Spettacolo: dal Governo solo ulteriori misure di emergenza

Fondazione Centro Studi Doc, FAS – Forum Arte e Spettacolo, ShowNet e La Musica Che Gira non vedono le misure del Decreto Sostegni bis come un evento “storico” per il mondo dello spettacolo, ma al massimo come un passo verso una riforma.

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Il comunicato sulle misure del Governo per lo spettacolo

21 maggio 2021Fondazione Centro Studi Doc, FAS – Forum Arte e Spettacolo, di cui fa parte anche Alleanza delle Cooperative Italiane, ShowNet e La Musica Che Gira prendono atto delle disposizioni per lo spettacolo inserite nel decreto sostegni, ma considerano irricevibili i grandi annunci che la definiscono come riforma epocale: per ora sono inseriti solo alcuni piccoli interventi per la disoccupazione e gli infortuni degli autonomi con Partita Iva e migliorie per gli attori, senza risolvere completamente nemmeno il diritto all’indennità di malattia. Inoltre, nel decreto si abbassa il requisito di contributi per la pensione senza interventi sul montante. Nel decreto, infine, non vi è nemmeno una previsione per i tanti lavoratori intermittenti, tecnici, musicisti o danzatori, che rimangono senza ammortizzatori.

Fondazione Centro Studi Doc, FAS – Forum Arte e Spettacolo, ShowNet e La Musica Che Gira sono certi che questa non è la riforma che il settore aspetta da tempo, ma solo un provvedimento emergenziale, in attesa di uno Statuto del Lavoro nella Cultura e Spettacolo che dovrà essere articolato, equo e garante per tutti e che pertanto richiede più visione e più coraggio.

Il settore dello spettacolo ha bisogno che le sue reali esigenze siano comprese ed elaborate, così come prospettano i disegni di legge 2039, 2090 e 2127 che sono attualmente in discussione al Senato.

Il Decreto Sostegni bis per punti

  • prevede un ulteriore bonus Covid-19 di 1.600 euro a chi ha almeno 7 giornate nel FPLS: per quanto i lavoratori dello spettacolo dovranno vivere con bonus da 600€ euro e senza avere accesso ad ammortizzatori sociali strutturati?
  • prevede una decontribuzione per le imprese del turismo ma NON dello spettacolo;
  • riconosce l’assicurazione INAIL e la disoccupazione, purché con reddito inferiore a 35.000€, ai lavoratori con Partiva IVA;
  • riconosce poi alcune concessioni SOLO agli attori dell’audiovisivo, cioè di attribuire giornate aggiuntive rispetto a quelle sul palco, ma non si riferisce in nessun punto a musicisti, tecnici o danzatori. Perché questa discriminazione?
  • riduce le giornate utili a ottenere la pensione ma non attribuisce valore alle giornate di lavoro, condannando a pensioni da fame;
  • stabilisce il requisito di 40 giorni di anzianità per avere la malattia, mentre a un impiegato basta un giorno;
  • riconosce agli insegnanti di arte la possibilità di versare contributi al FPLS solo a determinate condizioni.

Dichiarazioni sulle misure del Governo per lo spettacolo

«Leggiamo questa riforma come una ulteriore misura emergenziale in attesa di tempi migliori. Se si vuole attuare una vera rivoluzione copernicana sul mondo dei lavoratori dello spettacolo è necessario avere più coraggio e voglia di comprendere le reali esigenze di un mondo, il nostro, che non solo sta soffrendo ma che è eterogeneo nonché diviso nel porgere le rispettive istanze.»

Paolo Fresu, Forum Arte e Spettacolo

«Quella del Decreto Sostegni non è certo una riforma, ma un dito su una piaga. Il decreto concede assicurazione contro gli infortuni e disoccupazione agli autonomi, quindi è solo per loro la riforma? Alcune concessioni vengono poi riconosciute agli attori dell’audiovisivo: e per i musicisti, i tecnici, i danzatori? Perché queste discriminazioni? Rimangono ancora più gravi le lacune del settore e ormai i lavoratori stanno perdendo la speranza in una riforma vera.»

Chiara Chiappa, Fondazione Centro Studi Doc

«Ancora una volta agli intermittenti tocca l’elemosina dei 600 euro, senza fornire prospettive di tutela strutturate e che guardino al futuro del mondo del lavoro. Tutto ciò in un Paese in cui la cultura dovrebbe essere l’asse portante della società.»

Alberto Butturini, ShowNet

«Ieri il ministro Franceschini, dopo aver presentato un pacchetto di misure dedicate ai lavoratori del settore, ha parlato di giornata storica per il mondo dello spettacolo. Sarebbe stato bello potersi unire al coro di entusiasmo, ma la verità è che queste non sono le nostre richieste e di sicuro non sono le misure che correggeranno le storture emerse negli ultimi anni e divenute insostenibili dopo la pandemia. Al gruppo dei tecnici che ha lavorato a queste misure avevamo chiesto che il metodo tenesse conto di un presupposto fondamentale: il sistema non funziona e va cambiato radicalmente. Invece ci troviamo di fronte a delle misure che alleviano in misura minima i nostri problemi, senza essere in alcun modo risolutive, per non parlare della profonda ingiustizia che vede il settore più penalizzato dalla pandemia escluso dal sistema di decontribuzione, a conferma del fatto che il Governo non ci riconosce come settore produttivo.»

La Musica Che Gira

Audizione al MIC per disegno di legge per lo spettacolo

Giovedì 29 e venerdì 30 aprile il Ministero della Cultura ha audito diverse realtà del mondo dello spettacolo in merito al Disegno di legge recante delega al Governo in materia di spettacolo e disposizioni per la tutela dei lavoratori del settore. Anche il FAS – Forum Arte e Spettacolo ha partecipato con l’intervento di Federico Toso.

audizione MIC spettacolo

PRESENTAZIONE

Sono Federico Toso, lavoratore dello spettacolo, e portavoce qui del punto di vista elaborato dal Forum Arte e Spettacolo già a fine 2020.

PREMESSA

Per quanto troviamo lodevole il tentativo difficile di trovare una sintesi, anche tra posizioni profondamente differenti espresse nei DDL ad oggi depositati, riteniamo che l’elaborazione su cui ci richiedete oggi il parere anche per questo motivo manchi, per ora, di una visione precisa.

Prima di affrontare i singoli punti mi preme però riportare che, a distanza di più di un anno dall’inizio di questa crisi pandemica, consideriamo mortificante, come lavoratori dello spettacolo, ritrovare ancora l’originario fraintendimento della natura del nostro lavoro. Non basta scrivere “natura discontinua”, se poi le soluzioni proposte continuano a regolare il nostro lavoro come se tra uno spettacolo e un altro fossimo inoccupati in cerca di lavoro.

Chiediamo dunque coerenza e coraggio alla proposta per vedere finalmente riconosciuti quei diritti che richiediamo in quanto cittadini e lavoratori, non in quanto categoria privilegiata.

PRINCIPI

Siamo convinti che debba guidare la vostra attività legiferante sul nostro settore il principio, che purtroppo non emerge nella vostra proposta, che discontinuità non è inoccupazione. Non legate la misura alla verifica di una diminuzione di reddito né condizionatela a una formazione obbligatoria. Noi lavoriamo, ci prepariamo, ci alleniamo e ci formiamo di continuo, anche quando non si vede. Questa riforma dovrebbe puntare proprio a rendere visibile l’invisibile.

PUNTI SPECIFICI

La misura, se chiamata Sostegno Temporaneo è impropria sia per quello che riguarda il sostantivo (non si tratta di un sostegno legato alla diminuzione del reddito, ma di un’integrazione), sia per quello che riguarda l’attributo: perché dovrebbe essere temporanea, visto che la discontinuità è elemento fondante e permanente della natura del lavoro artistico? Vi invitiamo dunque a una migliore definizione della misura.

Manca una definizione precisa di artista, di professione artistica, di spettacolo dal vivo e di settore creativo.

Va scritto chiaramente che serve un’unica posizione previdenziale, a prescindere dal rapporto di lavoro o dalla natura del committente, con identica contribuzione e diritti, senza diversificazione in base ai contratti di lavoro applicati.

I contributi derivanti dalle giornate di integrazione del reddito devono produrre contributi effettivi, non figurativi. Solo così, e non abbassando la soglia delle giornate contributive, sarà possibile riconoscere, stante il calcolo previdenziale di tipo contributivo, pensioni dignitose, senza discriminazioni rispetto ad altri lavoratori.

Per la disciplina delle prestazioni occasionali si rimanda al disegno di legge 2039 (art. 11) che introduce il contratto di prestazione occasionale di lavoro nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative, inteso come il contratto mediante il quale un utilizzatore NON DEL SETTORE SPETTACOLO  acquisisce prestazioni di lavoro solo se sono di carattere davvero occasionale: Se , per ora,blindato correttamente, nell’ambito di applicazione, per evitare abusi o diminuzione di tutele laddove già esistenti, può essere uno strumento dirimente per l’emersione e regolarizzazione di un’importante altra fetta di contribuzione.

Lo sportello, così come descritto, senza limiti per l’utilizzo, sembra istituire un LAVORO A SPORTELLO, lesivo dei diritti, della storia, della professionalità, delle capacità, della carriera, in quanto per ora carente di elementi che ne impediscano l’abuso. Non è contingentato, definisce le imprese solo in relazione all’attività principale, non semplifica la burocrazia perché mantiene ancora un certificato di agibilità anche per privati, non specifica che i contributi devono andare tutti al FPLS. Sarebbe necessaria una scelta più coraggiosa verso una piattaforma informatica che, in linea con le raccomandazioni europee, sia in grado di gestire tutte le pratiche per organizzazione di eventi, producendo di contempo una mappatura reale e dinamica dei luoghi, dei lavoratori e degli eventi, sia di quelli di sistema che di quelli temporanei o estemporanei.

In questo solco il registro, di cui si parla nella vostra proposta, verrebbe superato dalla piattaforma stessa, il cui aggiornamento sarebbe davvero costante e progressivo.

Chiediamo infine di prevedere un sistema di incentivi per le imprese del settore, che vada oltre il dispositivo del FUS e che sia realmente legato alla partecipazione e al gradimento del pubblico, restituendo “potere attivo” (quel che si chiama empowerment) al pubblico, inteso come le persone. Questo effetto, potrebbe essere raggiunto introducendo una sorta di live credit che le imprese possano reinvestire nello spettacolo dal vivo.

RIFERIMENTI

Tutti questi punti sono ben espressi nei due disegni di legge

Disegno di legge 2039 Orfini e Verducci

Disegno di legge 2127 Nencini, Cangini, De Lucia, Laniece, Rampi, Saponara e Sbrollini

Vi invitiamo di tutto cuore ad accogliere e a realizzare la visione coraggiosa di questi due disegni, che già accolgono le indicazioni che il settore ha elaborato in questo anno difficile che è già costato troppo sia economicamente che in termini di dispersione delle competenze.

Grazie

Confronto tra due proposte di riforma dello spettacolo a Equologica

Sabato 12 dicembre alle ore 11.30 appuntamento con “Un nuovo statuto per i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo”. Un incontro organizzato nel quadro di Equologica.

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In programma per il Tavolo 42 il confronto tra due proposte di riforma del settore spettacolo che introducono lo statuto sociale per il lavoro nello spettacolo.

A confronto ci saranno, da un lato, il disegno di legge Camera da Chiara Gribaudo e Alessandra Carbonaro e il disegno di legge depositato alla Camera e al Senato da Matteo Orfini e Francesco Verducci.

Emanuela Bizi, segretaria nazionale presentata della Slc-Cgil Nazionale, interverrà sulla prima proposta.

Chiara Chiappa, referente del tavolo riforme del e quella del Forum Arte e Spettacolo e già presidente della Fondazione Centro Studi Doc, presenterà la seconda proposta.

A moderare l’incontro saranno Matteo Lepore, Assessore alla Cultura di Bologna, ed Elisabetta Piccolotti di Sinistra Italiana.

Per chi volesse prendere la parola, ci si può registrare a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-tavolo-42-un-nuovo-statuto-per-i-lavoratori-e-le-lavoratrici-dello-spetta-131846978863?fbclid=IwAR32YW6yd3QlVFJXaS-MPXAc1rMW3omGjViRHJOVGgZ4w9u2LtQ8ZURrXUI

Per assistere alla diretta dell’incontro invece sarà sufficiente recarsi sul sito: www.equologica.com.

PDL sullo Statuto sociale dei lavori nello spettacolo

Mercoledì 9 dicembre è stato depositato in contemporanea alla Camera e al Senato il disegno di legge “Statuto sociale dei lavori nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative”. I primi firmatari sono rispettivamente Matteo Orfini e Francesco Verducci. I due onorevoli avevano partecipato alla conferenza stampa lo scorso 28 settembre.

La proposta di legge è ispirata alle proposte di riforma del Forum Arte e Spettacolo e rappresenta il primo passo della trasformazione in disegni di legge anche delle atre due parti della proposta, quelle che riguardano le imprese e gli incentivi per il settore.

Il testo della proposta di legge:

PROPOSTA DI LEGGE

STATUTO SOCIALE DEI LAVORI NEL SETTORE CREATIVO, DELLO SPETTACOLO E DELLE ARTI PERFORMATIVE

Relazione

ONOREVOLI DEPUTATI!

ONOREVOLI SENATORI!

Un progetto di riforma del sistema di tutela previdenziale e sociale per i lavoratori del settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative non può prescindere da questioni fondamentali e specifiche oggetto di dibattito nazionale ed europeo da oltre due decenni. Un dibattito che è stato accompagnato da studi, ricerche, proposte di risoluzione del Parlamento europeo, programmi specifici di intervento per il settore culturale e creativo dell’Unione.

Nel 2010 il Libro Verde dell’Unione Europea – Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare – definiva industrie culturali quelle “… che producono e distribuiscono beni o servizi che, quando vengono concepiti, sono considerati possedere un carattere, un uso o uno scopo specifici che incorporano o trasmettono espressioni culturali”.

Nel 2016il Parlamento europeo nella Relazione su una politica dell’UE coerente per le industrie culturali e creative (2016/2072(INI)), rimarca nelle considerazioni, tra l’altro, che le industrie culturali e creative impiegano oltre 12 milioni di lavoratori generando circa 509 miliardi di euro di valore aggiunto per il PIL (il 5,3% del valore totale UE) e che la flessibilità e la mobilità sono indissociabili, nel contesto di riferimento, dall’attività artistica professionale. Per questa ragione è importante che “la natura imprevedibile e talvolta precaria della professione di artista sia compensata dalla garanzia di un’autentica protezione sociale”

Nello stesso documento di seduta del Parlamento europeo, a proposito delle condizioni del lavoro nel settore creativo, si sottolinea che le “le forme di lavoro atipico (contratti a tempo parziale e a tempo determinato, lavoro temporaneo e lavoro autonomo economicamente dipendente) sono diffuse tra i lavoratori delle industrie culturali e creative, in particolare nel settore dei media e della cultura;” e si invitano gli Stati membri  “a sviluppare o attuare un quadro normativo e istituzionale per la creazione artistica adottando o applicando una serie di provvedimenti coerenti ed esaustivi in materia di contratti, strumenti di rappresentazione collettiva, previdenza sociale, assicurazione malattia, tassazione diretta e indiretta e conformità alle norme europee, nell’ottica di migliorare la mobilità degli artisti in tutta l’UE“;

Il percorso dell’Unione Europea sull’individuazione del campo dell’azione pubblica per lo sviluppo del settore creativo si evolve e si modifica, ampliandosi e aprendosi all’interconnessione tra cultura, creatività, arti e crescita di una filiera produttiva e industriale diretta, connessa e interdipendente. Nel maggio 2018, La Commissione Europea nella comunicazione al Parlamento, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni – Una nuova agenda europea per la culturaafferma, tra l’altro:

“La cultura, le arti, la creatività e le industrie creative sono interdipendenti. La combinazione di conoscenze e competenze specifiche dei settori creativi e della cultura con quelle di altri settori, fra cui le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il turismo, l’attività produttiva, i servizi e il settore pubblico, favorisce la generazione di soluzioni innovative”.

E ancora:

Industrie creative e della cultura. Per trasformare le opportunità in crescita e posti di lavoro, le imprese e i professionisti creativi e della cultura necessitano di condizioni quadro favorevoli: un contesto normativo che ricompensi la creazione, un accesso migliore ai finanziamenti, opportunità per crescere e internazionalizzarsi e un’offerta di competenze specifiche”. […] “Adattare il quadro normativo per fornire copertura e protezione sociale a lavoratori intermittenti e sempre più mobili rappresenta una sfida politica cruciale. Un’equa remunerazione di autori e creatori è un altro obiettivo che la Commissione sta perseguendo nella strategia per il mercato unico digitale”.

Affermando questi principi di interdipendenza, l’Unione europea richiama costantemente gli Stati membri alla necessità di creare i presupposti normativi e istituzionali e le infrastrutture materiali e immateriali, per la messa a sistema della struttura produttiva della creatività, della cultura, dell’arte e delle espressioni e dei linguaggi artistici, facilitandone lo sviluppo e la crescita anche in termini di filiera produttiva e industriale e considerando l’esigenza di riequilibrare la distribuzione della ricchezza tra gli attori della produzione culturale, creativa e artistica.

L’azione pubblica per il sostegno e lo sviluppo e per migliorare la regolazione dei rapporti economici interni al settore deve muovere quindi dalla consapevolezze che il comparto creativo, culturale e artistico costituisce un insieme fatto di fasi produttive differenti ma interdipendenti: in questa logica di processo, il lavoro è un fattore centrale di un sistema produttivo e di una filiera industriale complessi, articolati ed interconnessi, con caratteristiche proprie e specifiche per i modi, i tempi e i contesti di sperimentazione, progettazione, realizzazione, diffusione, accesso e fruizione di beni, prodotti e servizi. La creatività, la cultura e l’arte, inoltre, sono indispensabili all’innovazione anche in settori economici che, pur non essendo direttamente coinvolti nella produzione culturale e creativa, se ne alimentano e se ne avvalgono per assicurarsi la competitività delle proprie produzioni.

La centralità del lavoro richiede un sistema organico di tutela previdenziale e sociale dei lavoratori del settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative realizzato attraverso un assetto e strumenti specifici di welfare che permettano, come premessa e condizione indispensabile, di proteggere quella che in altri settori di attività costituisce un’eccezione, ma che in questo ambito è invece una condizione caratteristica di lavoro, cioè la discontinuità e la differenziazione dei contratti o degli ingaggi con i quali è richiesta la prestazione lavorativa o professionale.

Il quadro normativo italiano di riferimento del sistema di tutela previdenziale dei lavoratori dello spettacolo è dato principalmente dal Decreto Legislativo C.p.S. n. 708 del 1947.

Le integrazioni e le modificazioni intervenute successivamente su questa disciplina di riferimento non hanno prodotto miglioramenti sostanziali delle tutele assicurative per i lavoratori dello spettacolo. Infatti, di fronte a un settore in continua evoluzione, la cui struttura produttiva è difforme da quella di altri ambiti di attività, e all’evidenza delle specificità del lavoro nello spettacolo, non vi sono state finora azioni di riforma organica, ma si è intervenuti, di volta in volta, con provvedimenti di deroga o di correzione alle legislazioni generali.

Si deve sottolineare poi che nel 1997, con il decreto legislativo 182, vengono tra l’altro modificati, innalzandoli, i requisiti contributivi necessari per l’accesso alle pensioni anche per i lavoratori iscritti all’ENPALS: ciò avviene in attuazione della delega al Governo ex legge 335/1995 sulla riforma del sistema pensionistico e complementare e questo intervento produrrà l’effetto di rendere decisamente più difficile maturare i requisiti prescritti dalle norme per i lavoratori dello spettacolo.

Inoltre, gli interventi normativi che si sono succeduti nel tempo non hanno creato i presupposti per un allargamento della platea dei soggetti assicurati nel Fondo Pensioni dei Lavoratori dello Spettacolo per consentire l’accesso alle tutele per quei lavori e professionalità che accompagnano l’espansione della filiera creativa, culturale e artistica e in ragione dell’evoluzione delle professioni e della comparsa di nuove competenze e modalità di lavoro connesse anche all’innovazione e alle nuove tecnologie di produzione, distribuzione, diffusione, accesso e fruizione ai prodotti, ai beni e ai servizi.

Nella Relazione redatta dall’INPS in occasione della audizione del 30 aprile 2019 presso la VII Commissione cultura, scienza e istruzione e la XI Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, in sede di indagine conoscitiva in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo, citando i dati di Infocamere e Fondazione Symbola raccolti nella ricerca “Io sono cultura – 2018, L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi. –  Quaderni di Symbola” sul valore aggiunto del sistema culturale e creativo in Italia, si evidenzia, tra l’altro, che i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato iscritti al F.P.L.S. rappresentano poco meno del 30% del totale; mentre i lavoratori a tempo determinato rappresentano il 50% e i rapporti di lavoro autonomo il restante 20%.

Come accennato in precedenza, il Decreto legislativo 182 del 1997 ha innalzato i requisiti contributivi IVS per i lavoratori dello spettacolo, prevedendo il passaggio da 60 a 120 contributi giornalieri da versare ogni anno per i lavoratori a tempo determinato e per i lavoratori autonomi. Rendendo più difficoltoso il raggiungimento dei requisiti richiesti per il diritto alla pensione da parte di questi lavoratori, l’effetto dell’intervento è stato anche che il Fondo di previdenza ex ENPALS registra ogni anno un avanzo della gestione che ha assunto nel tempo un carattere strutturale. Il Presidente dell’INPS Tridico, nella audizione che si è svolta il 27 ottobre 2020 presso la VII Commissione del Senato, ha confermato un avanzo patrimoniale della gestione speciale del FPLS al 31 dicembre 2019 di 5,4 miliardi di euro.

La persistenza di questo significativo avanzo della gestione del F.P.L.S. negli anni seguiti all’attuazione della riforma dettata del Dlgs 182/97 deve quindi indurre il Legislatore a considerare anche la necessità di stabilire norme che consentano una redistribuzione sufficiente ed efficace della ricchezza prodotta dal settore creativo e delle arti performative in termini di welfare strutturale.

La discontinuità del lavoro nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative rappresenta dunque un dato strutturale che richiede uno strumento specifico di salvaguardia del tempo che questi lavoratori dedicano allo studio, alla ricerca, alla preparazione, alla ideazione, all’aggiornamento professionale costante e continuo, perché quel tempo costituisce il presupposto indispensabile ed è parte integrante di quello di effettivo di lavoro.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, la presente proposta di legge istituisce l’Indennità di Discontinuità, strumento di tutela specifica dei lavoratori iscritti in via esclusiva nel F.P.L.S. e il cui reddito prevalente derivi da una delle attività lavorative e professionali previste dalla stessa  proposta di legge. Questo strumento di tutela, oltre al sostegno economico della discontinuità prevede l’accreditamento dei contributi figurativi ai fini dell’IVS e perciò permetterà tra l’altro di migliorare la situazione che si è creata dopo la riforma della previdenza del 1997. Inoltre, si stabilisce la modifica dell’attuale sistema di calcolo della contribuzione previdenziale accreditabile nel F.P.L.S., adottando un meccanismo che tiene conto sia della durata delle prestazioni lavorative e professionali che delle retribuzioni percepite e rendendo così possibile l’accreditamento figurativo anche per le giornate dedicate dai lavoratori alla propria preparazione. Si modifica inoltre la ripartizione in Gruppi delle categorie professionali iscritte nel F.P.L.S.: tali Gruppi passano da tre a due.

Sulla base di queste premesse, la presente proposta di legge stabilisce:

all’articolo 1, l’oggetto e l’ambito di applicazione della legge, che intendono ricomprendere nel  settore creativo, culturale e delle arti performative tutte le loro diverse accezioni, articolazioni e fasi che formano e conducono – in un’ottica di filiera e di interdipendenza dai processi artistici, culturali e creativi – alla creazione, alla progettazione, alla realizzazione, alla produzione, alla messa in scena, all’allestimento, alla diffusione, all’accesso e alla fruizione di beni, prodotti e servizi.

Si tratta di un ambito di applicazione disegnato in base all’obiettivo di stabilire una disciplina di settore inclusiva rispetto ad ogni suo possibile sviluppo ed evoluzione e che sia quindi aperta e accessibile per nuove professioni, competenze e lavori che non sono definibili ex ante per legge, in considerazione del fatto che i linguaggi, le espressioni, le forme dell’arte, della cultura e della creatività costituiscono per loro stessa natura un motore e un fattore di innovazione, anche con riferimento all’uso delle tecnologie e delle loro applicazioni.

all’articolo 2, che il contratto di lavoro nel settore creativo e delle arti performative può essere qualificato come subordinato o autonomo e che, limitatamente al settore oggetto della proposta di legge, la discontinuità dei contratti di lavoro costituisce un’eccezione, e pertanto è oggetto di tutela specifica, rispetto alla disciplina generale dei contratti di lavoro a tempo determinato. Tale eccezione è dunque resa possibile dal riconoscimento in legge della discontinuità come elemento distintivo delle modalità e dei tempi delle prestazioni richieste ai lavoratori e ai professionisti che appartengono al settore creativo e delle arti performative e dalle norme specifiche di tutela e di sostegno economico dei tempi di non lavoro stabilite dalla stessa proposta di legge.

Raccogliendo gli orientamenti della giurisprudenza in materia, si stabilisce, inoltre, che la subordinazione del rapporto di lavoro è determinata dalle effettive modalità di esecuzione della prestazione lavorativa e pertanto il rapporto di lavoro è comunque qualificato come subordinato quando la prestazione del lavoratore si svolge o si realizza con la sua partecipazione o integrazione nell’ambito di un sistema organizzato, interdipendente, vincolante del lavoro creativo, artistico, tecnico, amministrativo, gestionale.

Con l’obiettivo di assicurare ai lavoratori e ai professionisti del settore il rispetto di diritti essenziali nei contratti di lavoro, inoltre, sono previsti gli elementi imprescindibili da indicare esplicitamente nei contratti. Restano ferme le previsioni ulteriori o più favorevoli dettate dai Contratti Collettivi Nazionali di lavoro di riferimento per il settore creativo e delle arti performative;

all’articolo 3, le tutele previdenziali e sociali riconosciute ai lavoratori e ai professionisti del settore creativo e delle arti performative in virtù della loro iscrizione nel F.P.L.S.. Ai lavoratori e ai professionisti del settore, subordinati e autonomi, sono garantite tutte le tutele previste dalla proposta di legge, indipendentemente dalla attività economica del datore di lavoro o committente, in quanto sono iscritti alla gestione speciale del Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo. L’obbligo di iscrizione dei lavoratori e dei professionisti al F.P.L.S. discende dallo svolgimento di una delle attività stabilite dal campo di applicazione definito dalla stessa proposta di legge.

all’articolo 4, le modifiche dell’articolo 2 del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 182, necessarie per definire la nuova ripartizione delle categorie professionali in due soli Gruppi e per migliorare le modalità di calcolo dei contributi previdenziali accreditabili nel F.P.L.S. a favore dei lavoratori e dei professionisti del settore.

Con le modificazioni proposte al Dlgs 182/1997 si prevede che:

al Gruppo A) appartengono i lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, con contratto di lavoro intermittente di cui agli articoli da 13 a 18 del Decreto Legislativo 81/2015 o con contratto di lavoro autonomo per la prestazione di attività creativa, artistica, tecnica, amministrativa, gestionale direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di opere, prodotti, beni e servizi nel settore creativo e delle arti performative;    

al Gruppo B), appartengono i lavoratori che prestano le stesse attività previste per il Gruppo A) con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Per i lavoratori appartenenti al Gruppo A) il requisito annuale di contribuzione richiesto per il diritto alle prestazioni pensionistiche è di 120 contributi giornalieri, mentre per i lavoratori del Gruppo B) è di 312 contributi giornalieri.

Con l’introduzione del comma 2.bis, nell’articolo 2 del Decreto legislativo 182/1997 si modificano i criteri per il calcolo delle giornate di contribuzione accreditabili nel Fondo di previdenza per i lavoratori appartengono al Gruppo A).

Il meccanismo introdotto consente di tenere conto non solo del tempo effettivo delle prestazioni di lavoro, ma anche delle retribuzioni percepite per ciascuna prestazione e rende possibile riconoscere ai lavoratori, oltre al tempo effettivo di lavoro, quello dedicato allo studio e alla preparazione professionale e delle performance.

Pertanto, le retribuzioni che eccedono il doppio del minimale contributivo giornaliero stabilito annualmente dall’INPS a norma della legislazione vigente in materia, consentono l’accreditamento figurativo di numero massimo di sei giornate per ciascuna prestazione lavorativa di riferimento;

all’articolo 5, l’istituzione dell’Indennità di Discontinuità, strumento specifico di tutela per i lavoratori del settore creativo e delle arti performative che ha l’obiettivo di riconoscere e dunque di salvaguardare i tempi di non lavoro in quanto parte integrante della vita lavorativa e professionale dei lavoratori del settore. La sua erogazione comporta anche l’accreditamento figurativo dei contributi utili per maturare il diritto alla pensione.

Il nuovo istituto di tutela è riservato ai lavoratori iscritti in via esclusiva al F.P.L.S. e il cui reddito prevalente derivi dallo svolgimento di attività nel settore creativo e delle arti performative.

L’accesso all’indennità è consentito ai lavoratori che hanno raggiunto 51 giornate di versamenti nel F.LP.S. nei 12 mesi precedenti la loro richiesta. I lavoratori hanno diritto a un’indennità giornaliera che è calcolata sulla media delle retribuzioni percepite nei 24 mesi che precedono la domanda di indennità. L’importo dell’indennità si incrementa proporzionalmente alle giornate lavorate, passando dall’80% delle retribuzioni medie con 51 giornate di versamenti, all’85% con 80 o più giornate di versamenti.

Ai fini del raggiungimento delle 51 giornate necessarie per richiedere l’indennità, i lavoratori autonomi potranno contare, inoltre, su un moltiplicatore e pertanto per ogni giornata di versamento dei contributi nel F.P.L.S., ne sono riconosciute 3 di contribuzione figurativa.

L’indennità di discontinuità è riconosciuta per un numero di giornate equivalente a quelle accreditate nel F.P.L.S. nei 12 mesi precedenti la domanda di accesso all’indennità medesima. Il numero massimo di giornate accreditabili nel F.P.L.S., comprensivo delle giornate di indennità di discontinuità, è di 312.

L’entità dell’indennità giornaliera di discontinuità non può in ogni caso essere superiore a 2 volte l’importo del minimale contributivo stabilito annualmente dall’INPS ai sensi dell’art.1, comma 1, del decreto-legge 338/1989, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, e dell’art. 7, comma 1, del decreto-legge 463/1983, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n. 638;

L’indennità di discontinuità è erogata anche in costanza di rapporto di lavoro sia per i lavoratori assunti a tempo determinato che per quelli assunti con contratto di lavoro intermittente ex artt.  da 13 a 18 del DLgs 81/2015.

L’indennità di discontinuità non è cumulabile con le indennità di malattia, maternità, disoccupazione o infortunio, ma, in caso di coincidenza di periodi diversamente tutelati, viene riconosciuto al lavoratore il trattamento più favorevole.

Gli oneri derivanti dall’istituzione dell’indennità di discontinuità sono finanziati dal contributo   specifico ad essa destinato e stabilito nell’aliquota dell’1,01 percento calcolata sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, nonché da un contributo di solidarietà dello 0,50 percento posto a carico dei lavoratori sulla retribuzione o i compensi eccedenti il massimale contributivo per gli iscritti al F.P.L.S. stabilito annualmente ai sensi dell’art. 2, comma 18, della legge Legge 8 agosto 1995, n. 335.

Viene soppresso il pagamento del contributo aggiuntivo NASPIdell’1,41% sui contratti a tempo determinato per i lavoratori iscritti al F.P.L.S.

all’articolo 6, le lavoratrici e i lavoratori iscritti nel F.P.L.S., subordinati e autonomi, accedono alle tutele stabilite dal Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53.” di cui al  Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

Pertanto, il trattamento economico e normativo è quello stabilito agli articoli 22 e 23 dello stesso Testo unico e alle lavoratrici e ai lavoratori intermittenti di cui agli articoli da 13 a 18 del DLgs 81/2015 si applicano le norme previste per le indennità economiche spettanti in caso di contratto di lavoro a tempo determinato.

all’articolo 7, è tutelata la malattia con l’erogazione della relativa indennità. I lavoratori iscritti nel F.P.L.S. hanno diritto alla percezione dell’indennità di malattia che viene loro riconosciuta con i requisiti, i criteri e le modalità stabiliti per gli impiegati del settore terziario e servizi. Tale indennità malattia spetta per tutte le giornate coperte da idonea certificazione a partire dal giorno in cui si verifica l’evento morboso e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché l’evento morboso abbia inizio entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato o dalla sospensione o interruzione del rapporto per i lavoratori autonomi o a tempo determinato.

Il contributo di finanziamento delle prestazioni di malattia è stabilito, sia per i lavoratori subordinati che per quelli autonomi iscritti nel F.P.L.S., nell’aliquota dell’1,28%;

all’articolo 8, i lavoratori subordinati del settore creativo e delle arti performative iscritti nel F.P.L.S. sono assicurati contro la disoccupazione involontaria in applicazione della disciplina stabilita in materia dal Decreto legislativo 22/2015 sulla Nuova Prestazione si Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI). L’indennità NASpI non è cumulabile con l’indennità di discontinuità;

all’articolo 9, i lavoratori iscritti nel F.P.L.S., subordinati e autonomi, sono assicurati contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali presso l’INAIL. Al fine di semplificare le procedure relative alla redazione delle denunce di iscrizione e per evitare ulteriori oneri a carico dei datori di lavoro e dei committenti, gli obblighi da espletare nei confronti dell’INAIL sono svolti unitamente alla certificazione di agibilità richiesta ai sensi degli articoli 6, 9 e 10 del DLgs C.p.S. 708/1947. Si stabilisce inoltre che l’INPS e l’INAIL provvedano con apposita convenzione a definire le modalità e i termini della redazione delle denunce obbligatorie, della trasmissione e della condivisione dei dati tra i due istituti, della esazione dei premi di assicurazione; della trasmissione delle denunce di infortunio e malattia professionale e dell’erogazione delle relative prestazioni economiche;

all’articolo 10, i lavoratori autonomi hanno la facoltà di richiedere autonomamente il certificato di agibilità previsto dagli articoli 6, 9 e 10 del DLgs C.p.S. 708/1947. Questa facoltà permette ai lavoratori autonomi di procedere direttamente al pagamento degli oneri contribuzione e assicurazione obbligatori, ferme restando le quote di questi oneri che devono restare a carico dei committenti. Il lavoratore potrà pertanto applicare la rivalsa per le quote di contribuzione a carico del committente il quale, tra l’altro, è comunque responsabile in solido del pagamento degli stessi nei confronti degli istituti di previdenza e di assicurazione.

all’articolo 11, il lavoro prestato in via esclusivamente occasionale e di entità molto piccole può essere regolato con contratti di prestazione occasionale che, prevedendo procedure semplificate di dichiarazione nei confronti dell’INPS, consentono di regolare questi rapporti di lavoro nel rispetto delle norme sulla previdenza e l’assicurazione contro gli infortuni e del diritto ad una equa remunerazione del lavoro.

Il contratto di lavoro occasionale è utilizzabile esclusivamente e limitatamente ai casi in cui l’entità complessiva annua dei compensi non sia superiore a 2.500 euro. Tra lo stesso committente e lo stesso lavoratore non si possono, inoltre, comunque superare le cinque prestazioni nello stesso anno. Nel caso in cui tali limiti siano superati il contratto di lavoro occasionale è trasformato in un contratto di lavoro subordinato o autonomo, secondo i criteri di individuazione stabiliti in materia dalla presente proposta di legge.

Per i giovani fino a 18 anni e gli studenti fino a 25 anni gli oneri contributivi da pagare da parte del committente sono ridotti del 50%.

PROPOSTA DI LEGGE

“STATUTO SOCIALE DEI LAVORI NEL SETTORE CREATIVO, DELLO SPETTACOLO E DELLE ARTI PERFORMATIVE”

ARTICOLO 1

(Oggetto e individuazione dell’ambito di applicazione)

1. Il settore creativo ricomprende le attività che hanno per oggetto le opere, i prodotti, i beni e i servizi, indipendentemente dal loro carattere materiale o immateriale, che sono il frutto di processi artistici, culturali o creativi.

2. La filiera produttiva del settore creativo ricomprende le attività riguardanti o connesse alle fasi di creazione, progettazioneproduzione, realizzazione, messa in scena, allestimento tecnico, distribuzione, diffusione, promozione, divulgazione di opere, prodotti, beni e servizi frutto o che includono e si avvalgono di processi artistici, culturali e creativi.

3. Sono ricomprese nel settore creativo le arti performative con riferimento, in particolare, al teatro, alla musica dal vivo, alla danza, al balletto, alle attività circensi e alle altre forme, espressioni o linguaggi artistici, culturali e creativi che si realizzano attraverso la messa in scena di uno spettacolo alla presenza di pubblico appositamente convenuto o comunque accessibile e fruibile da un pubblico più ampio attraverso la tecnologia.

4. Sono altresì ricomprese nel settore creativo le attività, anche qualora siano compiute nell’ambito di un’organizzazione aziendale, imprenditoriale e industriale, che hanno per oggetto la creazione,  la progettazione, la produzione, la realizzazione, l’allestimento tecnico,la distribuzione, la diffusione, la promozione, lo studio e la ricerca, la divulgazione e l’utilizzazionedi opere, prodotti, beni e servizi artistici, culturali e creativi, indipendentemente dal loro carattere materiale o immateriale e dalle modalità, dalle tecnologie, dalle piattaforme tecnologiche, ivi compresi il digitale e la multimedialità, di realizzazione, produzione, diffusione, distribuzione, accesso, fruizione da parte del pubblico, quali, in particolare, il cinema, l’audiovisivo, la musica, l’editoria, i servizi media audiovisivi e radiofonici, i videogiochi, l’insegnamento delle discipline artistiche e delle discipline comunque connesse allo spettacolo e alle arti performative.

ARTICOLO 2

(Contratti di lavoro nel settore creativo e delle arti performative)

  1. Nel settore creativo e delle arti performative il contratto di lavoro tra una persona fisica, giuridica o altro ente e i lavoratori o professionisti del settore, come di seguito individuati dalla presente legge, può essere qualificato come subordinato o come autonomo. Nel settore creativo e delle arti performative la discontinuità della prestazione lavorativa, che comporta la possibilità di apporre un termine nel contratto di lavoro, non costituisce un elemento di atipicità del contratto di lavoro medesimo, bensì è riconosciuta come una delle condizioni distintive dello svolgimento e della realizzazione della prestazione richiesta al lavoratore. I tempi di non lavoro dei lavoratori e dei professionisti del settore creativo e delle arti performative sono pertanto oggetto di specifica tutela previdenziale e sociale ai sensi delle norme stabilite dalla presente legge. Ai contratti di lavoro intermittente di cui agli articoli da 13 a 18 del Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 e ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati nel settore creativo e delle arti performative con i lavoratori e i professionisti del settore, come di seguito individuati dalla presente legge, non si applica la disciplina di cui agli articoli 19, 21, 22 e 23 del suddetto DLgs 81/2015.

2. Indipendentemente dalla tipologia negoziale del contratto di lavoro concordata dalle parti e dal grado di autonomia ascritto al lavoratore per lo svolgimento delle proprie attività o compiti, nel settore creativo e delle arti performative il contratto di lavoro è comunque subordinato, applicandosi pertanto la relativa disciplina, quando la prestazione del lavoratore si svolge o si realizza con la sua partecipazione o integrazione nell’ambito di un sistema organizzato, interdipendente, vincolante del lavoro creativo, artistico, tecnico, amministrativo, gestionale, prestato dal lavoratore per il fine di realizzare opere, prodotti, beni, servizi, nonché le altre attività previste dall’Articolo 1.

3. Il contratto di lavoro stipulato dalle parti è qualificato come autonomo quando la prestazione creativa, artistica, tecnica, amministrativa, gestionale del lavoratore, per la realizzazione di opere, prodotti, beni, servizi, nonché delle altre attività previste dall’Articolo 1, si svolge o si compie senza i vincoli di partecipazione o di integrazione del lavoratore stesso in un sistema interdipendente e vincolante del lavoro organizzato da parte di soggetti terzi con le modalità e nei termini previsti dal comma 2.

4. Il contratto di lavoro nel settore creativo e delle arti performative ha in ogni caso forma scritta.

5. Il contratto di lavoro stipulato dalle parti deve sempre contenere indicazioni esplicite sui seguenti elementi:

a) qualificazione subordinata o autonoma del contratto di lavoro stipulato dalle parti, ai sensi di quanto stabilito in materia dalla presente legge;

b) oggetto o contenuto della prestazione lavorativa o professionale;

c) tempi e modalità dello svolgimento o della realizzazione dei compiti, delle mansioni, delle funzioni, delle professionalità o della prestazione d’opera richieste al lavoratore;

d) compenso o retribuzione spettanti per i compiti, le mansioni, le funzioni, le professionalità o la prestazione richieste al lavoratore, nonché i tempi di pagamento;

e) salvo il caso di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, l’indicazione della durata del contratto di lavoro. La durata del rapporto di lavoro indicata nel contratto ricomprende sempre le giornate che il lavoratore deve dedicare alla preparazione e alle prove;

f) la regolazione dell’orario di lavoro straordinario, sia per quanto riguarda le modalità del suo eventuale svolgimento che per quanto attiene alla indennità economica spettante al lavoratore per lavoro straordinario.

6. Restano ferme le discipline dettate dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale dei settori di riferimento, per quanto di ulteriore e di più favorevole sia da esse stabilito in riferimento alle norme di cui al comma 5.

7. Le retribuzioni o i compensi concordati dalle parti nei contratti di lavoro da esse sottoscritti non possono in ogni caso essere inferiori ai minimi tabellari di retribuzione stabiliti dai Contratti Collettivi Nazionali di lavoro stipulati  dalle  organizzazioni sindacali più  rappresentative su base nazionale di riferimento del settore creativo e delle arti performative in ragione dello svolgimento dei corrispondenti compiti, mansioni, funzioni o professionalità assegnati o richiesti al lavoratore.

ARTICOLO 3

(Tutele previdenziali e sociali dei lavoratori del settore creativo e delle arti performative)

  1. I lavoratori e i professionisti del settore creativo e delle arti performative sono iscritti obbligatoriamente alla gestione speciale del Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, di seguito denominato F.P.L.S., indipendentemente dall’attività economica svolta dal datore di lavoro o committente.

2. L’obbligo d’iscrizione e di assicurazione dei lavoratori e dei professionisti del settore creativo e delle arti performative nel F.P.L.S. è determinato dallo svolgimento di una delle attività di cui alla presente legge, indipendentemente dalla qualificazione subordinata o autonoma e dalla tipologia negoziale del rapporto di lavoro. L’iscrizione dei lavoratori e dei professionisti nel F.P.L.S. comporta per gli iscritti la titolarità di un’unica posizione previdenziale e assicurativa.

3. Le tutele previdenziali e le assicurazioni sociali sono garantite a tutti i lavoratori e i professionisti iscritti al F.P.L.S. indipendentemente dalla qualificazione subordinata o autonoma e dalla tipologia negoziale del rapporto di lavoro, in virtù e per effetto degli obblighi relativi alle contribuzioni dovute ai fini previdenziali e assicurativi come stabiliti dalla presente legge.

4. Ai fini della contribuzione e delle prestazioni previdenziali e assistenziali ai lavoratori subordinati e autonomi iscritti nel F.P.L.S. si applicano le norme previste in materia di minimali e massimali contributivi secondo quanto disposto dall’articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 338/1989, convertito dalla Legge n. 389/1989, dall’articolo 7, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge n. 463/1983, convertito dalla Legge n. 638/1983 e successive mm.ii. e dall’articolo 2, comma 18, Legge n. 335/1995.

5. All’articolo 6 del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536, convertito con modificazioni dalla L. 29 febbraio 1988, n. 48, i commi 15 e 16 sono abrogati.

ARTICOLO 4

(Tutele previdenziali dei lavoratori del sistema creativo e delle arti performative)

1. L’articolo 2 del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 182, è sostituito con il seguente:

“Art. 2

(Soggetti assicurati al Fondo pensioni per i lavoratori dello spettacolo istituito presso l’ENPALS)

 1. Nell’ambito delle  categorie di cui all’articolo 3 del decreto legislativo  del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, come  modificato  dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388, e successive modificazioni   ed  integrazioni,  ai  fini  dell’individuazione  dei requisiti   contributivi   e   delle   modalità  di  calcolo  delle contribuzioni  e  delle prestazioni, i lavoratori vengono distinti in due gruppi, indipendentemente dalla natura autonoma o subordinata e dalla tipologia negoziale del rapporto  di lavoro e individuati con successivo decreto del Ministro del  lavoro  e  della  previdenza  sociale da emanarsi entro sessanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del presente decreto, a seconda che:    

a) prestino con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, con contratto di lavoro intermittente di cui agli articoli da 13 a 18 del Decreto Legislativo 81/2015 o con contratto di lavoro autonomo attività creativa, artistica, tecnica, amministrativa, gestionale direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di opere, prodotti, beni e servizi nel settore creativo e delle arti performative;    

b) prestino le medesime attività di cui alla lettera a) con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.   

2. Per i lavoratori di cui al comma 1 il requisito dell’annualità di contribuzione richiesto per il sorgere del diritto alle prestazioni si considera soddisfatto con riferimento a:  

a) 120 contributi giornalieri per i lavoratori appartenenti al gruppo di cui alla lettera a) del medesimo comma 1;     

b) 312 contributi giornalieri per i lavoratori appartenenti al gruppo di cui alla lettera b) del medesimo comma 1.   

2 bis. Per i lavoratori appartenenti al Gruppo A di cui al comma 2, il numero delle giornate accreditabili avviene considerando come base di calcolo il doppio del minimale contributivo determinato annualmente dall’INPS a norma di legge per ogni giornata di lavoro effettivo che da luogo alla corrispondente copertura previdenziale. Le retribuzioni eccedenti il doppio del minimale giornaliero danno luogo a un corrispondente numero di giornate di contribuzione figurativa accreditabili nel Fondo di previdenza, comunque entro il limite massimo di sei giornate di contribuzione figurativa per ciascuna prestazione di riferimento.

3. Per la determinazione del numero complessivo di giornate accreditate, per l’acquisizione del diritto alle prestazioni, nel caso di passaggio fra i diversi gruppi, quelle relative al gruppo di provenienza sono riproporzionate in base al rapporto esistente tra i rispettivi requisiti di annualità di contribuzione previsti per il diritto alle prestazioni.

4. Ai fini del diritto alle prestazioni e dell’individuazione dell’età pensionabile, gli assicurati sono considerati appartenenti alla categoria, tra quelle indicate all’articolo 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, come modificato dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388, e successive modificazioni e integrazioni, nella quale hanno acquisito maggiore anzianità contributiva.  Il medesimo criterio si applica anche ai fini della ripartizione di cui al comma 1.  

5. L’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1420, è abrogato.”

2. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con decreto da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede ad aggiornare, ad adeguare e a ridefinire sia le categorie che i gruppi dei lavoratori obbligatoriamente assicurati nel F.P.L.S. in base all’ambito di applicazione oggettivo e soggettivo delle norme di assicurazione e di tutela dei lavoratori e dei professionisti del settore creativo e delle arti performative come stabilito e regolato dalla presente legge.

3. Nella fase di prima attuazione di quanto stabilito dall’art. 2, comma 2, lett. a), del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 182 come modificata dalla presente legge, per gli eventuali nuovi o maggiori oneri ricadenti sulla gestione speciale del F.P.L.S., l’INPS è autorizzato ad utilizzare le risorse risultanti dall’avanzo patrimoniale della medesima gestione speciale come risultante al 31 dicembre 2019.

ARTICOLO 5

(Indennità di Discontinuità dei lavoratori subordinati e autonomi del settore creativo e delle arti performative)

  1. I periodi di mancata occupazione determinati dalla discontinuità dei contratti di lavoro dei lavoratori subordinati a tempo determinato, intermittente ai sensi degli articoli da 13 a 18 del Dlgs 81/2015 e autonomi iscritti nel F.P.L.S, indipendentemente dalla tipologia negoziale del contratto di lavoro stipulato, sono tutelati dall’indennità di discontinuità.
  • A decorrere dal 1° giugno 2021 è istituita presso il F.P.L.S. la gestione dell’Indennità di Discontinuità dei lavoratori del settore creativo e delle arti performative per l’assolvimento delle relative funzioni.
  • L’indennità di discontinuità è riconosciuta ai lavoratori iscritti nel F.P.L.S. sulla base dei seguenti requisiti, criteri e parametri:
  1. possono accedere all’indennità di discontinuità i lavoratori subordinati e autonomi iscritti nel F.P.L.S., che non siano iscritti ad un altro fondo di previdenza obbligatorio e il cui reddito prevalente derivi dalle attività lavorative svolte e realizzate nel settore creativo e delle arti performative;
  2. l’accesso all’indennità di discontinuità è riconosciuto ai lavoratori subordinati e autonomi che nei 12 mesi precedenti la richiesta dell’indennità abbiano raggiunto 51 giornate di contribuzione versata o accreditata nel F.P.L.S.. Le giornate di contribuzione figurativa relative ai periodi maturati ai sensi dell’art. 2 del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 182, come modificato e integrato dall’articolo 4 della presente legge al comma 2.bis, nonché quelle relative ai periodi di maternità, malattia, infortunio, concorrono al raggiungimento delle 51 giornate di contribuzione necessarie per l’accesso all’indennità di discontinuità. Ai fini del raggiungimento delle suddette 51 giornate, ai lavoratori autonomi iscritti nel F.P.L.S. sono riconosciute ulteriori 3 giornate di contribuzione figurativa per ciascuna giornata di lavoro effettivamente lavorata e alla quale corrisponda il versamento dei relativi contributi previdenziali. L’accreditamento figurativo delle 3 giornate in parola avviene sulla base del minimale contributivo stabilito per l’anno di riferimento dell’accreditamento stesso;
  3. l’indennità di discontinuità è riconosciuta per un numero di giornate equivalente a quelle accreditate nel F.P.L.S. nei 12 mesi precedenti la domanda di accesso all’indennità medesima. Il numero massimo di giornate accreditabili nel F.P.L.S., comprensivo delle giornate di indennità di discontinuità, è di 312;
  4. l’indennità giornaliera di discontinuità è calcolata sulla media delle retribuzioni imponibili ai fini del versamento dei contributi previdenziali relative ai 24 mesi precedenti la domanda di accesso all’indennità. Per i nuovi iscritti al F.P.L.S. la suddetta media è calcolata sulle retribuzioni imponibili ai fini del versamento dei contributi previdenziali relative ai 12 mesi precedenti la domanda di accesso all’indennità;
  5. l’indennità giornaliera di discontinuità calcolata ai sensi della let. d) è erogata nella misura dell’80 percento ai lavoratori con il requisito di 51 giornate accreditate nel F.P.L.S. e dell’85% percento con il requisito di 80 o più giornate accreditate nel F.P.L.S.;
  6. l’entità dell’indennità giornaliera di discontinuità non può in ogni caso essere superiore a 2 volte l’importo del minimale contributivo stabilito annualmente dall’INPS ai sensi dell’art.1, comma 1, del decreto-legge 338/1989, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, e dell’art. 7, comma 1, del decreto-legge 463/1983, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n. 638;
  7. per le giornate di percezione dell’indennità di discontinuità è riconosciuta la corrispondente contribuzione figurativa ai fini dell’assicurazione I.V.S.;
  8. l’indennità di discontinuità viene erogata anche in costanza di rapporto di lavoro, nei casi di contratto di lavoro intermittente ex artt. da 13 a 18, DLgs 81/2015 o a tempo determinato, per le giornate non retribuite in assenza di attività lavorativa;
  9. l’indennità di discontinuità non è cumulabile con i periodi indennizzabili per maternità, malattia, infortunio, disoccupazione involontaria. Nel caso di coincidenza del diritto all’indennità di discontinuità con periodi indennizzabili per maternità, malattia, infortunio, disoccupazione involontaria, ai lavoratori iscritti nel F.P.L.S. si applica il trattamento più favorevole.

2. Gli oneri derivanti dall’istituzione dell’indennità di discontinuità sono finanziati dal contributo   specifico ad essa destinato e stabilito nell’aliquota dell’1,01 percento calcolata sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, nonché da un contributo di solidarietà dello 0,50 percento posto a carico dei lavoratori sulla retribuzione o i compensi eccedenti il massimale contributivo per gli iscritti al F.P.L.S. stabilito annualmente ai sensi dell’art. 2, comma 18, della legge Legge 8 agosto 1995, n. 335.

3. Per il finanziamento dei maggiori oneri eventualmente derivanti dalla fase di prima attuazione di quanto stabilito dal presente articolo, l’INPS è autorizzato ad utilizzare le risorse disponibili dall’avanzo patrimoniale della gestione speciale del F.P.L.S. come risultante al 31 dicembre 2019.

4. All’articolo 2 della Legge 28 giugno 2012, n. 92, Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita, sono apportate le seguenti modificazioni:

Al comma 29, dopo la lettera d-bis) è inserita la seguente:

“d-ter.) a partire dal 1° giugno 2021, ai lavoratori subordinati a tempo determinato, indipendentemente dalla tipologia negoziale del contratto di lavoro, iscritti nella gestione speciale I.N.P.S. del Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo.”

ARTICOLO 6

(Tutela ed indennità di maternità e congedi parentali lavoratori del settore creativo e delle arti performative)

  1. Le lavoratrici e i lavoratori iscritti nel F.P.L.S., indipendentemente dalla natura subordinata o autonoma e dalla tipologia negoziale del rapporto di lavoro, sono tutelati ai sensi del “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53.” di cui al Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

2. Il trattamento economico e normativo e il calcolo dell’indennità spettante alle lavoratrici e ai lavoratori subordinati e autonomi iscritti nel F.P.L.S. sono regolati dagli articoli 22 e 23 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 e si applicano le norme ivi previste in relazione alle diverse tipologie dei contratti di lavoro.  Alle lavoratrici e ai lavoratori assunti con contratto di lavoro intermittente ai sensi degli articoli da 13 a 18 del Decreto Legislativo 81/2015, si applicano le norme sull’indennità stabilite per le lavoratrici e i lavoratori subordinati a tempo determinato.

3. Per l’attuazione di quanto stabilito dal presente articolo, a decorrere dal 1° giugno 2021, il contributo dello 0,46percento stabilito dall’articolo 79, comma 1, let. a) del Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 è dovuto anche per i lavoratori autonomi iscritti al F.P.L.S.

ARTICOLO 7

(Tutela e indennità di malattia dei lavoratori del settore creativo e delle arti performative)

  1. I lavoratori iscritti nel F.P.L.S., indipendentemente dalla natura subordinata o autonoma e dalla tipologia negoziale del rapporto di lavoro, sono assicurati per gli eventi di malattia che determinano incapacità lavorativa temporanea.
  • I lavoratori iscritti nel F.P.L.S. hanno diritto alla percezione dell’indennità di malattia che viene loro riconosciuta con i requisiti, i criteri e le modalità stabiliti per gli impiegati del settore terziario e servizi.
  • L’indennità di malattia spetta per tutte le giornate coperte da idonea certificazione a partire dal giorno in cui si verifica l’evento morboso e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché l’evento morboso abbia inizio entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato o dalla sospensione, interruzione o scadenza rapporto per i lavoratori autonomi o a tempo determinato.

4. Per l’attuazione di quanto stabilito dal presente articolo, a decorrere dal primo giugno 2021 è dovuto un contributo dell’1,28 percento per i lavoratori subordinati e autonomi, indipendentemente dalla tipologia negoziale del contratto di lavoro, iscritti nel F.P.L.S.

5. Gli articoli 7 e 13 del Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708 sono abrogati.

6. All’articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito con modificazioni dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, il comma 6 è sostituito con il seguente:

“6. L’Istituto nazionale della previdenza sociale provvede direttamente al pagamento agli aventi diritto delle prestazioni di malattia e maternità per i lavoratori agricoli, esclusi i dirigenti e gli

impiegati; per i lavoratori assunti a tempo determinato per i lavori stagionali, nonché per i lavoratori autonomi e subordinati a tempo determinato iscritti nella gestione speciale del Fondo Lavoratori dello Spettacolo; per gli addetti ai servizi domestici e familiari; per i lavoratori disoccupati o sospesi dal lavoro che non usufruiscono del trattamento di Cassa integrazione guadagni.”

ARTICOLO 8

(Indennità di disoccupazione dei lavoratori del settore creativo e delle arti performative)

  1. I lavoratori subordinati iscritti al F.P.L.S., indipendentemente dalla tipologia negoziale del contratto di lavoro, sono assicurati per la disoccupazione involontaria ed accedono alle tutele stabilite dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22 che disciplina la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) secondo i requisiti, i criteri e le modalità ivi stabilite.
  • Il comma 2, dell’articolo 9, del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, è sostituito con il seguente:

“2. Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la  NASpI instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia inferiore al  reddito  minimo  escluso  da  imposizione  conserva  il diritto alla prestazione, ridotta nei termini di cui all’articolo 10, a condizione che comunichi all’INPS entro trenta  giorni  dall’inizio dell’attività il reddito annuo previsto e che il datore di lavoro o, qualora il lavoratore   sia   impiegato    con    contratto  di somministrazione, l’utilizzatore, siano diversi dal datore di  lavoro o dall’utilizzatore  per i  quali  il  lavoratore  prestava  la  sua attività, ad eccezione dei contratti di lavoro stipulati con i lavoratori iscritti nel F.P.L.S., quando è cessato il rapporto di lavoro che ha  determinato il diritto alla NASpI e non presentino rispetto ad essi  rapporti  di collegamento  o di   controllo    ovvero    assetti    proprietari sostanzialmente coincidenti. La contribuzione versata è utile ai fini di cui agli articoli 3 e 5”.

3. L’indennità NASpI non è in ogni caso cumulabile con l’Indennità di Discontinuità.

ARTICOLO 9

(Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro per i lavoratori del settore creativo e delle arti performative)

1. I lavoratori e i professionisti del settore creativo e delle arti performative iscritti al F.P.L.S., indipendentemente dalla natura subordinata o autonoma e dalla tipologia negoziale del rapporto di lavoro, sono assicurati presso l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.

Al settore creativo e delle arti performative si applicano le norme stabilite in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui al Decreto Legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 per la gestione del terziario, nonché le tariffe previste per la gestione del terziario con Decreto interministeriale del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, del 27 febbraio 2019.

2. Per i lavoratori e i professionisti iscritti nel F.P.L.S., gli obblighi relativi alla denuncia di iscrizione o di esercizio presso l’I.N.A.I.L. sono esauriti unitamente alla certificazione di cui agli articoli 6,9 e 10 del Decreto Legislativo C.P.S. 16 luglio 1947, n. 708.

3. Entro sessanta giorni dall’approvazione della presente legge, con apposita convenzione tra l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, sono stabilite le modalità ed i termini relativi:

  1. alla redazione delle denunce di iscrizione o esercizio di cui al comma 2 per quanto attiene ai   dati e alle informazioni integrative relative all’Assicurazione I.N.A.I.L.;
  2. alla trasmissione e alla condivisione dei dati e delle informazioni tra I.N.P.S. e I.N.A.I.L.;
  3. alla esazione dei premi di assicurazione dovuti per i lavoratori subordinati e autonomi iscritti nel F.P.L.S.;
  4. alle modalità e ai termini delle denunce degli eventi di infortunio e di malattia professionale,       nonché alle relative istruttorie amministrative e medico-legali;
  5. all’erogazione delle prestazioni economiche per gli infortuni sul lavoro e la malattia professionale.

ARTICOLO 10

(Certificato di agibilità per i lavoratori autonomi iscritti nel F.P.L.S)

  1. I lavoratori autonomi iscritti nel F.P.L.S. hanno facoltà di richiedere autonomamente il certificato di agibilità di cui agli articoli 6, 9 e 10 del Decreto Legislativo C.P.S. 16 luglio 1947, n. 708 e di procedere direttamente al pagamento degli oneri contributi previdenziali e assistenziali dovuti in relazione alla prestazione lavorativa o professionale stabilita dal contratto di lavoro.
  • In tali casi, i lavoratori autonomi applicano la rivalsa nei confronti del committente per la quota parte degli oneri contributivi ai fini previdenziali e assistenziali posti normalmente a carico del datore di lavoro.
  • Il lavoratore ha l’obbligo di consegnare al committente copia del certificato di agibilità e al committente compete l’obbligo della sua custodia.
  • Le parti contrattuali sono solidalmente responsabili del pagamento degli oneri contributivi previdenziali e assistenziali.
  • I lavoratori autonomi “a cappello” privi di committente hanno la facoltà di dichiarare i guadagni ottenuti e di provvedere direttamente al pagamento dei relativi contributi previdenziali e assistenziali.

ARTICOLO 11

(Prestazioni occasionali di lavoro nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative)

  1. Il contratto di prestazione occasionale è il contratto mediante il quale un utilizzatore, persona fisica o altro soggetto giuridico, comunque non nell’esercizio principale professionale o d’impresa nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative, con modalità semplificate, acquisisce prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità e importo entro i limiti, le modalità e alle condizioni di cui al presente articolo.
  2. É ammessa la possibilità di acquisire prestazioni di lavoro occasionali, intendendosi per tali le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile:

      a) per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 2.500 euro;

      b) per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 2.500 euro;

c) per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro e ad numero massimo di cinque prestazioni.

3. Il prestatore ha diritto all’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione nella gestione speciale INPS del F.P.L.S. e all’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali. I compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sul suo stato di disoccupazione. Gli oneri contributivi sono posti interamente a carico dell’utilizzatore.

4. Ai prestatori di età inferiore a 18 anni e ai prestatori fino a 25 anni, se studenti, si applica la riduzione del 50 percento degli oneri contributi dovuti alla gestione speciale INPS del F.P.L.S. per l’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti.

5. In ogni caso i compensi pattuiti in forma oraria o giornaliera non possono essere inferiori al minimale contributivo stabilito annualmente dall’INPS a norma della legislazione vigente.

6. Non possono essere acquisite prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o autonomo, come definiti dalla presente legge.

7. In caso di superamento da parte di un utilizzatore dei limiti di cui al comma 2, lettera c), il relativo rapporto di collaborazione occasionale si trasforma in un contratto di lavoro subordinato o autonomo, secondo i criteri di individuazione stabiliti in materia dalla presente legge.

8. Le procedure da osservare dai prestatori e dagli utilizzatori per le comunicazioni relative all’attivazione dei contratti di prestazione occasionale da inviare all’INPS e l’accesso alle relative prestazioni sono quelle stabilite dai commi 9, 12, 15, 17, 18 e 19 dell’articolo 54-bis, decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge n. 96 del 21 giugno 2017.

9. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il comma 188 è abrogato.

Un dialogo sulle proposte di riforma alla Milano Music Week 2020

Il Forum Arte e Spettacolo ha partecipato alla Milano Music Week per presentare le proposte di riforma per lo spettacolo.

proposte di riforma

Opening Milano Music Week

Lunedì 16 novembre il Forum Arte e Spettacolo ha partecipato all’opening della Milano Music Week, con la coordinatrice Francesca Martinelli come portavoce.

proposte di riforma

Riformare lo spettacolo – Un dialogo sulle proposte del Forum Arte e Spettacolo

Martedì 17 novembre si è svolto “Riformare lo spettacolo – Un dialogo sulle proposte del Forum Arte e Spettacolo”, organizzato da Doc Servizi e Freecom Hub in occasione della Milano Music Week 2020.

proposte di riforma

Si sono confrontati sul tema:

  • Filippo Del Corno (Assessore del Comune di Milano – Cultura)
  • Chiara Chiappa (Presidente della Fondazione Centro Studi Doc)
  • Annarita Masullo (Portavoce de La Musica Che Gira)

L’incontro è stato moderato dal giornalista Andrea Conti (Il Fatto Quotidiano).

Scopri le proposte di riforma elaborate dal Forum Arte e Spettacolo.

Audizione dei tecnici dello spettacolo alla Camera dei Deputati

Martedì 3 novembre la Camera dei Deputati ha invitato il Forum Arte e Spettacolo. Alberto Butturini ha raccontato le richieste dei tecnici dello spettacolo e degli altri lavoratori del settore.

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Martedì 3 novembre le Commissioni riunite VII (Cultura, Scienza e Istruzione) e XI (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati hanno continuato le audizioni in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo. L’audizione si è svolta a Montecitorio nell’Aula della Commissione Giustizia.

Solo qualche settimana fa, il 21 ottobre, si è svolta la terza indagine, alla quale ha partecipato Chiara Chiappa come referente del Forum Arte e Spettacolo. Il Forum Arte e Spettacolo è stato infatti inserito nelle indagini già in programma alla Camera a seguito della conferenza stampa del pacchetto di riforme avvenuta lo scorso 28 settembre a Bologna.

In occasione della quarta indagine conoscitiva è invece intervenuto Alberto Butturini, fonico da oltre 35 anni, chiamato a rappresentare il mondo dei tecnici dello spettacolo alla Camera.

A questo link si trova il video completo dell’audizione.

L’audizione di Alberto Butturini a nome del Forum Arte e Spettacolo e dei tecnici dello spettacolo alla Camera dei Deputati

Buongiorno a tutti, e grazie per l’opportunità.

Sono qui oggi per parlare della situazione in cui versa una categoria di lavoratori poco conosciuta e riconosciuta, i lavoratori del settore dello spettacolo e degli eventi.

Questo settore comprende tutti quei lavoratori che rendono possibile la realizzazione e la fruizione di tutto ciò che esprime cultura, arte, musica, creatività, in tutte le sue forme, dai concerti alla prosa, dall’allestimento di mostre alle fiere, dalle cerimonie olimpiche agli eventi corporate per i dipendenti di un’azienda o lanci di nuovi prodotti, dalla radio alle tv, dal balletto all’opera e potremmo continuare ancora. Ogni singola persona che concorre alla realizzazione di tutto questo, in modo esclusivo o per la maggior parte del suo operato, è da considerarsi necessariamente parte della filiera, ossia è un lavoratore del settore eventi. Lavoratori senza i quali non ne sarebbe possibile la stessa realizzazione.

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Alberto Butturini interviene alla Camera dei Deputati per i tecnici dello spettacolo e tutti i lavoratori del settore

Il settore dello spettacolo non si sarebbe trovato in una situazione di emergenza così grave se le sue carenze non fossero strutturali e in parte indipendenti dalla crisi generata dalla pandemia.

Considerando la riforma del settore una priorità, il Forum Arte e Spettacolo ha lavorato ad alcune proposte utili alla stesura dello Statuto del Lavoro nello Spettacolo e alla creazione di un sistema organizzativo semplice, trasparente, equo, rispettoso dei diritti di artisti, tecnici, e professionisti del mondo dello spettacolo e degli eventi.

Vi invitiamo a leggere la proposta integrale (a questo link), che abbiamo allegato alla documentazione e che in questa sede per motivi di tempo mi limiterò a illustrare per macro temi.

È necessario istituire un nuovo Macro-Gruppo Ateco, e Codice Apertura di Attività per enti del terzo settore che non hanno codice ateco, che racchiuda tutta la filiera ed i relativi sottogruppi, dando la possibilità ad aziende e professionisti di aprire la propria posizione IVA nel contesto corretto, quello degli eventi e dello spettacolo. Non a caso all’interno del Decreto Ristori sono stati stanziati ulteriori fondi per i codici Ateco immotivatamente esclusi in prima istanza. 

Inoltre, come abbiamo già avuto modo di dire, consideriamo indispensabile e urgente procedere con queste riforme:

  1. Istituire una posizione assicurativa e previdenziale unica,con identica contribuzione e diritti, senza diversificazione in base ai contratti di lavoro applicati. Assicurazione infortuni all’INAIL per tutti i lavoratori sia dipendenti che autonomi anche occasionali.
  1. Considerare il montante dei compensi e non solo il fattore tempo come misura delle prestazioni, con divisore di riferimento utile al calcolo delle giornate accreditabili, pari alle tariffe contrattuali per i dipendenti e per gli autonomi da definire annualmente con riferimento al minimale INPS.
  1. Possibilità per tutti i lavoratori autonomi con Partita IVA di versare autonomamente i contributi sulla propria unica posizione contributiva, per l’Italia e per l’estero, con corresponsabilità del committente.
  1. Indennità per malattia, maternità, congedi parentali, infortuni con assicurazioni INAIL e altre assenze con gli stessi requisiti per tutti i contratti e con accesso dal primo giorno di assenza. Al momento, ai lavoratori degli eventi e dello spettacolo, non è riconosciuta l’indennità di malattia in caso di positività al virus Sars Cov 2 propria o dei familiari. Una infelice contingenza che rischia di obbligare i lavoratori a non preservare la salute pubblica in assenza di tutele.
  1. È necessario, inoltre, istituire il reddito integrativo di continuità: i professionisti senza altro reddito principale o previdenza principale, al raggiungimento di 61 giornate accreditate in 24 mesi possono richiedere l’Integrazione al reddito per un numero di giornate pari a quelle accreditate nei ventiquattro mesi antecedenti alla domanda, non utilizzati per precedenti periodi di Naspi o reddito integrativo, per un numero massimo di giornate indennizzate o lavorate non superiore a 312 nell’anno di erogazione.
  1. Accesso alla pensione con annualità accreditate ogni 120 giornate di lavoro, come media e senza minimali annuali, per tutti i lavoratori a termine, a ingaggio o intermittenti (gruppo B confluisce nel gruppo A) diversi dai lavoratori subordinati a tempo indeterminato e continuativo (gruppo C), considerando nelle 120 giornate medie anche le giornate accreditate per reddito integrativo di continuità (che riduce a 60 le giornate medie per avere la pensione).
  2. Contemporaneamente, utilizzando la legge 4/2013, stiamo procedendo alla definizione e declinazione di tutte le professioni dello spettacolo e degli eventi, utilizzando per la parte formativa il sistema regionale delle qualifiche. Occorre, inoltre, completare al più presto il lavoro di descrizione dei processi lavorativi all’interno del Repertorio Nazionale delle Qualifiche per la Produzione artistica dello spettacolo.

Una parte del mio discorso di oggi sono obbligato a dedicarla a un tema che tutti vorremmo superato e che purtroppo non lo è: lo stato di emergenza in cui versano i lavoratori degli eventi e dello spettacolo, fermi da quasi un anno, con indennizzi inadeguati e senza certezze su quando potranno ricominciare a lavorare.

Se dovessi descrivere questi ultimi mesi vi racconterei una storia che parla di lavoratori altamente specializzati ai quali sono stati destinati in otto mesi 1.800 euro di bonus (non ricevuti da tutti) al contrario di quanto affermato dal ministro Franceschini, ulteriori 1.000 euro del Decreto Ferragosto non ancora erogati e, 1.000 euro UNA TANTUM, forse, previsti nel Decreto Ristori.

Spiegatemi voi come si fa a vivere con 225 euro al mese, perché io non lo so, ma è questo che ci state chiedendo di fare. Questo è un punto imprescindibile: gli indennizzi sono insufficienti per un settore che conta più di 500mila addetti ed è stato tra i primi a fermarsi e sarà l’ultimo a ripartire al pieno delle sue capacità; sono insufficienti e vengono erogati con tempi biblici, impossibili da giustificare a un lavoratore che deve potersi occupare della propria famiglia, a tutte le persone che hanno mutui da pagare, spese da affrontare e nessuna colpa per la situazione in cui versano. Come lavoratori abbiamo diritto di non vedere stracciato il patto con lo Stato – del quale siamo contribuenti – perché quello che ci raccontano i numeri degli indennizzi è che pagare le tasse ed essere onesti non conviene. Pretendiamo che l’INPS dia risposte univoche che non cambino su base territoriale, o in base all’interpretazione dei singoli funzionari, costringendo i lavoratori a un ulteriore e frustrante via crucis per vedersi riconosciuti i bonus e la NASPI. 

Volendo creare un parallelismo tra la cultura e lo sport è incomprensibile il trattamento riservato a sportivi e relativi insegnanti a cui sono stati dati sostegno ed agevolazioni anche se esentati da contributi e tasse fino a 10.000 euro. Nel guardarci intorno, rispetto ad altre realtà produttive, abbiamo la netta percezione di essere stati lasciati da soli ad affrontare questo “tsunami economico”, pur versando contributi e tasse.

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Vogliamo comunque provare a essere propositivi, portando alla vostra attenzione una serie di misure immediate che consentirebbero ai lavoratori del settore di vedere riconosciuta la propria dignità.

  1. I lavoratori dello spettacolo intermittenti devono poter accedere alla cassa integrazione speciale Covid-19 con gli stessi requisiti dei lavoratori degli altri settori. Dal d.l. 18/2020 in poi la cassa Covid-19  è stata riconosciuta ai lavoratori senza requisito di anzianità dei 90 giorni, per cui, con un solo giorno lavorato, possono accedere alla cassa integrazione. Chiediamo anche per il settore spettacolo ed eventi, e per tutti gli intermittenti, lo stesso diritto dei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato senza requisito di anzianità, in quanto lavoratori cui spettano le tutele del nostro sistema sociale ai sensi dell’art. 38 della Costituzione.
  1. Per autonomi e collaboratori, inclusi gli autonomi a partita iva a gestione separata: indennità speciale DIS-coll non inferiore alla soglia di povertà utilizzata nella legge sul RdC (Reddito di Cittadinanza).
  1. La continuazione del FIS o della cassa integrazione Covid-19 con assegno mensile non inferiore alla cifra presa come riferimento della soglia di povertà dall’ISTAT utilizzata nella legge sul RdC (Reddito di Cittadinanza) come parametro per poter richiedere il beneficio.
  1. Per lavoratori già in NASPI: continuazione dell’indennità non inferiore alla suddetta soglia di povertà, senza riduzione del 3% e sospensione dell’indennità solo per eventuali giornate di lavoro denunciate.
  2. Per gli intermittenti dello spettacolo, possibilità di accesso alla NASPI anche in continuità di rapporto lavorativo.
  1. Erogazione della formazione prevista dall’art. 88 del Decreto Rilancio – Fondo Nuove Competenze anche a lavoratori dello spettacolo con contratto a tempo determinato o intermittenti anche se privi di contratto di lavoro in essere in caso di assunzione in ditte del settore spettacolo ed eventistica con riduzione di fatturato rispetto al 2019.

Il nostro è un tipo di lavoro discontinuo per definizione e la mancanza di una normativa adeguata e certa, ha come conseguenza la proliferazione di interpretazioni del settore, spesso irragionevoli e contraddittorie. L’essere intermittenti non è una scelta di comodo del lavoratore ma un obbligo derivante dalla non programmabilità e continuità temporale del comparto produttivo in cui noi operiamo.

Ogni segnale di apertura e ascolto da parte delle istituzioni seppur tardivo è molto apprezzato.

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Chiediamo che venga istituito quanto prima un tavolo tecnico interministeriale (cultura/lavoro/economia).

Questi mesi di crisi hanno rivelato tutte le particolarità e le fragilità del settore in cui operiamo, e di cui abbiamo una conoscenza totale e approfondita, per questo motivo non siamo più disponibili a essere esclusi dai processi decisionali che influiranno sul nostro futuro e sulla qualità delle nostre vite.  Per la nostra innata predisposizione alla collaborazione e alla condivisione, mettiamo a disposizione le nostre competenze con l’unica priorità del raggiungimento di misure che siano finalmente efficaci per i lavoratori.

Per concludere, due sole parole: fate presto! Ad oggi il 30% dei professionisti ha già abbandonato il settore, stiamo velocemente perdendo personale tecnico e artistico altamente formato e specializzato.

La garanzia della tenuta dello stato e della pace sociale non può essere demandata solo all’educazione civica dei cittadini, è compito ineludibile delle istituzioni che devono farsi carico del disagio socio economico in cui il nostro paese sta piano piano scivolando.

Scarica l’intervento in PDF.

Audizione su lavoro e previdenza nello spettacolo alla Camera

Mercoledì 21 ottobre la Camera dei Deputati ha indetto un’audizione su lavoro e previdenza nello spettacolo. Ha partecipato anche il Forum Arte e Spettacolo con Chiara Chiappa.

Alla Sala del Mappamondo di Montecitorio, le Commissioni riunite Cultura e Lavoro hanno svolto in videoconferenza un’audizione. I temi trattati sono stati il lavoro e la previdenza nel settore dello spettacolo. Molta attenzione è stata data anche all’attuale situazione di emergenza Covid-19.

Le Commissioni della Camera hanno incontrato l’Associazione italiana danza attività di produzione (Aidap), l’Associazione teatri italiani privati (Atip), il Forum Arte e Spettacolo (FAS) e Sos Musicisti.

Il Forum Arte e Spettacolo è stato inserito nella terza indagine in programma alla Camera, a seguito della conferenza stampa del pacchetto di riforme avvenuto lo scorso 28 settembre a Bologna. Alla presentazione erano intervenuti anche alcuni politici (a questo link maggiori info), tra i quali anche Alessandra Carbonaro (M5S). La deputata è colei che ha voluto l’indagine congiunta tra le Commissioni sul mondo dello spettacolo.

Per il Forum Arte e Spettacolo è intervenuta Chiara Chiappa, già presidente della Fondazione Centro Studi Doc e referente del tavolo riforme del FAS.

I deputati hanno risposto positivamente alle presentazioni degli auditi e alle loro proposte. I deputati intervenuti hanno l’invito sia a continuare a sostenere il settore in questo periodo di grande difficoltà sia ad attuare una sua riforma strutturale.

L’audizione completa si può vedere accedendo a questo link.

L’audizione alla Camera di Chiara Chiappa per il Forum Arte e Spettacolo

Oggi il mio obiettivo è presentare le proposte per una riforma strutturale del settore spettacolo, necessaria per scongiurare il pericolo che crisi come quella attuale siano mortali per il settore. Tutti coloro che si trovano in questa Commissione hanno chiara l’importanza del settore, quello che è difficile spiegare in 10 minuti è come salvaguardare al contempo i diritti dei lavoratori dello spettacolo, l’economicità del settore e l’importanza della cultura per il pubblico e per tutto il mondo.

Il Forum Arte e Spettacolo è composto da tutte le parti che compongono la filiera, quasi tutte non finanziate, ma che vivono grazie allo sbigliettamento e al gradimento del pubblico, che si sono riunite durante il lockdown per trovare proposte per arrivare allo Statuto del Lavoro nello Spettacolo e dare riconoscimento al settore e alle sue professionalità. Ad oggi, i primi aderenti alle proposte sono oltre 50 realtà del settore, tra cui Arci Nazionale, Alleanza delle Cooperative Italiane, Federazione Nazinale del Jazz, Assolirica, e tante altre.

Al cuore della nostra proposta c’è il riconoscimento dell’importanza del settore e delle sue professionalità, un riconoscimento che non può che passare anche dalla conoscenza del settore. Una conoscenza che, abbiamo riscontrato in questi mesi, non è assolutamente alla portata di tutti. Si tratta infatti di un settore “straordinario”, caratterizzato da multi-committenza, dalla frequenza di molti luoghi di lavoro, dalla scarsa programmabilità: tutte caratteristiche che non possono essere negate ma che devono essere tutelate. Non si tratta infatti di “modi sbagliati” di lavorare, ma di “modi speciali” che meritano protezione. Lo abbiamo visto durante il lockdown, come hanno detto anche i colleghi che mi hanno preceduta, questo non è un settore che non è stato tutelato in assoluto, ma è un settore per il quale le tutele vanno adeguate.

Le nostre proposte per uno Statuto del Lavoro nello Spettacolo si basano su cinque grandi pilastri:

  1. La prima proposta per arrivare al riconoscimento del settore è di garantire una contribuzione unica per tutti i lavoratori a prescindere dal contratto di lavoro, poiché esso può essere di diversa natura anche in un breve periodo di tempo. Anche se un artista può essere all’interno della stessa settimana lavoratore dipendente o autonomo o collaboratore, … quello che non deve mancare è la protezione sociale del suo lavoro. Per questo serve un sistema unico con una protezione unica.
  2. Un altro grande pilastro della nostra proposta è il riconoscimento di un sistema di integrazione al reddito per i professionisti per i periodi di non lavoro, dove con professionisti si intende chi non ha un altro reddito principale o un’altra indennità principale. L’integrazione al reddito può permettere loro di avere continuità di reddito, dignità come lavoratori, e di investire su se stessi.
  3. Fondamentale per noi e al centro delle nostre proposte di riforma, anche per combattere l’enorme piaga del sommerso, vi è poi l’istituzione di una piattaforma tecnologica, innovativa e trasparente. La piattaforma permette di visualizzare tutte le attività di spettacolo, anche quelle organizzate da privati, assegnando a ogni evento un numero di protocollo unico – come si fa già in Francia e in altri Paesi europei – a cui riferire tutte le pratiche e tutti gli adempimenti necessari. Un sistema simile può non solo favorire il lavoro regolare, ma anche facilitare la necessaria mappatura dei luoghi, la creazione dei registri professionali – non esclusivi o obbligatori ma indispensabili per il riconoscimento professionale – e la mappatura delle organizzazioni.
  4. Sono necessari anche contratti e forme organizzative semplificate, anche per gli occasionali, sempre con contribuzione unica. Abbiamo anche scritto proposte per migliorare la sicurezza dei lavoratori.
  5. Non da ultimo è necessario il riconoscimento della cultura e dello spettacolo come beni essenziali, e non di lusso. In quanto bene essenziale, lo spettacolo deve avere incentivi correlati, come gli incentivi al pubblico che partecipa agli spettacoli, le detrazioni fiscali per corsi di musica e arte che permetteranno di avere un pubblico più consapevole e più vasto, oltre che gli artisti di domani.

È necessario sia contrastare il sommerso per dare dignità ed economicità al settore che garantire una maggiore partecipazione del pubblico.

Purtroppo vista la situazione attuale, come tutti voi, oltre a illustrare la proposta di riforma sulla quale abbiamo lavorato per mesi e siamo disponibili a presentarla in successive audizioni, è necessario parlare senz’altro dell’emergenza.

Chiara Chiappa, presidente della Fondazione Centro Studi Doc

Come tutti sappiamo e come è già stato detto: il settore è fermo. Tutti siamo consapevoli del fatto che non possiamo cancellare il Covid-19 tutto a un tratto o mettere in crisi la salute, però dobbiamo invitare a considerare alcuni punti:

  1. Non è pensabile fare chiusure generalizzate con criteri generalizzati, come accade nella gestione degli spazi. Ad esempio, 1.000 posti all’aperto nel caso dell’Arena di Verona sono pochi considerando che ha 13.000 posti. Lo stesso vale per i grandi teatri che contengono migliaia di posti e come abbiamo visto sono luoghi sicuri (maggiori info a questo link). È pertanto opportuno prevedere capienze adeguate agli spazi. I 200 posti generalizzati mortificano il settore e impediscono una continuità di spettacoli che rischia di portare alla dispersione professionale.
  2. Allo stesso modo crediamo che sia indispensabile in questo periodo di crisi sostenere fino a tre mesi dopo la fine dell’emergenza i lavoratori, perché nello spettacolo, nell’arte e nella cultura, sostenere i lavoratori significa sostenere l’arte, lo spettacolo e la cultura stessi.
  3. Noi chiediamo, inoltre, accedendo anche ai 5 miliardi di euro di tesoretto dell’INPS indicato da Tridico a Bergamo (maggiori info a questo link), di sostenere tutti i lavoratori e operatori del settore, non solo gli artisti ma anche i tecnici, gli agenti, e tutti coloro che lavorano nel settore, attraverso l’erogazione di ulteriori sostegni in questi mesi.
  4. In particolare, chiediamo che per i lavoratori dipendenti con un contratto di lavoro attivo sia assicurata l’erogazione della cassa integrazione e del FIS con un assegno non inferiore al Reddito di Cittadinanza. Un insegnante di musica che prendeva 40 euro a lezione e oggi viene pagato 5 euro, non può sopravvivere. Pertanto, bisogna come minimo adeguare gli ammortizzatori al RDC.
  5. Ad autonomi e collaboratori è necessario riconoscere l’assegno DIS-coll non inferiore al Reddito di Cittadinanza.
  6. Per i lavoratori già in NaSPI è necessario continuare a erogare l’indennità sempre per un valore non inferiore a quello del Reddito di Cittadinanza e senza la riduzione del 3%.
  7. I lavoratori intermittenti, come è già stato detto tante volte, in gran parte devono ricevere ancora i primi assegni di marzo, aprile e maggio, oltre che quelli di 1.000 euro del DL Agosto. Questo accade perché per un cortocircuito non sono abbastanza disoccupati per avere il bonus dedicato agli autonomi e non sono abbastanza occupati per avere la cassa integrazione. Per questo, noi chiediamo che l’INPS attui finalmente quanto previsto dal Governo ed emani la circolare che permetta di far accedere tutti gli intermittenti all’assegno. Chiediamo poi per i prossimi mesi che per gli intermittenti con contratto di lavoro in essere ci sia il riconoscimento o della cassa integrazione o un assegno netto non inferiore al RDC.
  8. Chiediamo anche, giudicando in modo molto positivo il nuovo Fondo Nuove Competenze, che anche ai disoccupati e a chi ha cessato il lavoro perché non gli è stato rinnovato il contratto, ai lavoratori intermittenti e a tutti i lavoratori, venga riconosciuto il diritto di accedere al Fondo Nuove Competenze che noi riteniamo fondamentale per avere nuovo lavoro e nuove occasioni.
  9. Da ultimo, ricordo che ancora oggi i lavoratori dello spettacolo non hanno accesso all’indennità di malattia, nemmeno se sono malati di Covid-19, se non hanno avuto almeno 100 giornate di lavoro dal 1° gennaio dell’anno precedente: si tratta di una norma incostituzionale. I nostri lavoratori devono essere indennizzati se sono ammalati o se hanno familiari in quarantena, altrimenti saranno costretti ad accettare le poche occasioni di lavoro mettendo in pericolo sé stessi e la vita degli altri.

I lavoratori non chiedono elemosina e non chiedono pietà: chiedono il riconoscimento dei loro diritti.

Non potendo approfondire oltre, ci tengo a precisare che il settore spettacolo e cultura secondo noi non può essere sostenuto e non può evolvere se non si sostengono i lavoratori. Per questo, raccomandiamo che a prescindere dal contratto di lavoro sia riconosciuta una tutela pagata con un’aliquota unica e con una posiziona previdenziale unica sicché a prescindere dal contratto e da quello che fanno nella vita tutti i lavoratori avranno accesso alle protezioni sociali. Questo permetterà anche di convincerli a non accettare il ricatto del sommerso che, come è stato detto, è la grande piaga di questo settore.

Replica di Chiara Chiappa dopo gli interventi dei deputati

Vorrei rispondere soprattutto alle domande della Piccoli Nardelli [ndr. la deputata ha chiesto quali tipologie di contratto ci sono nel mondo dello spettacolo] perché anche il tema dei contratti ci sta molto a cuore e risponde proprio all’esigenza di dare dignità e ordine a questo settore.

Prima di tutto, i contratti di questo settore sono gli stessi di tutti gli altri settori lavorativi, quindi il lavoro autonomo, il lavoro dipendente, i cococo, … ma rispetto agli altri settori ha molta importanza il contratto di lavoro intermittente che è considerato fondamentale, perché è il contratto che permette di avere con un unico datore di lavoro la gestione delle giornate che non sono programmabili, una caratteristica tipica di questo settore.

Come dicevo prima, quello che manca non è solo un ordine nei contratti ma una contribuzione unica a prescindere dal contratto applicato.

Inoltre, come Forum Arte e Spettacolo proponiamo anche che venga istituita una prestazione occasionale semplificata dello spettacolo soprattutto per quei committenti che non sono di spettacolo. Dal 1947 il legislatore ha istituito una norma molto stringente e protettiva per i lavoratori per cui c’è una posizione contributiva specifica per pagare i contributi a questi lavoratori che è legata al settore al quale appartiene il datore di lavoro. Per le aziende non di spettacolo, per le famiglie, i ristoranti, … cioè tutti i committenti occasionali vi è secondo noi la necessità di istituire prestazioni occasionali. Tali prestazioni vanno limitate nel tempo, devono essere solo per aziende non dello spettacolo e vanno gestite esattamente come i i PrestO o i Buoni Famiglia. In questo modo, l’accredito dei contributi previdenziali va nel fondo unico contributivo di ogni lavoratore che così non subisce danni dovuti al fatto di essere chiamato a lavorare da realtà non di spettacolo (es. finire a pagare contributi in gestione separata), ma mantiene una continuità contributiva.

La nostra proposta punta non sul settore merceologico del datore di lavoro, ma sull’attività tipica di ogni lavoratore.

Come avete detto anche molti di voi, va inoltre riconosciuto un reddito di continuità per dare dignità agli operatori dello spettacolo e permettere loro di investire di se stessi. Noi abbiamo immaginato un’integrazione al reddito che non è solo un ristoro, ma un vero e proprio investimento sulla professione. Infatti, proponiamo che attraverso il reddito di continuità per ogni giornata on stage sia riconosciuta dal sistema statale anche un’altra giornata valida al fine della maturazione dei contributi figurativi. Con questo meccanismo si possono raddoppiare le giornate on stage per fini pensionistici e assistenziali. In questo modo, bastano 60 giornate come media on stage per averne 120 accreditate. Il riconoscimento di questo sistema è importante perché, come avete detto tutti, tutti sanno che i lavoratori dello spettacolo hanno prove, pre-produzione, post-produzione, …

Poi, ai fini contributivi, occorre misurare non solo il fattore tempo o giornate nel lavoro culturale, intellettuale e artistico ma anche il montante dei compensi e il reddito.

Ricordiamo anche l’importanza della piattaforma semplificata grazie alla tecnologia. Abbiamo scritto anche alla Ministra Pisano per aiutarci a capire come implementare questo sistema. La piattaforma permetterà infatti sia di definire i registri professionali – non obbligatori secondo noi, perché è ciò che chiede l’Europa – ma che di gestire in modo semplificato tutti gli eventi con mappatura dei luoghi, delle organizzazioni e dei professionisti.

E da ultimo, come ho detto prima, è necessario valorizzare il ruolo del pubblico riconoscendo IVA agevolata – noi abbiamo proposto IVA al 4% su tutti i prodotti dello spettacolo – e detrazioni fiscali per la frequenza dei corsi di musica e arte, per l’acquisto di strumenti e per tutte le spese che si possono fare nel settore settore (es. biglietti).

L’istituzione delle prestazioni occasionali da gestire anche attraverso piattaforma permetterà di gestire anche attività che oggi sono gestite con l’esonero del comma 188 che ha portato tanto sommerso nel settore.

Concludendo, per noi le parole d’ordine sono: semplificazioni, diritti ai lavoratori, economicità del settore e lotta al sommerso.

Siamo disponibili a mandare nuovamente le nostre proposte scritte sia per l’utilizzo dei 5 miliardi a favore dei lavoratori che per un investimento futuro.

La Conferenza Stampa sulle proposte di riforma

Le proposte per la riforma del sistema spettacolo e l’introduzione dello statuto del lavoro nelle arti e nello spettacolo sono state presentate durante la conferenza stampa svoltasi a Bologna il 28 settembre 2020.

conferenza stampa riforma spettacolo

Interventi:

Matteo Lepore, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna. 
Diodato, cantautore.
Paolo Fresu, musicista e direttore artistico.
Alberto Butturini, fonico.
Chiara Chiappa, Presidente Fondazione Centro Studi Doc.

Finora, oltre 50 realtà che fanno parte del Forum Arte e Spettacolo hanno sottoscritto il documento.

La conferenza stampa è stata ospitata dal Comune di Bologna presso la meravigliosa sala Stabat Mater della Biblioteca dell’Archiginnasio.

Hanno partecipato anche i senatori Francesco Verducci (PD) e Michela Montevecchi (M5S) e i deputati Matteo Orfini (PD), Alessandra Carbonaro (M5S) e Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana).

La diretta streaming della conferenza stampa

A questo link la cartella stampa dell’evento.

Galleria fotografica

Le cinque proposte di riforma del Forum Arte e Spettacolo

Il Forum Arte e Spettacolo ha elaborato un pacchetto di proposte per la riforma del sistema spettacoloLe proposte sono state sottoscritte da oltre 50 realtà del settore e sono promosse dai 12 Assessori alla Cultura che hanno firmato durante il lockdown il Manifesto per la Cultura.

Le proposte di riforma per lo spettacolo in cinque punti

Proposta n. 1 – Posizione previdenziale unica per artisti e professionisti dello spettacolo, con identica contribuzione e diritti, che preveda anche l’assicurazione infortuni INAIL, senza diversificazione in base ai contratti di lavoro applicati e che consideri anche il montante dei compensi, non solo il fattore tempo, come misura delle prestazioni.

Proposta n. 2 – Reddito integrativo per artisti e professionisti dello spettacolo, da richiedere nei periodi di sospensione delle attività che comportano assenza di reddito e di indennità.

Proposta n. 3 – Sportello unico su piattaforma open source sul quale organizzare i registri delle professioni e tutti gli eventi. Una procedura semplificata per tutte le pratiche connesse all’organizzazione di eventi, che vengono protocollati con codice identificativo unico.

Proposta n. 4 – Semplificazioni per l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni artistiche: contratto semplificato per prestazioni di spettacolo occasionali, iter specifici per la gestione della sicurezza dello spettacolo, supporto per esordienti e forme innovative di associazionismo e organizzazione.

Proposta n. 5 – Incentivi economici a sostegno dello Spettacolo: aliquote IVA al 4%, detrazioni fiscali per tutti i corsi di musica e arte e credito d’imposta esteso a tutti gli enti pubblici e privati che operano in ambito culturale.