emergenza, ribadisce l’assoluta ed immediata necessità della ripartenza dell’attività produttiva.

Ripartenza della socialità e condivisione negli spazi fisici dello spettacolo, della cultura e di tutte le attività ad essi connesse.

Ripartenza disciplinata da un protocollo unico che definisca le modalità di partecipazione, le capienze delle strutture e i protocolli sanitari ed organizzativi da adottare.

Ripartenza che non può attendere solo l’inizio dei grandi eventi di massa, ma che deve invece consentire la ripresa delle attività a tutto il resto degli eventi, che rappresentano il vero tessuto culturale e produttivo della grande filiera delle arti performative e dello spettacolo.

La progettazione, programmazione e promozione degli eventi non può prescindere da tempi certi, da una data precisa, senza la quale non sono realizzabili.

Noi proponiamo quindi che questa data sia il 20 marzo prossimo in coincidenza dell’equinozio di primavera, che sia una nuova primavera della condivisione, della accessibilità e della rinascita del nostro settore!

Ripartenza con una data certa per poter riaccendere l’interesse del pubblico fruitore, per affrontare la difficile sfida delle affluenze, per riorganizzare i luoghi deputati agli eventi, con particolare attenzione alla gestione dei flussi, alla sicurezza del pubblico e dei lavoratori dello spettacolo.

Ripartenza con un nuovo modello di economia, più sostenibile e condivisa che alimenti e sviluppi le opportunità di lavoro per tutti.

Ripartenza moltiplicando le repliche degli spettacoli anche in dimensione ridotta nelle stesse città e negli stessi spazi, riducendo la mobilità di alti volumi di persone, mezzi e strutture (che comprendiamo essere anche una legittima preoccupazione sanitaria), adottando la filosofia del “green deal” europeo, per offrire opportunità di lavoro locali, sviluppando così anche la politica dei territori, privilegiando quindi modalità produttive condivise che esaltino soprattutto l’essenza della rappresentazione.

Per sostenere la ripartenza abbiamo elaborato un protocollo che mettiamo a disposizione del CTS e delle Istituzioni per le necessarie e dovute considerazioni.

Alla 7^ Commissione del Senato focus sulla sicurezza dei lavoratori

Mercoledì 18 novembre la 7^ Commissione Istruzione pubblica e beni culturali del Senato ha organizzato un’audizione dedicata alle misure di sostegno per il settore spettacolo. A nome del Forum Arte e Spettacolo sono intervenuti Fabio Fila e Manuela Martignano, che hanno messo l’accento soprattutto sul tema della sicurezza dei lavoratori dello spettacolo. A seguire è intervenuto anche Elio Giobbi di AssoArtisti, membro a sua volta del FAS.

sicurezza lavoratori spettacolo
Onoverole Riccardo Nencini, presidente della 7^ Commissione del Senato

Intervento di Fabio Fila con focus sulla sicurezza dei lavoratori dello spettacolo

Buongiorno a tutti,

mi chiamo Fabio Fila e sono un lavoratore professionista dello spettacolo e degli eventi da 23 anni.

Mi definisco lavoratore professionista perché la cultura, la musica, l’arte, lo spettacolo, gli eventi sono un lavoro, una professione. Io mi occupo di sicurezza, di politiche del lavoro, di organizzazione di lavoratori dello spettacolo e di organizzazione di eventi.

Sono qui in veste di delegato FAS – Forum Arte e Spettacolo per ribadire la nostra proposta concreta.

Il FAS rappresenta oltre 60 realtà di lavoratori e aziende del settore spettacolo e da inizio pandemia ci siamo interrogati su cosa non funziona e cosa non va nel nostro settore, attivando un profondo e lungo percorso di discussione e poi progettazione al fine di fornire al nostro Governo gli elementi di valutazione e riforma di questo settore.

Siamo oggi qui a presentare, nuovamente, come già fatto da altri colleghi del FAS prima di me, una proposta di Riforma forte, semplice, sensata e condivisa del settore in cui lavoriamo.

La riforma che proponiamo non è una novità perché tante delle proposte presentate hanno una radice profonda, come tutti i temi dedicati alla sicurezza dei lavoratori. Provengono infatti da discussioni nate ancora nel 2012 dal Tavolo Legalità e Sicurezza al quale hanno partecipato molti di noi per confrontarsi sul tema della sicurezza per i lavoratori dello spettacolo. In quegli anni, vi ricorderete, il settore degli eventi e dello spettacolo, e in particolare i lavoratori, vennero conosciuti per colpa di due incidenti mortali, durante l’allestimento di due concerti.

È assurdo che questo settore emerga solo in caso di incidenti o pandemie.

Da allora ad oggi molto è stato fatto, soprattutto in ambito sicurezza per i lavoratori dello spettacolo. Siamo stati noi, in primis, a riorganizzare e riorganizzarci per prevenire i rischi di infortunio facendo del settore spettacolo ed eventi un fiore all’occhiello. È sufficiente andiate a leggere i dati infortunistici e di malattia professionale che provengono dal nostro settore per rendervene conto: rasentano lo ZERO. Mentre in edilizia, ad oggi, sono oltre 40mila ogni anno.

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Fabio Fila

Quando pensate al nostro settore, dovete tenere conto del fatto che è un settore straordinario, anche nel senso di “extra-ordinario” e come tale va pensato e gestito: necessita di normative “straordinarie” per ottenere diritti ordinari.

Nelle nostre discussioni abbiamo sempre tenuto a mente questi aspetti ed è importante che siano chiari anche a voi. Altrimenti il risultato saranno normative “normali” che mal si adattano a un settore extra-ordinario.

Servono normative coraggiose e puntuali.

Prima di tutto, facciamo un po’ di ordine. Nei nostri tavoli abbiamo definito cosa si intende per evento: “Evento” è ogni forma di aggregazione organizzata (concerto, evento teatrale, meeting aziendale, convegno, congresso, accompagnamento musicale / concerti / speech, fiere ed eventi fuori fiera, circhi, in contesti sia indoor che outdoor). Fondamentale soffermarsi nel concetto di “organizzato”. È l’organizzazione a fare la differenza.

La movida e altre forme di aggregazione non organizzata non sono parte del nostro settore. Lo abbiamo dimostrato dopo il primo lockdown. Abbiamo prima creato e poi messo in pratica procedure anti-Covid, le abbiamo rispettate e NON sono stati riscontrati contagi. Perché siamo organizzatori, siamo organizzati.

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Veniamo alle nostre proposte di riforma per la sicurezza dei lavoratori dello spettacolo e che abbiamo organizzato in 6 punti.

1. Si propongono iter specifici di approvazione per allestimenti e strutture dello spettacolo, l’introduzione nei PSC e nei DUVRI (due procedure di gestione della sicurezza) di un preciso cronoprogramma per mansione con pause e riposi predeterminati. E l’Introduzione del “diario unico di bordo” per tournées.

Questo è un punto estremamente delicato. Ancora oggi parte del nostro settore è assoggettato a “regolamentazioni” del Settore Edile, quando del settore edile abbiamo poco se non nulla. In tema strutture è facile da capire: una casa si costruisce in mesi o anni e rimane lì per anni e anni, un palco si monta in 12 ore e rimane lì per uno show 6/8 ore. Dobbiamo produrre la stessa documentazione di una impresa edile.

2. Revisione del Decreto Palchi e Fiere.

Il Decreto Palchi e Fiere è stato un punto importante per il settore avendo di fatto scritto nero su bianco che esiste un settore specifico. Ma non è bastato. Molti sono i punti di quel Decreto che sono “sbagliati” o incompiuti. Un esempio su tutti: prevedere d’obbligo il corso ponteggi come pre-requisito formativo per alcuni lavoratori che non ha nessuna valenza operativa. Chi ha scritto la norma non conosce la differenza tra un palco e un ponteggio.

3. Formazione professionale definita da Accordo Stato-Regioni sia per lavoratori subordinati che autonomi, per datori di lavoro e organizzatori di eventi, con Istituzione di Albo dei formatori dello spettacolo.

Questo della formazione è un tema fondamentale. La formazione è l’azione più importante che possiamo fare per le nuove generazioni, così come la certificazione professionale dei docenti.

4. Introduzione del concetto della “azienda pro-tempore” per cooperare nella gestione della sicurezza tra lavoratori di ditte interferenti.

Questo punto mira a migliorare la sicurezza dei lavoratori in un allestimento e durante uno show. La normativa tradizionale crea incongruenze continue di carattere gestionale e, in taluni casi, anche l’aumento del rischio per le lavorazioni e i lavoratori.

5. Istituzione di un osservatorio nazionale per segnalare irregolarità, partecipazione alla Consulta permanente della sicurezza.

Questo è un punto focale! È fondamentale che ai tavoli in cui si parla di spettacolo ed eventi ci siano anche i Professionisti dello Spettacolo come i legali, gli avvocati, i consulenti del lavoro sono presenti ai tavoli normativi riferiti al lavoro e alle norme. È fondamentale! Altrimenti ci chiederete ancora di fare cose insensate, come il corso ponteggi per montare un palco.

6. Va prevista una normativa specifica per la gestione della sicurezza in attività speciali dello spettacolo, Performer aerei, Circensi e arti e spettacoli di strada, con iter di informazione, formazione, utilizzo D.P.I. e D.P.C.

Immagino non lo sappiate ma, ve lo diciamo noi: il D. Lgs. 81/08 non prevede l’esistenza dei performer aerei, per esempio. Ci proponiamo, anche in questo caso, per creare una normativa adeguata.

Ciò che serve e ciò che abbiamo scritto nella nostra proposta di riforma, è una Legge per la Sicurezza dello Spettacolo e degli eventi. Una legge pensata in modo particolare per un settore extra-ordinario.

Intervento di Manuela Martignano

Oggi vi abbiamo parlato di sicurezza per i lavoratori dello spettacolo perché rappresenta uno dei tanti aspetti che colloca il nostro lavoro fuori dell’ordinario e perché in qualche modo è paradigmatico quando si parla di una categoria di professionisti che sono altamente specializzati e che per quanto numericamente possano sembrare esigui sono insostituibili. Non possiamo correre il rischio che le loro competenze si disperdano a ogni piccola o grande crisi che il paese attraversa. Ed è proprio questo il senso di parlare di riforma in relazione alla tutela dei lavoratori. 

Questi lavoratori subiscono una ingiustizia grave nell’essere trattati diversamente da tutti gli altri. Se ci troviamo nel 2020, nel pieno di una pandemia, a dover chiedere ancora che ci venga riconosciuta l‘indennità di malattia capirete tutti bene che c’è un problema talmente grosso che non si capisce come lo si sia potuto ignorare fino ad adesso.

sicurezza lavoratori spettacolo
Manuela Martignano

Le tutele che mancano sono quelle che riguardano l’ordinario, il quotidiano, ed è insopportabile. Una riforma puntuale, coraggiosa che parta da necessità condivise è fondamentale e non c’è più tempo.

Non ci aspettiamo che lo Stato lo faccia solo per una sacrosanta questione di giustizia sociale, ci aspettiamo che lo faccia anche per una questione strategica di investimento in un settore che vede a lavoro figure professionali che rappresentano un’eccellenza per il Paese. E che questo non sembri un eccesso di retorica, la strategia sta nel fatto che ogni piccolo live club, ogni agenzia di management o di booking, ogni promoter, ogni insegnante di musica, ogni singolo lavoratore contribuiscono alla crescita di quello che poi può diventare un patrimonio di tutti. È grazie a luoghi come questi e a professioni come queste che possiamo andarcene in giro per il mondo a vantarci dei nostri Domenico Modugno, dei nostri Lucio Battisti, delle nostre Mina.

Siamo consci del valore che generiamo rispetto al marketing territoriale di luoghi e città e che il turismo culturale valga numerosi punti di PIL ma dobbiamo allo stesso modo essere consapevoli che nelle nostre città la musica e la cultura camminano insieme all’inclusione sociale, sono presidio nelle aree periferiche. Questo è quello che siamo, queste sono le persone che vi chiediamo da mesi a gran voce di tutelare.

Il settore contribuisce al lustro di un intero paese e lo fa lavorando, siamo un patrimonio artistico da tutelare al pari delle nostre grandi opere d’arte, e l’impegno di uno Stato a riconoscere il valore di un settore deve partire dai diritti basilari.

sicurezza lavoratori spettacolo

In questo la proposta di riforma elaborata all’interno del Forum Arte e Spettacolo, che vi è stata inviata, è una riforma di struttura, qualsiasi altra proposta che sia solo un cerotto ad alcune ingiustizie, non è una riforma. Noi chiediamo per lo spettacolo gli stessi diritti di tutti i lavoratori, con normative specifiche alle modalità di svolgimento del nostro lavoro.

C’è un tema con il quale vorrei concludere questa audizione ed è quello degli indennizzi. Siamo stati i primi a fermarci, prima ancora che ci fosse imposto per decreto, abbiamo dimostrato come settore un grande senso di responsabilità e un incredibile rispetto della gravità della situazione e delle priorità. Ci siamo impegnati per comunicare in tutti i modi, sin dalla primavera, al Governo, all’INPS, alle istituzioni, che la situazione dei lavoratori è gravissima. Chi ci ha preceduti in queste sedi ha sempre riportato il dramma di una serie di professionalità importantissime che rischiamo di perdere perché chi ad oggi ha ricevuto, dopo nove mesi di fermo, 1.800 euro non può che pensare di cambiare lavoro e questa è in tutti i modi un’eventualità da scongiurare. I mille euro previsti dal Decreto Agosto non sono ancora stati erogati; altri mille una tantum sono previsti dal Decreto Ristori e Ristori bis: un totale di 3.800 euro per un anno, per non parlare delle p.Iva che ne hanno percepiti ancora di meno.

Io vi chiedo di fare uno sforzo e immaginare come si possa vivere con 3.800 euro per un anno, perché è quello che ci state obbligando a fare. Io non so dove il meccanismo si sia inceppato, dove abbiamo fallito nel comunicare che dietro ognuno di noi ci sono famiglie, mutui da pagare, figli da mantenere esattamente come in tutti gli altri ambiti di lavoro. Per quale motivo si possa pensare che noi saremo capaci di sopravvivere con una mancetta laddove le contingenze ci impediscono di fare il nostro lavoro. Vi chiediamo di aiutarci a risolvere un problema che è prioritario da marzo, ma dopo nove mesi non vede ancora una soluzione.

Se a marzo parlavamo di priorità oggi ci troviamo costretti a parlare di un cataclisma in arrivo: se non verranno stanziati più fondi per gli indennizzi ai lavoratori e i ristori alle aziende del settore, quando la pandemia sarà finita troverete solo le macerie di quello che oggi chiamate cultura. E quello che oggi chiamate cultura non è solo un palazzo storico, non è solo un museo. Il settore culturale è eterogeneo, non avete finito di occuparvene quando avete pensato ai musei, al cinema e ai teatri. La cultura cammina sulle gambe di quelle persone che da mesi vi chiediamo di non lasciare indietro, siamo preoccupati che tutti ne saranno davvero consapevoli solo quando sarà troppo tardi e quel capitale sarà andato disperso perché abbiamo mancato l’appuntamento con la giustizia sociale, e a quell’appuntamento ci sono fior di professionisti che vi aspettano da marzo.

Dopo nove mesi, cosa gli diciamo? 

Scarica il testo degli interventi in PDF.

Scarica le proposte di riforma che il FAS ha inviato alla 7^ Commissione del Senato

Elio Giobbi di AssoArtisti è intervenuto alla conclusioen dell’audizione. Ha segnalato ai parlamentari di far parte di vari tavoli di lavoro, tra i quali il Forum Arte e Spettacolo. Tra le sue proposte ha presentato anche quelle elaborate dai membri del FAS.

Elio Giobbi, AssoArtisti

Un dialogo sulle proposte di riforma alla Milano Music Week 2020

Il Forum Arte e Spettacolo ha partecipato alla Milano Music Week per presentare le proposte di riforma per lo spettacolo.

proposte di riforma

Opening Milano Music Week

Lunedì 16 novembre il Forum Arte e Spettacolo ha partecipato all’opening della Milano Music Week, con la coordinatrice Francesca Martinelli come portavoce.

proposte di riforma

Riformare lo spettacolo – Un dialogo sulle proposte del Forum Arte e Spettacolo

Martedì 17 novembre si è svolto “Riformare lo spettacolo – Un dialogo sulle proposte del Forum Arte e Spettacolo”, organizzato da Doc Servizi e Freecom Hub in occasione della Milano Music Week 2020.

proposte di riforma

Si sono confrontati sul tema:

  • Filippo Del Corno (Assessore del Comune di Milano – Cultura)
  • Chiara Chiappa (Presidente della Fondazione Centro Studi Doc)
  • Annarita Masullo (Portavoce de La Musica Che Gira)

L’incontro è stato moderato dal giornalista Andrea Conti (Il Fatto Quotidiano).

Scopri le proposte di riforma elaborate dal Forum Arte e Spettacolo.

Audizione dei tecnici dello spettacolo alla Camera dei Deputati

Martedì 3 novembre la Camera dei Deputati ha invitato il Forum Arte e Spettacolo. Alberto Butturini ha raccontato le richieste dei tecnici dello spettacolo e degli altri lavoratori del settore.

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Martedì 3 novembre le Commissioni riunite VII (Cultura, Scienza e Istruzione) e XI (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati hanno continuato le audizioni in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo. L’audizione si è svolta a Montecitorio nell’Aula della Commissione Giustizia.

Solo qualche settimana fa, il 21 ottobre, si è svolta la terza indagine, alla quale ha partecipato Chiara Chiappa come referente del Forum Arte e Spettacolo. Il Forum Arte e Spettacolo è stato infatti inserito nelle indagini già in programma alla Camera a seguito della conferenza stampa del pacchetto di riforme avvenuta lo scorso 28 settembre a Bologna.

In occasione della quarta indagine conoscitiva è invece intervenuto Alberto Butturini, fonico da oltre 35 anni, chiamato a rappresentare il mondo dei tecnici dello spettacolo alla Camera.

A questo link si trova il video completo dell’audizione.

L’audizione di Alberto Butturini a nome del Forum Arte e Spettacolo e dei tecnici dello spettacolo alla Camera dei Deputati

Buongiorno a tutti, e grazie per l’opportunità.

Sono qui oggi per parlare della situazione in cui versa una categoria di lavoratori poco conosciuta e riconosciuta, i lavoratori del settore dello spettacolo e degli eventi.

Questo settore comprende tutti quei lavoratori che rendono possibile la realizzazione e la fruizione di tutto ciò che esprime cultura, arte, musica, creatività, in tutte le sue forme, dai concerti alla prosa, dall’allestimento di mostre alle fiere, dalle cerimonie olimpiche agli eventi corporate per i dipendenti di un’azienda o lanci di nuovi prodotti, dalla radio alle tv, dal balletto all’opera e potremmo continuare ancora. Ogni singola persona che concorre alla realizzazione di tutto questo, in modo esclusivo o per la maggior parte del suo operato, è da considerarsi necessariamente parte della filiera, ossia è un lavoratore del settore eventi. Lavoratori senza i quali non ne sarebbe possibile la stessa realizzazione.

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Alberto Butturini interviene alla Camera dei Deputati per i tecnici dello spettacolo e tutti i lavoratori del settore

Il settore dello spettacolo non si sarebbe trovato in una situazione di emergenza così grave se le sue carenze non fossero strutturali e in parte indipendenti dalla crisi generata dalla pandemia.

Considerando la riforma del settore una priorità, il Forum Arte e Spettacolo ha lavorato ad alcune proposte utili alla stesura dello Statuto del Lavoro nello Spettacolo e alla creazione di un sistema organizzativo semplice, trasparente, equo, rispettoso dei diritti di artisti, tecnici, e professionisti del mondo dello spettacolo e degli eventi.

Vi invitiamo a leggere la proposta integrale (a questo link), che abbiamo allegato alla documentazione e che in questa sede per motivi di tempo mi limiterò a illustrare per macro temi.

È necessario istituire un nuovo Macro-Gruppo Ateco, e Codice Apertura di Attività per enti del terzo settore che non hanno codice ateco, che racchiuda tutta la filiera ed i relativi sottogruppi, dando la possibilità ad aziende e professionisti di aprire la propria posizione IVA nel contesto corretto, quello degli eventi e dello spettacolo. Non a caso all’interno del Decreto Ristori sono stati stanziati ulteriori fondi per i codici Ateco immotivatamente esclusi in prima istanza. 

Inoltre, come abbiamo già avuto modo di dire, consideriamo indispensabile e urgente procedere con queste riforme:

  1. Istituire una posizione assicurativa e previdenziale unica,con identica contribuzione e diritti, senza diversificazione in base ai contratti di lavoro applicati. Assicurazione infortuni all’INAIL per tutti i lavoratori sia dipendenti che autonomi anche occasionali.
  1. Considerare il montante dei compensi e non solo il fattore tempo come misura delle prestazioni, con divisore di riferimento utile al calcolo delle giornate accreditabili, pari alle tariffe contrattuali per i dipendenti e per gli autonomi da definire annualmente con riferimento al minimale INPS.
  1. Possibilità per tutti i lavoratori autonomi con Partita IVA di versare autonomamente i contributi sulla propria unica posizione contributiva, per l’Italia e per l’estero, con corresponsabilità del committente.
  1. Indennità per malattia, maternità, congedi parentali, infortuni con assicurazioni INAIL e altre assenze con gli stessi requisiti per tutti i contratti e con accesso dal primo giorno di assenza. Al momento, ai lavoratori degli eventi e dello spettacolo, non è riconosciuta l’indennità di malattia in caso di positività al virus Sars Cov 2 propria o dei familiari. Una infelice contingenza che rischia di obbligare i lavoratori a non preservare la salute pubblica in assenza di tutele.
  1. È necessario, inoltre, istituire il reddito integrativo di continuità: i professionisti senza altro reddito principale o previdenza principale, al raggiungimento di 61 giornate accreditate in 24 mesi possono richiedere l’Integrazione al reddito per un numero di giornate pari a quelle accreditate nei ventiquattro mesi antecedenti alla domanda, non utilizzati per precedenti periodi di Naspi o reddito integrativo, per un numero massimo di giornate indennizzate o lavorate non superiore a 312 nell’anno di erogazione.
  1. Accesso alla pensione con annualità accreditate ogni 120 giornate di lavoro, come media e senza minimali annuali, per tutti i lavoratori a termine, a ingaggio o intermittenti (gruppo B confluisce nel gruppo A) diversi dai lavoratori subordinati a tempo indeterminato e continuativo (gruppo C), considerando nelle 120 giornate medie anche le giornate accreditate per reddito integrativo di continuità (che riduce a 60 le giornate medie per avere la pensione).
  2. Contemporaneamente, utilizzando la legge 4/2013, stiamo procedendo alla definizione e declinazione di tutte le professioni dello spettacolo e degli eventi, utilizzando per la parte formativa il sistema regionale delle qualifiche. Occorre, inoltre, completare al più presto il lavoro di descrizione dei processi lavorativi all’interno del Repertorio Nazionale delle Qualifiche per la Produzione artistica dello spettacolo.

Una parte del mio discorso di oggi sono obbligato a dedicarla a un tema che tutti vorremmo superato e che purtroppo non lo è: lo stato di emergenza in cui versano i lavoratori degli eventi e dello spettacolo, fermi da quasi un anno, con indennizzi inadeguati e senza certezze su quando potranno ricominciare a lavorare.

Se dovessi descrivere questi ultimi mesi vi racconterei una storia che parla di lavoratori altamente specializzati ai quali sono stati destinati in otto mesi 1.800 euro di bonus (non ricevuti da tutti) al contrario di quanto affermato dal ministro Franceschini, ulteriori 1.000 euro del Decreto Ferragosto non ancora erogati e, 1.000 euro UNA TANTUM, forse, previsti nel Decreto Ristori.

Spiegatemi voi come si fa a vivere con 225 euro al mese, perché io non lo so, ma è questo che ci state chiedendo di fare. Questo è un punto imprescindibile: gli indennizzi sono insufficienti per un settore che conta più di 500mila addetti ed è stato tra i primi a fermarsi e sarà l’ultimo a ripartire al pieno delle sue capacità; sono insufficienti e vengono erogati con tempi biblici, impossibili da giustificare a un lavoratore che deve potersi occupare della propria famiglia, a tutte le persone che hanno mutui da pagare, spese da affrontare e nessuna colpa per la situazione in cui versano. Come lavoratori abbiamo diritto di non vedere stracciato il patto con lo Stato – del quale siamo contribuenti – perché quello che ci raccontano i numeri degli indennizzi è che pagare le tasse ed essere onesti non conviene. Pretendiamo che l’INPS dia risposte univoche che non cambino su base territoriale, o in base all’interpretazione dei singoli funzionari, costringendo i lavoratori a un ulteriore e frustrante via crucis per vedersi riconosciuti i bonus e la NASPI. 

Volendo creare un parallelismo tra la cultura e lo sport è incomprensibile il trattamento riservato a sportivi e relativi insegnanti a cui sono stati dati sostegno ed agevolazioni anche se esentati da contributi e tasse fino a 10.000 euro. Nel guardarci intorno, rispetto ad altre realtà produttive, abbiamo la netta percezione di essere stati lasciati da soli ad affrontare questo “tsunami economico”, pur versando contributi e tasse.

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Vogliamo comunque provare a essere propositivi, portando alla vostra attenzione una serie di misure immediate che consentirebbero ai lavoratori del settore di vedere riconosciuta la propria dignità.

  1. I lavoratori dello spettacolo intermittenti devono poter accedere alla cassa integrazione speciale Covid-19 con gli stessi requisiti dei lavoratori degli altri settori. Dal d.l. 18/2020 in poi la cassa Covid-19  è stata riconosciuta ai lavoratori senza requisito di anzianità dei 90 giorni, per cui, con un solo giorno lavorato, possono accedere alla cassa integrazione. Chiediamo anche per il settore spettacolo ed eventi, e per tutti gli intermittenti, lo stesso diritto dei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato senza requisito di anzianità, in quanto lavoratori cui spettano le tutele del nostro sistema sociale ai sensi dell’art. 38 della Costituzione.
  1. Per autonomi e collaboratori, inclusi gli autonomi a partita iva a gestione separata: indennità speciale DIS-coll non inferiore alla soglia di povertà utilizzata nella legge sul RdC (Reddito di Cittadinanza).
  1. La continuazione del FIS o della cassa integrazione Covid-19 con assegno mensile non inferiore alla cifra presa come riferimento della soglia di povertà dall’ISTAT utilizzata nella legge sul RdC (Reddito di Cittadinanza) come parametro per poter richiedere il beneficio.
  1. Per lavoratori già in NASPI: continuazione dell’indennità non inferiore alla suddetta soglia di povertà, senza riduzione del 3% e sospensione dell’indennità solo per eventuali giornate di lavoro denunciate.
  2. Per gli intermittenti dello spettacolo, possibilità di accesso alla NASPI anche in continuità di rapporto lavorativo.
  1. Erogazione della formazione prevista dall’art. 88 del Decreto Rilancio – Fondo Nuove Competenze anche a lavoratori dello spettacolo con contratto a tempo determinato o intermittenti anche se privi di contratto di lavoro in essere in caso di assunzione in ditte del settore spettacolo ed eventistica con riduzione di fatturato rispetto al 2019.

Il nostro è un tipo di lavoro discontinuo per definizione e la mancanza di una normativa adeguata e certa, ha come conseguenza la proliferazione di interpretazioni del settore, spesso irragionevoli e contraddittorie. L’essere intermittenti non è una scelta di comodo del lavoratore ma un obbligo derivante dalla non programmabilità e continuità temporale del comparto produttivo in cui noi operiamo.

Ogni segnale di apertura e ascolto da parte delle istituzioni seppur tardivo è molto apprezzato.

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Chiediamo che venga istituito quanto prima un tavolo tecnico interministeriale (cultura/lavoro/economia).

Questi mesi di crisi hanno rivelato tutte le particolarità e le fragilità del settore in cui operiamo, e di cui abbiamo una conoscenza totale e approfondita, per questo motivo non siamo più disponibili a essere esclusi dai processi decisionali che influiranno sul nostro futuro e sulla qualità delle nostre vite.  Per la nostra innata predisposizione alla collaborazione e alla condivisione, mettiamo a disposizione le nostre competenze con l’unica priorità del raggiungimento di misure che siano finalmente efficaci per i lavoratori.

Per concludere, due sole parole: fate presto! Ad oggi il 30% dei professionisti ha già abbandonato il settore, stiamo velocemente perdendo personale tecnico e artistico altamente formato e specializzato.

La garanzia della tenuta dello stato e della pace sociale non può essere demandata solo all’educazione civica dei cittadini, è compito ineludibile delle istituzioni che devono farsi carico del disagio socio economico in cui il nostro paese sta piano piano scivolando.

Scarica l’intervento in PDF.

Lettera aperta: La Falsa Ripartenza dello Spettacolo dal Vivo

Scarica la lettera in PDF.

13 ottobre 2020

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo

DARIO FRANCESCHINI

Via del Collegio Romano, 27 – 00186 Roma

Al Ministro per Lo Sviluppo Economico 

STEFANO PATUANELLI

Via Molise, 2 – 00187 Roma

Alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali

NUNZIA CATALFO

Via Vittorio Veneto, 56 – 00187 Roma

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

ROBERTO GUALTIERI

Via XX settembre, 97 – 00187 Roma

Al Ministro della Sanità

ROBERTO SPERANZA

Lungotevere Ripa,1 – 00153 Roma

Illustri Ministri,

con la presente desideriamo condividere un documento importante e urgente sul perdurare delle gravi difficoltà del settore dello Spettacolo dal Vivo. Documento redatto e sottoscritto da numerose realtà appartenenti al Forum Arte e Spettacolo (FAS).

La data del 15 giugno ha segnato purtroppo una FALSA RIPARTENZA, dovuta alle limitazioni stringenti contenute nel DPCM del 17 maggio e tutt’ora in vigore seppure con deroghe alle Regioni che creano ancora più disparità.

Nel corso dell’estate tutti gli eventi realizzati hanno dimostrato che il settore dello Spettacolo dal vivo, grazie anche alle regole sulla sicurezza degli ultimi anni, è in grado di gestire in modo sicuro i protocolli richiesti (come ben rappresentato dal CS AGIS dell’11 ottobre u.s.) senza avere generato nessun caso di Covid e potendo contare su un pubblico responsabile e di qualità. Pertanto chiediamo la ridefinizione con normativa nazionale dei limiti delle capienze in base alla dimensione e alle caratteristiche dei luoghi e in base alla modalità di fruizione dell’evento che modifichi, mantenendo distanziamento e protocolli di sicurezza (dispositivi di protezione personale, sanificazione, tracciamento etc.), il limite delle 200 presenze al chiuso e 1000 all’aperto.  

Il settore dello Spettacolo dal Vivo, come ha dimostrato anche la manifestazione “Bauli In Piazza” tenutasi a Milano in Piazza Duomo lo scorso sabato 10 ottobre, è ancora in fase di totale emergenza e il rischio è che centinaia di migliaia di professionisti debbano cambiare mestiere.

È dunque necessario che, oltre alle auspicate modifiche del numero degli spettatori, siano prolungate le indennità e le tutele ai lavoratori del settore e attuate forme di sostegno ed incentivo alle imprese, profit e non profit, così che il grande patrimonio di Arte Cultura e Professionalità non vada irrimediabilmente perduto.

Confidando di un cortese riscontro, ringraziamo per l’attenzione.

Distinti saluti

Forum Arte e Spettacolo

coordinamento@forumartespettacolo.org

La Conferenza Stampa sulle proposte di riforma

Le proposte per la riforma del sistema spettacolo e l’introduzione dello statuto del lavoro nelle arti e nello spettacolo sono state presentate durante la conferenza stampa svoltasi a Bologna il 28 settembre 2020.

conferenza stampa riforma spettacolo

Interventi:

Matteo Lepore, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna. 
Diodato, cantautore.
Paolo Fresu, musicista e direttore artistico.
Alberto Butturini, fonico.
Chiara Chiappa, Presidente Fondazione Centro Studi Doc.

Finora, oltre 50 realtà che fanno parte del Forum Arte e Spettacolo hanno sottoscritto il documento.

La conferenza stampa è stata ospitata dal Comune di Bologna presso la meravigliosa sala Stabat Mater della Biblioteca dell’Archiginnasio.

Hanno partecipato anche i senatori Francesco Verducci (PD) e Michela Montevecchi (M5S) e i deputati Matteo Orfini (PD), Alessandra Carbonaro (M5S) e Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana).

La diretta streaming della conferenza stampa

A questo link la cartella stampa dell’evento.

Galleria fotografica

Le cinque proposte di riforma del Forum Arte e Spettacolo

Il Forum Arte e Spettacolo ha elaborato un pacchetto di proposte per la riforma del sistema spettacoloLe proposte sono state sottoscritte da oltre 50 realtà del settore e sono promosse dai 12 Assessori alla Cultura che hanno firmato durante il lockdown il Manifesto per la Cultura.

Le proposte di riforma per lo spettacolo in cinque punti

Proposta n. 1 – Posizione previdenziale unica per artisti e professionisti dello spettacolo, con identica contribuzione e diritti, che preveda anche l’assicurazione infortuni INAIL, senza diversificazione in base ai contratti di lavoro applicati e che consideri anche il montante dei compensi, non solo il fattore tempo, come misura delle prestazioni.

Proposta n. 2 – Reddito integrativo per artisti e professionisti dello spettacolo, da richiedere nei periodi di sospensione delle attività che comportano assenza di reddito e di indennità.

Proposta n. 3 – Sportello unico su piattaforma open source sul quale organizzare i registri delle professioni e tutti gli eventi. Una procedura semplificata per tutte le pratiche connesse all’organizzazione di eventi, che vengono protocollati con codice identificativo unico.

Proposta n. 4 – Semplificazioni per l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni artistiche: contratto semplificato per prestazioni di spettacolo occasionali, iter specifici per la gestione della sicurezza dello spettacolo, supporto per esordienti e forme innovative di associazionismo e organizzazione.

Proposta n. 5 – Incentivi economici a sostegno dello Spettacolo: aliquote IVA al 4%, detrazioni fiscali per tutti i corsi di musica e arte e credito d’imposta esteso a tutti gli enti pubblici e privati che operano in ambito culturale.