Alla 7^ Commissione del Senato focus sulla sicurezza dei lavoratori

Mercoledì 18 novembre la 7^ Commissione Istruzione pubblica e beni culturali del Senato ha organizzato un’audizione dedicata alle misure di sostegno per il settore spettacolo. A nome del Forum Arte e Spettacolo sono intervenuti Fabio Fila e Manuela Martignano, che hanno messo l’accento soprattutto sul tema della sicurezza dei lavoratori dello spettacolo. A seguire è intervenuto anche Elio Giobbi di AssoArtisti, membro a sua volta del FAS.

sicurezza lavoratori spettacolo
Onoverole Riccardo Nencini, presidente della 7^ Commissione del Senato

Intervento di Fabio Fila con focus sulla sicurezza dei lavoratori dello spettacolo

Buongiorno a tutti,

mi chiamo Fabio Fila e sono un lavoratore professionista dello spettacolo e degli eventi da 23 anni.

Mi definisco lavoratore professionista perché la cultura, la musica, l’arte, lo spettacolo, gli eventi sono un lavoro, una professione. Io mi occupo di sicurezza, di politiche del lavoro, di organizzazione di lavoratori dello spettacolo e di organizzazione di eventi.

Sono qui in veste di delegato FAS – Forum Arte e Spettacolo per ribadire la nostra proposta concreta.

Il FAS rappresenta oltre 60 realtà di lavoratori e aziende del settore spettacolo e da inizio pandemia ci siamo interrogati su cosa non funziona e cosa non va nel nostro settore, attivando un profondo e lungo percorso di discussione e poi progettazione al fine di fornire al nostro Governo gli elementi di valutazione e riforma di questo settore.

Siamo oggi qui a presentare, nuovamente, come già fatto da altri colleghi del FAS prima di me, una proposta di Riforma forte, semplice, sensata e condivisa del settore in cui lavoriamo.

La riforma che proponiamo non è una novità perché tante delle proposte presentate hanno una radice profonda, come tutti i temi dedicati alla sicurezza dei lavoratori. Provengono infatti da discussioni nate ancora nel 2012 dal Tavolo Legalità e Sicurezza al quale hanno partecipato molti di noi per confrontarsi sul tema della sicurezza per i lavoratori dello spettacolo. In quegli anni, vi ricorderete, il settore degli eventi e dello spettacolo, e in particolare i lavoratori, vennero conosciuti per colpa di due incidenti mortali, durante l’allestimento di due concerti.

È assurdo che questo settore emerga solo in caso di incidenti o pandemie.

Da allora ad oggi molto è stato fatto, soprattutto in ambito sicurezza per i lavoratori dello spettacolo. Siamo stati noi, in primis, a riorganizzare e riorganizzarci per prevenire i rischi di infortunio facendo del settore spettacolo ed eventi un fiore all’occhiello. È sufficiente andiate a leggere i dati infortunistici e di malattia professionale che provengono dal nostro settore per rendervene conto: rasentano lo ZERO. Mentre in edilizia, ad oggi, sono oltre 40mila ogni anno.

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Fabio Fila

Quando pensate al nostro settore, dovete tenere conto del fatto che è un settore straordinario, anche nel senso di “extra-ordinario” e come tale va pensato e gestito: necessita di normative “straordinarie” per ottenere diritti ordinari.

Nelle nostre discussioni abbiamo sempre tenuto a mente questi aspetti ed è importante che siano chiari anche a voi. Altrimenti il risultato saranno normative “normali” che mal si adattano a un settore extra-ordinario.

Servono normative coraggiose e puntuali.

Prima di tutto, facciamo un po’ di ordine. Nei nostri tavoli abbiamo definito cosa si intende per evento: “Evento” è ogni forma di aggregazione organizzata (concerto, evento teatrale, meeting aziendale, convegno, congresso, accompagnamento musicale / concerti / speech, fiere ed eventi fuori fiera, circhi, in contesti sia indoor che outdoor). Fondamentale soffermarsi nel concetto di “organizzato”. È l’organizzazione a fare la differenza.

La movida e altre forme di aggregazione non organizzata non sono parte del nostro settore. Lo abbiamo dimostrato dopo il primo lockdown. Abbiamo prima creato e poi messo in pratica procedure anti-Covid, le abbiamo rispettate e NON sono stati riscontrati contagi. Perché siamo organizzatori, siamo organizzati.

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Veniamo alle nostre proposte di riforma per la sicurezza dei lavoratori dello spettacolo e che abbiamo organizzato in 6 punti.

1. Si propongono iter specifici di approvazione per allestimenti e strutture dello spettacolo, l’introduzione nei PSC e nei DUVRI (due procedure di gestione della sicurezza) di un preciso cronoprogramma per mansione con pause e riposi predeterminati. E l’Introduzione del “diario unico di bordo” per tournées.

Questo è un punto estremamente delicato. Ancora oggi parte del nostro settore è assoggettato a “regolamentazioni” del Settore Edile, quando del settore edile abbiamo poco se non nulla. In tema strutture è facile da capire: una casa si costruisce in mesi o anni e rimane lì per anni e anni, un palco si monta in 12 ore e rimane lì per uno show 6/8 ore. Dobbiamo produrre la stessa documentazione di una impresa edile.

2. Revisione del Decreto Palchi e Fiere.

Il Decreto Palchi e Fiere è stato un punto importante per il settore avendo di fatto scritto nero su bianco che esiste un settore specifico. Ma non è bastato. Molti sono i punti di quel Decreto che sono “sbagliati” o incompiuti. Un esempio su tutti: prevedere d’obbligo il corso ponteggi come pre-requisito formativo per alcuni lavoratori che non ha nessuna valenza operativa. Chi ha scritto la norma non conosce la differenza tra un palco e un ponteggio.

3. Formazione professionale definita da Accordo Stato-Regioni sia per lavoratori subordinati che autonomi, per datori di lavoro e organizzatori di eventi, con Istituzione di Albo dei formatori dello spettacolo.

Questo della formazione è un tema fondamentale. La formazione è l’azione più importante che possiamo fare per le nuove generazioni, così come la certificazione professionale dei docenti.

4. Introduzione del concetto della “azienda pro-tempore” per cooperare nella gestione della sicurezza tra lavoratori di ditte interferenti.

Questo punto mira a migliorare la sicurezza dei lavoratori in un allestimento e durante uno show. La normativa tradizionale crea incongruenze continue di carattere gestionale e, in taluni casi, anche l’aumento del rischio per le lavorazioni e i lavoratori.

5. Istituzione di un osservatorio nazionale per segnalare irregolarità, partecipazione alla Consulta permanente della sicurezza.

Questo è un punto focale! È fondamentale che ai tavoli in cui si parla di spettacolo ed eventi ci siano anche i Professionisti dello Spettacolo come i legali, gli avvocati, i consulenti del lavoro sono presenti ai tavoli normativi riferiti al lavoro e alle norme. È fondamentale! Altrimenti ci chiederete ancora di fare cose insensate, come il corso ponteggi per montare un palco.

6. Va prevista una normativa specifica per la gestione della sicurezza in attività speciali dello spettacolo, Performer aerei, Circensi e arti e spettacoli di strada, con iter di informazione, formazione, utilizzo D.P.I. e D.P.C.

Immagino non lo sappiate ma, ve lo diciamo noi: il D. Lgs. 81/08 non prevede l’esistenza dei performer aerei, per esempio. Ci proponiamo, anche in questo caso, per creare una normativa adeguata.

Ciò che serve e ciò che abbiamo scritto nella nostra proposta di riforma, è una Legge per la Sicurezza dello Spettacolo e degli eventi. Una legge pensata in modo particolare per un settore extra-ordinario.

Intervento di Manuela Martignano

Oggi vi abbiamo parlato di sicurezza per i lavoratori dello spettacolo perché rappresenta uno dei tanti aspetti che colloca il nostro lavoro fuori dell’ordinario e perché in qualche modo è paradigmatico quando si parla di una categoria di professionisti che sono altamente specializzati e che per quanto numericamente possano sembrare esigui sono insostituibili. Non possiamo correre il rischio che le loro competenze si disperdano a ogni piccola o grande crisi che il paese attraversa. Ed è proprio questo il senso di parlare di riforma in relazione alla tutela dei lavoratori. 

Questi lavoratori subiscono una ingiustizia grave nell’essere trattati diversamente da tutti gli altri. Se ci troviamo nel 2020, nel pieno di una pandemia, a dover chiedere ancora che ci venga riconosciuta l‘indennità di malattia capirete tutti bene che c’è un problema talmente grosso che non si capisce come lo si sia potuto ignorare fino ad adesso.

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Manuela Martignano

Le tutele che mancano sono quelle che riguardano l’ordinario, il quotidiano, ed è insopportabile. Una riforma puntuale, coraggiosa che parta da necessità condivise è fondamentale e non c’è più tempo.

Non ci aspettiamo che lo Stato lo faccia solo per una sacrosanta questione di giustizia sociale, ci aspettiamo che lo faccia anche per una questione strategica di investimento in un settore che vede a lavoro figure professionali che rappresentano un’eccellenza per il Paese. E che questo non sembri un eccesso di retorica, la strategia sta nel fatto che ogni piccolo live club, ogni agenzia di management o di booking, ogni promoter, ogni insegnante di musica, ogni singolo lavoratore contribuiscono alla crescita di quello che poi può diventare un patrimonio di tutti. È grazie a luoghi come questi e a professioni come queste che possiamo andarcene in giro per il mondo a vantarci dei nostri Domenico Modugno, dei nostri Lucio Battisti, delle nostre Mina.

Siamo consci del valore che generiamo rispetto al marketing territoriale di luoghi e città e che il turismo culturale valga numerosi punti di PIL ma dobbiamo allo stesso modo essere consapevoli che nelle nostre città la musica e la cultura camminano insieme all’inclusione sociale, sono presidio nelle aree periferiche. Questo è quello che siamo, queste sono le persone che vi chiediamo da mesi a gran voce di tutelare.

Il settore contribuisce al lustro di un intero paese e lo fa lavorando, siamo un patrimonio artistico da tutelare al pari delle nostre grandi opere d’arte, e l’impegno di uno Stato a riconoscere il valore di un settore deve partire dai diritti basilari.

sicurezza lavoratori spettacolo

In questo la proposta di riforma elaborata all’interno del Forum Arte e Spettacolo, che vi è stata inviata, è una riforma di struttura, qualsiasi altra proposta che sia solo un cerotto ad alcune ingiustizie, non è una riforma. Noi chiediamo per lo spettacolo gli stessi diritti di tutti i lavoratori, con normative specifiche alle modalità di svolgimento del nostro lavoro.

C’è un tema con il quale vorrei concludere questa audizione ed è quello degli indennizzi. Siamo stati i primi a fermarci, prima ancora che ci fosse imposto per decreto, abbiamo dimostrato come settore un grande senso di responsabilità e un incredibile rispetto della gravità della situazione e delle priorità. Ci siamo impegnati per comunicare in tutti i modi, sin dalla primavera, al Governo, all’INPS, alle istituzioni, che la situazione dei lavoratori è gravissima. Chi ci ha preceduti in queste sedi ha sempre riportato il dramma di una serie di professionalità importantissime che rischiamo di perdere perché chi ad oggi ha ricevuto, dopo nove mesi di fermo, 1.800 euro non può che pensare di cambiare lavoro e questa è in tutti i modi un’eventualità da scongiurare. I mille euro previsti dal Decreto Agosto non sono ancora stati erogati; altri mille una tantum sono previsti dal Decreto Ristori e Ristori bis: un totale di 3.800 euro per un anno, per non parlare delle p.Iva che ne hanno percepiti ancora di meno.

Io vi chiedo di fare uno sforzo e immaginare come si possa vivere con 3.800 euro per un anno, perché è quello che ci state obbligando a fare. Io non so dove il meccanismo si sia inceppato, dove abbiamo fallito nel comunicare che dietro ognuno di noi ci sono famiglie, mutui da pagare, figli da mantenere esattamente come in tutti gli altri ambiti di lavoro. Per quale motivo si possa pensare che noi saremo capaci di sopravvivere con una mancetta laddove le contingenze ci impediscono di fare il nostro lavoro. Vi chiediamo di aiutarci a risolvere un problema che è prioritario da marzo, ma dopo nove mesi non vede ancora una soluzione.

Se a marzo parlavamo di priorità oggi ci troviamo costretti a parlare di un cataclisma in arrivo: se non verranno stanziati più fondi per gli indennizzi ai lavoratori e i ristori alle aziende del settore, quando la pandemia sarà finita troverete solo le macerie di quello che oggi chiamate cultura. E quello che oggi chiamate cultura non è solo un palazzo storico, non è solo un museo. Il settore culturale è eterogeneo, non avete finito di occuparvene quando avete pensato ai musei, al cinema e ai teatri. La cultura cammina sulle gambe di quelle persone che da mesi vi chiediamo di non lasciare indietro, siamo preoccupati che tutti ne saranno davvero consapevoli solo quando sarà troppo tardi e quel capitale sarà andato disperso perché abbiamo mancato l’appuntamento con la giustizia sociale, e a quell’appuntamento ci sono fior di professionisti che vi aspettano da marzo.

Dopo nove mesi, cosa gli diciamo? 

Scarica il testo degli interventi in PDF.

Scarica le proposte di riforma che il FAS ha inviato alla 7^ Commissione del Senato

Elio Giobbi di AssoArtisti è intervenuto alla conclusioen dell’audizione. Ha segnalato ai parlamentari di far parte di vari tavoli di lavoro, tra i quali il Forum Arte e Spettacolo. Tra le sue proposte ha presentato anche quelle elaborate dai membri del FAS.

Elio Giobbi, AssoArtisti

Lettera di denuncia per l’inaccettabile il rifiuto dei ricorsi per lavoratori intermittenti dello spettacolo

Il Forum Arte e Spettacolo ha sottoscritto e inviato a sua volta la lettera scritta dalla Fondazione Centro Studi Doc al Presidente e al Direttore dell’INPS per denunciare il rifiuto delle indennità ai lavoratori intermittenti dello spettacolo da parte di alcune sedi INPS. Anche numerose realtà all’interno del FAS hanno scritto all’INPS.

Scarica la lettera in PDF.

4 novembre 2020

Al Presidente INPS

PASQUALE TRIDICO

Al Direttore INPS

GABRIELLA DI MICHELE

Via Ciro il Grande, 21 – 00144 ROMA

LETTERA DI DENUNCIA PER L’INACCETTABILE RIFIUTO DI EROGAZIONE DEGLI ASSEGNI PER I LAVORATORI INTERMITTENTI DA PARTE DI ALCUNE SEDI INPS ITALIANE

Egregio Presidente, Gentile Direttrice,

Con la presente scriviamo a nome dei tanti operatori dello spettacolo che hanno aderito all’iniziativa #nessunoescluso, che ha superato le 50.000 firme, perché venga fatta chiarezza sull’erogazione ai lavoratori intermittenti dello spettacolo che hanno ridotto o cessato il lavoro a causa Covid-19.

Va premesso infatti che, nonostante la promessa del Governo di non lasciare indietro nessuno, a causa di una sorta di “corto circuito” normativo, poiché gli intermittenti dello spettacolo hanno un contratto attivo – anche se sospeso per Covid-19 – in molti non hanno avuto diritto né al bonus per disoccupati né alla cassa integrazione.

A causa di questa situazione ibrida, infatti, nonostante le previsioni del reddito di ultima istanza del DL 18/2020 e dell’art. 84 c. 8 l. b) del DL 34/2020, dopo oltre 9 mesi dalla cessazione dell’attività, sono purtroppo ancora numerosi coloro che non hanno lavoro e al contempo non hanno ottenuto il sostegno di 600 € previsto per i mesi di marzo, aprile e maggio.

Su indicazione dell’INPS stesso, dallo scorso agosto i lavoratori intermittenti dello spettacolo che non avevano ricevuto il bonus, hanno fatto richiesta di riesame per l’assegno per i bonus loro dedicati e che si trovano all’Art. 84 c. 8 lett. b) del D.L. 34/2020 con modifiche L. 77/2020 e all’art. 44 c. 2 del D.L. 18/2020 – D.I. 10 del 30/04/2020. Eppure in molti si sono visti rifiutare i bonus per i lavoratori intermittenti ricevendo la risposta che il bonus è negato proprio perché il lavoratore ha un contratto di lavoro dipendente intermittente.

Ciò è accaduto anche se la Legge 77/2020, che converte il Decreto Rilancio, all’art 84 recita:

  • comma 8 lettera b): gli intermittenti dello spettacolo accedono con i requisiti dei lavoratori art. 10, cioè 7 giornate di lavoro versate nel FPLS e meno di 35.000 euro e non solo versati come lavoratori intermittenti codi H0 o G0.
  • comma 9 lettera a): i soggetti di cui al comma 8, alla data di presentazione della domanda, non devono essere titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.
  • comma 10: Per i lavoratori intermittenti di cui al comma 8, lettera b), è corrisposta la sola indennità di cui alla medesima lettera. Ciò vuol dire che gli intermittenti non prendono il bonus in quanto lavoratori dello spettacolo (art. 10) ma in quanto intermittenti (art. 8).
  • comma 11: Non hanno diritto all’indennità di cui al comma 10 i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente o titolari di pensione alla data di entrata in vigore della presente disposizione. Questo riguarda i lavoratori del comma 10, mentre quelli del comma 8 hanno i limiti del comma 9 lettera a).

È evidente che il rifiuto dei ricorsi motivato da alcune sedi INPS basato sul fatto che il lavoratore intermittente ha un contratto di lavoro in essere rappresenta un errore inaccettabile da parte di chi non è consapevole che il contratto intermittente è un contratto di lavoro subordinato!

Chiediamo quindi che le tutte le richieste di riesame siano accettate. Nessuno deve essere lasciato indietro e a tutti coloro che hanno smesso di lavorare deve essere garantito il sostegno che il Governo ha promesso ormai da mesi.

Da ultimo si segnala che il messaggio INPS 1005 del 30 ottobre dispone che le domande di riesame vengano inoltrate “entro 20 giorni” (senza precisare da quale termine) e tra i casi di riesame non comprende i rifiuti per intermittenti dello spettacolo, impedendo alle sedi INPS di riesaminare i casi!

È fondamentale che tutte le sedi provinciali si allineino alla promessa del Governo, perché sono ancora tanti i lavoratori dello spettacolo che ancora non hanno ricevuto niente, pur avendo i requisiti di legge, e purtroppo molte sedi territoriali rispondono alle domande di riesame in modo negativo, invitandoli a fare ricorso in sede giudiziaria. Questo significa anche che se misure urgenti non saranno messe in campo, allora su richiesta stessa delle sedi territoriali INPS che invitano i lavoratori a recarsi in tribunale, i lavoratori intermittenti saranno costretti a fare una class action contro l’INPS per vedere garantiti i loro diritti.

Confidando in un riscontro positivo, porgo un distinto saluto

Chiara Chiappa
Presidente – Fondazione Centro Studi Doc

info@centrostudidoc.org

Audizione dei tecnici dello spettacolo alla Camera dei Deputati

Martedì 3 novembre la Camera dei Deputati ha invitato il Forum Arte e Spettacolo. Alberto Butturini ha raccontato le richieste dei tecnici dello spettacolo e degli altri lavoratori del settore.

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Martedì 3 novembre le Commissioni riunite VII (Cultura, Scienza e Istruzione) e XI (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati hanno continuato le audizioni in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo. L’audizione si è svolta a Montecitorio nell’Aula della Commissione Giustizia.

Solo qualche settimana fa, il 21 ottobre, si è svolta la terza indagine, alla quale ha partecipato Chiara Chiappa come referente del Forum Arte e Spettacolo. Il Forum Arte e Spettacolo è stato infatti inserito nelle indagini già in programma alla Camera a seguito della conferenza stampa del pacchetto di riforme avvenuta lo scorso 28 settembre a Bologna.

In occasione della quarta indagine conoscitiva è invece intervenuto Alberto Butturini, fonico da oltre 35 anni, chiamato a rappresentare il mondo dei tecnici dello spettacolo alla Camera.

A questo link si trova il video completo dell’audizione.

L’audizione di Alberto Butturini a nome del Forum Arte e Spettacolo e dei tecnici dello spettacolo alla Camera dei Deputati

Buongiorno a tutti, e grazie per l’opportunità.

Sono qui oggi per parlare della situazione in cui versa una categoria di lavoratori poco conosciuta e riconosciuta, i lavoratori del settore dello spettacolo e degli eventi.

Questo settore comprende tutti quei lavoratori che rendono possibile la realizzazione e la fruizione di tutto ciò che esprime cultura, arte, musica, creatività, in tutte le sue forme, dai concerti alla prosa, dall’allestimento di mostre alle fiere, dalle cerimonie olimpiche agli eventi corporate per i dipendenti di un’azienda o lanci di nuovi prodotti, dalla radio alle tv, dal balletto all’opera e potremmo continuare ancora. Ogni singola persona che concorre alla realizzazione di tutto questo, in modo esclusivo o per la maggior parte del suo operato, è da considerarsi necessariamente parte della filiera, ossia è un lavoratore del settore eventi. Lavoratori senza i quali non ne sarebbe possibile la stessa realizzazione.

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Alberto Butturini interviene alla Camera dei Deputati per i tecnici dello spettacolo e tutti i lavoratori del settore

Il settore dello spettacolo non si sarebbe trovato in una situazione di emergenza così grave se le sue carenze non fossero strutturali e in parte indipendenti dalla crisi generata dalla pandemia.

Considerando la riforma del settore una priorità, il Forum Arte e Spettacolo ha lavorato ad alcune proposte utili alla stesura dello Statuto del Lavoro nello Spettacolo e alla creazione di un sistema organizzativo semplice, trasparente, equo, rispettoso dei diritti di artisti, tecnici, e professionisti del mondo dello spettacolo e degli eventi.

Vi invitiamo a leggere la proposta integrale (a questo link), che abbiamo allegato alla documentazione e che in questa sede per motivi di tempo mi limiterò a illustrare per macro temi.

È necessario istituire un nuovo Macro-Gruppo Ateco, e Codice Apertura di Attività per enti del terzo settore che non hanno codice ateco, che racchiuda tutta la filiera ed i relativi sottogruppi, dando la possibilità ad aziende e professionisti di aprire la propria posizione IVA nel contesto corretto, quello degli eventi e dello spettacolo. Non a caso all’interno del Decreto Ristori sono stati stanziati ulteriori fondi per i codici Ateco immotivatamente esclusi in prima istanza. 

Inoltre, come abbiamo già avuto modo di dire, consideriamo indispensabile e urgente procedere con queste riforme:

  1. Istituire una posizione assicurativa e previdenziale unica,con identica contribuzione e diritti, senza diversificazione in base ai contratti di lavoro applicati. Assicurazione infortuni all’INAIL per tutti i lavoratori sia dipendenti che autonomi anche occasionali.
  1. Considerare il montante dei compensi e non solo il fattore tempo come misura delle prestazioni, con divisore di riferimento utile al calcolo delle giornate accreditabili, pari alle tariffe contrattuali per i dipendenti e per gli autonomi da definire annualmente con riferimento al minimale INPS.
  1. Possibilità per tutti i lavoratori autonomi con Partita IVA di versare autonomamente i contributi sulla propria unica posizione contributiva, per l’Italia e per l’estero, con corresponsabilità del committente.
  1. Indennità per malattia, maternità, congedi parentali, infortuni con assicurazioni INAIL e altre assenze con gli stessi requisiti per tutti i contratti e con accesso dal primo giorno di assenza. Al momento, ai lavoratori degli eventi e dello spettacolo, non è riconosciuta l’indennità di malattia in caso di positività al virus Sars Cov 2 propria o dei familiari. Una infelice contingenza che rischia di obbligare i lavoratori a non preservare la salute pubblica in assenza di tutele.
  1. È necessario, inoltre, istituire il reddito integrativo di continuità: i professionisti senza altro reddito principale o previdenza principale, al raggiungimento di 61 giornate accreditate in 24 mesi possono richiedere l’Integrazione al reddito per un numero di giornate pari a quelle accreditate nei ventiquattro mesi antecedenti alla domanda, non utilizzati per precedenti periodi di Naspi o reddito integrativo, per un numero massimo di giornate indennizzate o lavorate non superiore a 312 nell’anno di erogazione.
  1. Accesso alla pensione con annualità accreditate ogni 120 giornate di lavoro, come media e senza minimali annuali, per tutti i lavoratori a termine, a ingaggio o intermittenti (gruppo B confluisce nel gruppo A) diversi dai lavoratori subordinati a tempo indeterminato e continuativo (gruppo C), considerando nelle 120 giornate medie anche le giornate accreditate per reddito integrativo di continuità (che riduce a 60 le giornate medie per avere la pensione).
  2. Contemporaneamente, utilizzando la legge 4/2013, stiamo procedendo alla definizione e declinazione di tutte le professioni dello spettacolo e degli eventi, utilizzando per la parte formativa il sistema regionale delle qualifiche. Occorre, inoltre, completare al più presto il lavoro di descrizione dei processi lavorativi all’interno del Repertorio Nazionale delle Qualifiche per la Produzione artistica dello spettacolo.

Una parte del mio discorso di oggi sono obbligato a dedicarla a un tema che tutti vorremmo superato e che purtroppo non lo è: lo stato di emergenza in cui versano i lavoratori degli eventi e dello spettacolo, fermi da quasi un anno, con indennizzi inadeguati e senza certezze su quando potranno ricominciare a lavorare.

Se dovessi descrivere questi ultimi mesi vi racconterei una storia che parla di lavoratori altamente specializzati ai quali sono stati destinati in otto mesi 1.800 euro di bonus (non ricevuti da tutti) al contrario di quanto affermato dal ministro Franceschini, ulteriori 1.000 euro del Decreto Ferragosto non ancora erogati e, 1.000 euro UNA TANTUM, forse, previsti nel Decreto Ristori.

Spiegatemi voi come si fa a vivere con 225 euro al mese, perché io non lo so, ma è questo che ci state chiedendo di fare. Questo è un punto imprescindibile: gli indennizzi sono insufficienti per un settore che conta più di 500mila addetti ed è stato tra i primi a fermarsi e sarà l’ultimo a ripartire al pieno delle sue capacità; sono insufficienti e vengono erogati con tempi biblici, impossibili da giustificare a un lavoratore che deve potersi occupare della propria famiglia, a tutte le persone che hanno mutui da pagare, spese da affrontare e nessuna colpa per la situazione in cui versano. Come lavoratori abbiamo diritto di non vedere stracciato il patto con lo Stato – del quale siamo contribuenti – perché quello che ci raccontano i numeri degli indennizzi è che pagare le tasse ed essere onesti non conviene. Pretendiamo che l’INPS dia risposte univoche che non cambino su base territoriale, o in base all’interpretazione dei singoli funzionari, costringendo i lavoratori a un ulteriore e frustrante via crucis per vedersi riconosciuti i bonus e la NASPI. 

Volendo creare un parallelismo tra la cultura e lo sport è incomprensibile il trattamento riservato a sportivi e relativi insegnanti a cui sono stati dati sostegno ed agevolazioni anche se esentati da contributi e tasse fino a 10.000 euro. Nel guardarci intorno, rispetto ad altre realtà produttive, abbiamo la netta percezione di essere stati lasciati da soli ad affrontare questo “tsunami economico”, pur versando contributi e tasse.

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Vogliamo comunque provare a essere propositivi, portando alla vostra attenzione una serie di misure immediate che consentirebbero ai lavoratori del settore di vedere riconosciuta la propria dignità.

  1. I lavoratori dello spettacolo intermittenti devono poter accedere alla cassa integrazione speciale Covid-19 con gli stessi requisiti dei lavoratori degli altri settori. Dal d.l. 18/2020 in poi la cassa Covid-19  è stata riconosciuta ai lavoratori senza requisito di anzianità dei 90 giorni, per cui, con un solo giorno lavorato, possono accedere alla cassa integrazione. Chiediamo anche per il settore spettacolo ed eventi, e per tutti gli intermittenti, lo stesso diritto dei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato senza requisito di anzianità, in quanto lavoratori cui spettano le tutele del nostro sistema sociale ai sensi dell’art. 38 della Costituzione.
  1. Per autonomi e collaboratori, inclusi gli autonomi a partita iva a gestione separata: indennità speciale DIS-coll non inferiore alla soglia di povertà utilizzata nella legge sul RdC (Reddito di Cittadinanza).
  1. La continuazione del FIS o della cassa integrazione Covid-19 con assegno mensile non inferiore alla cifra presa come riferimento della soglia di povertà dall’ISTAT utilizzata nella legge sul RdC (Reddito di Cittadinanza) come parametro per poter richiedere il beneficio.
  1. Per lavoratori già in NASPI: continuazione dell’indennità non inferiore alla suddetta soglia di povertà, senza riduzione del 3% e sospensione dell’indennità solo per eventuali giornate di lavoro denunciate.
  2. Per gli intermittenti dello spettacolo, possibilità di accesso alla NASPI anche in continuità di rapporto lavorativo.
  1. Erogazione della formazione prevista dall’art. 88 del Decreto Rilancio – Fondo Nuove Competenze anche a lavoratori dello spettacolo con contratto a tempo determinato o intermittenti anche se privi di contratto di lavoro in essere in caso di assunzione in ditte del settore spettacolo ed eventistica con riduzione di fatturato rispetto al 2019.

Il nostro è un tipo di lavoro discontinuo per definizione e la mancanza di una normativa adeguata e certa, ha come conseguenza la proliferazione di interpretazioni del settore, spesso irragionevoli e contraddittorie. L’essere intermittenti non è una scelta di comodo del lavoratore ma un obbligo derivante dalla non programmabilità e continuità temporale del comparto produttivo in cui noi operiamo.

Ogni segnale di apertura e ascolto da parte delle istituzioni seppur tardivo è molto apprezzato.

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Chiediamo che venga istituito quanto prima un tavolo tecnico interministeriale (cultura/lavoro/economia).

Questi mesi di crisi hanno rivelato tutte le particolarità e le fragilità del settore in cui operiamo, e di cui abbiamo una conoscenza totale e approfondita, per questo motivo non siamo più disponibili a essere esclusi dai processi decisionali che influiranno sul nostro futuro e sulla qualità delle nostre vite.  Per la nostra innata predisposizione alla collaborazione e alla condivisione, mettiamo a disposizione le nostre competenze con l’unica priorità del raggiungimento di misure che siano finalmente efficaci per i lavoratori.

Per concludere, due sole parole: fate presto! Ad oggi il 30% dei professionisti ha già abbandonato il settore, stiamo velocemente perdendo personale tecnico e artistico altamente formato e specializzato.

La garanzia della tenuta dello stato e della pace sociale non può essere demandata solo all’educazione civica dei cittadini, è compito ineludibile delle istituzioni che devono farsi carico del disagio socio economico in cui il nostro paese sta piano piano scivolando.

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Lettera aperta: La Falsa Ripartenza dello Spettacolo dal Vivo

Scarica la lettera in PDF.

13 ottobre 2020

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo

DARIO FRANCESCHINI

Via del Collegio Romano, 27 – 00186 Roma

Al Ministro per Lo Sviluppo Economico 

STEFANO PATUANELLI

Via Molise, 2 – 00187 Roma

Alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali

NUNZIA CATALFO

Via Vittorio Veneto, 56 – 00187 Roma

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

ROBERTO GUALTIERI

Via XX settembre, 97 – 00187 Roma

Al Ministro della Sanità

ROBERTO SPERANZA

Lungotevere Ripa,1 – 00153 Roma

Illustri Ministri,

con la presente desideriamo condividere un documento importante e urgente sul perdurare delle gravi difficoltà del settore dello Spettacolo dal Vivo. Documento redatto e sottoscritto da numerose realtà appartenenti al Forum Arte e Spettacolo (FAS).

La data del 15 giugno ha segnato purtroppo una FALSA RIPARTENZA, dovuta alle limitazioni stringenti contenute nel DPCM del 17 maggio e tutt’ora in vigore seppure con deroghe alle Regioni che creano ancora più disparità.

Nel corso dell’estate tutti gli eventi realizzati hanno dimostrato che il settore dello Spettacolo dal vivo, grazie anche alle regole sulla sicurezza degli ultimi anni, è in grado di gestire in modo sicuro i protocolli richiesti (come ben rappresentato dal CS AGIS dell’11 ottobre u.s.) senza avere generato nessun caso di Covid e potendo contare su un pubblico responsabile e di qualità. Pertanto chiediamo la ridefinizione con normativa nazionale dei limiti delle capienze in base alla dimensione e alle caratteristiche dei luoghi e in base alla modalità di fruizione dell’evento che modifichi, mantenendo distanziamento e protocolli di sicurezza (dispositivi di protezione personale, sanificazione, tracciamento etc.), il limite delle 200 presenze al chiuso e 1000 all’aperto.  

Il settore dello Spettacolo dal Vivo, come ha dimostrato anche la manifestazione “Bauli In Piazza” tenutasi a Milano in Piazza Duomo lo scorso sabato 10 ottobre, è ancora in fase di totale emergenza e il rischio è che centinaia di migliaia di professionisti debbano cambiare mestiere.

È dunque necessario che, oltre alle auspicate modifiche del numero degli spettatori, siano prolungate le indennità e le tutele ai lavoratori del settore e attuate forme di sostegno ed incentivo alle imprese, profit e non profit, così che il grande patrimonio di Arte Cultura e Professionalità non vada irrimediabilmente perduto.

Confidando di un cortese riscontro, ringraziamo per l’attenzione.

Distinti saluti

Forum Arte e Spettacolo

coordinamento@forumartespettacolo.org

Appello per annullare il divieto ENAC di bagagli in aereo

6 luglio 2020

Alla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti

PAOLA DE MICHELI

 Piazzale di Porta Pia, 1 – 00198 Roma

Al Ministro della Sanità

ROBERTO SPERANZA
Lungotevere Ripa, 1 – 00153 Roma

Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo

DARIO FRANCESCHINI

Via del Collegio Romano, 27 – 00186 Roma

Illustri Ministri,

con la presente ci vediamo costretti a fare l’ennesimo appello per tutti i lavoratori e lavoratrici dello spettacolo, ancora una volta messi in grave difficoltà da una norma gravemente punitiva per il nostro settore, che rischia di compromettere la già travagliata, e molto ridotta, ripresa delle attività.

Lo spettacolo ha subito il blocco totale dalla fine di febbraio con migliaia di lavoratori e lavoratrici che non hanno saputo dove sbattere la testa per quattro mesi, in assenza delle tutele minime, con sostegni promessi e mai arrivati. La timida ripartenza del 15 giugno è avvenuta tra mille incertezze, con drastiche riduzioni delle capienze dei luoghi di spettacolo, tagli alle risorse, protocolli onerosi, … tutte condizioni alle quali ci atteniamo per garantire la salute nostra, degli Artisti, di tutte le Maestranze, dei Professionisti coinvolti e del Pubblico, che sostiene con tenacia il nostro lavoro.

Ora che si sta provando a ripartire il comunicato dell’ENAC, riguardante il divieto dell’uso delle cappelliere per i bagagli a mano negli aeromobili che derogano l’obbligo di distanziamento sociale, arriva come un fulmine a incenerire quel poco di speranza che si stava riaccendendo. Un divieto, per altro tutto italiano, che non trova riscontri negli altri Paesi.

L’impossibilità di portare con sé il personale  strumento di lavoro, che si tratti di una chitarra, di un violino, di una tromba o di una valigetta contenente un set di microfoni, o di un abito di scena, o qualunque cosa sia strettamente necessaria per lo svolgimento della propria professione, causa l’impossibilità di portare a termine l’impegno preso. 

Si tratta di strumenti preziosi, che non possono in alcun modo essere affidati a estranei, con il gravissimo rischio di essere smarriti o danneggiati. 

Chiediamo dunque che per i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo sia concesso, a fronte di una autocertificazione che attesti il motivo dello spostamento con l’indicazione della data e del luogo dell’ingaggio, di procedere all’imbarco dei bagagli a mano che abbiano le adeguate misure per trovare posto nelle cappelliere

Confidando in un positivo quanto celere riscontro, porgiamo un distinto saluto

Forum Arte e Spettacolo

coordinamento@forumartespettacolo.org

Appello ENAC

Lettera di sollecito all’INPS sul pagamento dei lavoratori dello spettacolo

20 giugno 2020

Al Presidente INPS

PASQUALE TRIDICO

Al Direttore INPS

GABRIELLA DI MICHELE

Via Ciro il Grande, 21 – 00144 ROMA

Egregio Presidente Pasquale Tridico,

Gentile Direttore signora Gabriella Di Michele,

vi indirizziamo la seguente lettera per denunciare una gravissima emergenza economica e sociale vissuta dai lavoratori dello spettacolo, autonomi o intermittenti, che ad oggi sono ancora senza sostegno nonostante sia stata prevista per legge l’indennità Covid-19 di 600 euro per i tre mesi di marzo, aprile e maggio.

Ad oggi gli autonomi dello spettacolo, ma non tutti, hanno ricevuto solamente un assegno per il mese di marzo, e gli intermittenti ancora non hanno ricevuto nulla! 

Da quasi quattro mesi i lavoratori intermittenti dello spettacolo non ricevono né retribuzione, né cassa integrazione, né indennità.

Eppure il Governo, con il D.L. 18/20 art. 44 e con il D.L. 34/20 art. 84 l. 8 bis e 10, ha garantito per legge di non lasciare nessuno indietro, allargando per i mesi di aprile e maggio i criteri di accesso all’indennità dei lavoratori dello spettacolo, ma ad oggi, sabato 20 giugno, la maggior parte dei lavoratori non ha ancora ricevuto alcuna indennità.

Perché questo ritardo? Chiediamo all’INPS di mantenere le promesse e provvedere immediatamente alla liquidazione delle richieste.

Non possiamo accettare che nel 2020, in piena emergenza economica e sociale, si attribuisca il ritardo a poco credibili difficoltà tecnologiche della piattaforma nei controlli di erogazione.

I lavoratori e le loro famiglie si sentono traditi, stremati da 4 mesi senza lavoro, senza nessuna certezza sui tempi per la ripresa del lavoro e senza nessun sostegno economico. A questo si aggiunge da parte dell’INPS un incredibile e colpevole silenzio sui ritardi, che denota una ingiustificabile mancanza di rispetto verso le necessità quotidiane

Chiediamo che venga immediatamente corrisposto ai lavoratori dello spettacolo, autonomi e intermittenti, e alle loro famiglie, che non possono sopportare ulteriormente la mancanza di lavoro e l’assenza di indennità, il sostegno promesso per i tre mesi di marzo, aprile e maggio 2020, e di avere quanto prima accesso a quei fondi che il Governo ha messo a loro disposizione ormai già da mesi, nel rispetto di quanto previsto all’art. 38 della nostra Costituzione.

In attesa di un riscontro positivo, porgiamo cordiali saluti

Forum Arte e Spettacolo

coordinamento@forumartespettacolo.org